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Come difenderti dai link spam della SEO Negativa

4 commenti

Una delle tattiche più comuni e fastidiose della Black Hat SEO, o SEO Negativa, è inviare al sito web che si vuole colpire un alto numero di link spam da siti di cattiva qualità. Purtroppo questo genere di attacco può capitare anche ai webmaster più attenti. Si tratta infatti di attacco esterno che non necessita di entrare nel tuo blog per essere messo in atto.

Come funziona la SEO Negativa con i link spam

Se conosci e applichi le buone pratiche di SEO, probabilmente conosci anche quali sono le attività da evitare per non far penalizzare il tuo blog dai motori di ricerca. Le penalizzazioni di Google sono l’incubo di webmaster e SEO specialist perché un dominio colpito può impiegare mesi o persino anni a ritornare all’indicizzazione precedente.

Ci sono molti modi in cui un hacker può danneggiare il tuo traffico organico. Basta mettere in atto tutte le indicazioni contrarie alle linee guida di Google per i webmaster. In pratica, l’hacker fa esattamente il contrario di quanto è richiesto dalle buone pratiche di Google. Una delle regole più importanti è quella di non utilizzare schemi di link o avere link contenenti spam che puntano al tuo sito. Per questo motivo la creazione di link da una rete di siti spam, chiamata link farm, è il modo più rapido per fare SEO Negativa.

Utilizza una rete di siti web di cattiva qualità, collegati tra loro, i quali inviano link al tuo sito web. Alcune link farm vengono create manualmente, tuttavia la maggior parte nasce automaticamente. I siti che ne fanno parte sono riempiti con contenuti spam, automatici o persino duplicati. Persino la copia dei contenuti da siti legittimi può venire effettuata in automatico con una tecnica che si chiama content scraping.

Questi automatismi esistono perché la maggior parte delle tattiche Black Hat SEO punta a ridurre lo sforzo e accorciare i tempi per posizionarsi. Lo scopo potrebbe essere posizionare direttamente un sito spam o penalizzare un competitor. In ogni caso, la tecnica di link farm, soprattutto se automatizzata, può generare migliaia di backlink in pochissimo tempo. Per questo è necessario tenere sempre sotto controllo i link in ingresso.

Come accorgerti se sei vittima di link spam

Se sei vittima di un attacco di link spam e non utilizzi il tool di disconoscimento di Google, il tuo blog potrebbe venire penalizzato. Potresti infatti perdere posizionamento e traffico a causa dei link tossici che puntano al tuo sito web.

A me è successo più di una volta su uno dei miei blog personali, non so dirti se per caso o volutamente. Fortunatamente me ne sono sempre accorta prima di ricevere penalizzazioni gravi e ora ti spiego come identificare e risolvere il problema.

Puoi identificare questo problema appena si presenta controllando regolarmente il tuo profilo backlink. Gli strumenti di rilevamento dei backlink però potrebbero non rilevare tutti i link spam che puntano al tuo blog. Ti suggerisco quindi di utilizzare tool differenti e fare sempre riferimento ai link indicati in Google Search Console.

Come segnalare a Google di non considerare i link spam

I link tossici provengono sempre da siti esterni su cui non hai un controllo per cui è improbabile farli rimuovere con una semplice richiesta. Puoi però segnalare a Google che non dipendono dalla tua volontà, ovvero non fai parte dello schema di link, ma ne sei vittima. Ti basta segnalare i domini o le URL da non considerare.

Lo strumento di disavow dei link è comunque una funzionalità avanzata da utilizzare con cautela. Se segnali per errore un dominio “buono” potresti invece incidere in modo negativo sul tuo posizionamento. In genere è lo stesso Google che è in grado di identificare in autonomia i link attendibili. Questa procedura è consigliata solo quando perdi traffico o hai ricevuto l’avviso di un’azione manuale.

Come creare un file con la lista di domini da escludere

Il primo passo per procedere con il rifiuto dei link spam è creare una lista di pagine o domini da escludere. Ti suggerisco, salvo casi particolari, di escludere l’intero dominio spam così da tutelarti in caso di creazione automatica di nuovi link.

Il file, per venire accettato da Google, deve essere solo testo, con codifica UTF-8 o ASCII, e riportare un solo dominio o URL per riga. Nel file puoi inserire anche dei tuoi commenti per identificare i domini spam. Ti basta inserire # a inizio righe per non far considerare la riga da Google. La cosa importante è inserire il testo “domain:” prima del dominio, in questo modo:

domain:example.com

Il mio ultimo file di rifiuto dei link spam iniziava così:

#domain
domain:intra.kmiasset.com
domain:mashroom.am
domain:www.goleshdoor.com
domain:globalsalone.com
domain:www.deypanel.ir
domain:daviskoreanschool.org
domain:www.daviskoreanschool.org
domain:lizsheridan.info

Dai nomi di dominio, alcuni siti web sembrano legittimi. Potrebbero però essere stati precedentemente hackerati e quindi utilizzati per colpire altri siti web. Controlla sempre uno per uno i siti che stai segnalando a Google come disavow.

Come caricare su Google l’elenco dei link rifiutati

Il file che carichi nella pagina di Google dei link rifiutati che rimandano al tuo sito sostituisce gli eventuali elenchi caricati precedentemente. Per questo motivo, se hai già seguito le procedure di disavow almeno una volta, dovresti scaricare prima il file presente e ricopiare quella lista di domini nel nuovo file.

Se il file creato non è nel formato corretto, riceverai una segnalazione di errore e il file non verrà caricato. Considera anche che la procedura di rifiuto link non è immediata. Dopo aver caricato il file potrebbero essere necessarie alcune settimane prima che Google renda effettivo il rifiuto dei link spam e integri la tua segnalazione con il suo algoritmo di ricerca.

Spero che non ti capiti mai di dover effettuare questa procedura, ma in ogni caso salvati questo articolo tra i preferiti e condividilo con altri blogger che potrebbero trovarlo utile!

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4 commenti

Elisa 26/07/2021 - 14:23

Articolo super interessante! Avevo dovuto fare questa procedura tempo fa perché avevo dei link strani che puntavano al blog e mi ero preoccupata, quindi avevo segnalato a Google. Poi per fortuna non ho più avuto episodi di questo genere…

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Paola Bertoni 28/07/2021 - 15:00

Ti consiglio di controllare regolarmente i link spam, Google riesce a identificarne alcuni, ma non sempre 🙂

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Rossella 23/08/2021 - 07:49

Non ho ancora tutte queste conoscenze e non sapevo di questi backlink negativi per chi grazie mille.dell’articolo super interessante. Andrò ora a controllare: bisogna sempre davvero fare molta attenzione a tutto!

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Raffaella M. 06/09/2021 - 07:57

Ciao Paola, articolo chiarissimo e che arriva subito al dunque come al solito. Analizzando la schermata “Siti con link principali” su Google Search Console del mio sito ho trovato alcuni link da siti alquanto strampalati e, provando ad aprirli per capire di che siti si tratti, spesso mi compare videata bianca oppure una scritta del tipo “il dominio ricercato è in vendita”. Penso siano comunque siti spazzatura. Metterò sicuramente in atto la procedura che hai dettagliatamente suggerito in questo post. Grazie

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