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Sofia: i colori e i sapori della capitale della Bulgaria

5 commenti

Spesso Sofia, la capitale bulgara, viene descritta come una città grigia e anonima. Facile immaginarsi uno skyline di enormi, casermoni in stile brutalista. In parte è così, ma è anche molto di più.

A Sofia si trova quello che comunemente ci si aspetta dalla capitale di un paese che ha fatto parte del blocco sovietico: palazzi-alveari dai profili severi, cortili abbandonati e automobili così malandate da sembrare vintage. Ma allo stesso tempo è una città piena di colori: quelli della street art che all’improvviso porta toni sgargianti in un parcheggio, quelli della cattedrale di Aleksandr Nevskij con le cupole d’oro, quelli delle icone e delle cianfrusaglie variopinte del mercato delle pulci, quelli del mercato delle donne e dei loro prodotti.

I colori e i sapori di Sofia: il mercato delle donne

Il primo impatto con lo Zhenski Pazar – il mercato delle donne – rende bene l’idea della gastronomia di questa città. Un susseguirsi di banchi senza tanti fronzoli, dove dalla stessa contadina si può comprare carne, formaggio, yoghurt, verdure, erbe e spezie. Lo stesso mix si può trovare in un unico piatto, accompagnato da una dose abbondante di panna acida.

Non si vedono celebrity chefs sotto le volte del mercato dipinte nelle tonalità sgargianti del blu elettrico e dell’arancione, ma solo donne che vendono prodotti alimentari e altre donne che fanno la spesa. Gli uomini aspettano sulle panchine, cercando un po’ di sollievo dal caldo e mangiando kebapche e kyufte (polpette di carne speziata) accompagnati da pagnotte di pane dolce.

I colori di Sofia: la street art, la cattedrale e il mercato delle pulci

Non lontano dalla rigorosissima piazza in mezzo alla quale su una colonna alta quindici metri svetta la statua di Santa Sofia, il volto della città sembra cambiare appena si svolta lungo Maria Luiza Bulevard.
Nessun palazzo di marmo ma edifici fatiscenti, con l’intonaco che cade a pezzi. Poi, all’improvviso, sulla parete di un parcheggio pubblico, un coloratissimo murales con la pubblicità dei Chupa Chups. I colori non mancano nemmeno negli edifici religiosi, e l’oro delle cupole della cattedrale di Aleksandr Nevskij è quasi abbagliante alla luce del sole che brilla nel cielo azzurrissimo.

Le bancarelle del mercato delle pulci, allestito nei giardini della cattedrale, è una vivace accozzaglia di cimeli dell’epoca socialista, icone sacre, acquerelli, cartelli stradali variopinti e articoli di bigiotteria.

I sapori di Sofia: i ristoranti “nascosti”

La vivacità di Sofia è anche nel cibo e nei suoi sapori decisi che mescolano le influenze dovute alla storia della Bulgaria e alla sua vicinanza con altri paesi. Nei suoi piatti si trovano la Grecia, la Turchia e i Balcani: una forza che però non è sotto gli occhi di tutti, perché spesso non è semplice riuscire a scoprire i segreti gastronomici della città.

I locali frequentati dalla gente del posto sono ben nascosti in anonime vie laterali: home restaurants, in tutti i sensi. Non ci sono insegne di solito perché questi ristoranti occupano il posto dove fino a qualche anno fa c’erano degli appartamenti.
Due esempi sono Bagri e Lavanda: bisogna passare attraverso un cortile, salire al primo piano di un condominio ed entrare nelle stanze in cui un tempo erano suddivisi gli appartamenti che ora ospitano i due ristoranti. L’approccio al cibo è simile, con un menù a base di prodotti locali presentati in piatti della tradizione bulgara. Formaggi come il sirene e il kashkaval, salse ai peperoni e alle melanzane, Elènski bu (un prosciutto originario del nord del paese), cetrioli e tanti sottaceti.

Sofia sarà una città imperfetta, ma sotto la superficie si nasconde una bellezza che non ha nulla da invidiare ad altre capitali più note. Sofia è un insieme di vecchio e di nuovo, di eleganza e di disordine, di colori spenti e di tinte sgargianti che non possono lasciare indifferenti.

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5 commenti

Helene 17/03/2020 - 13:38

La Bulgaria è una nazione che proprio non conosco e che devo essere sincera, non ho ancora preso realmente in considerazione, non fosse altro che per il fatto di avere già una lista dei desideri senza fine. L’articolo però mi ha incuriosito molto e mi ha fatto conoscere una città di cui avevo ancora sentito parlare poco a livello turistico.

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Julia 19/03/2020 - 07:09

Il mercato delle donne è ciò che mi ha incuriosito di più, sono fermamente convinta che il mercato racconti molto la vita della città

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Sara 20/03/2020 - 21:31

Come è bello viaggiare con la fantasia in questo momento così difficile.
Complimenti, è davvero un bell’articolo molto interessante! Non avevo mai preso Sofia in considerazione per un viaggio, ma mai dire mai!

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Valeria 27/03/2020 - 22:03

Sono capita a Sofia davvero per caso: dovevo andare a un concerto (Lenny Kravitz) che è poi stato annullato, ma ormai avevo già comprato i voli. In realtà l’avevo snobbata, ma è stata una bellissima scoperta per un piacevole fine settimana,

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Lucy 28/03/2020 - 02:31

Sofia è una delle poche capitali europee che ancora non ho visitato, e ce l’ho in programma per la prossima volta che passo in Europa (ormai, per me, cosa così rara che quando succede cerco sempre di accorparci qualche viaggetto di scoperta con Ryanair). I tempi non sono certo propizi, ma prima o poi accadrà. Anch’io sono convinta che sia una città con molto da offrire. E poi, avendo studiato il russo, voglio scoprire il bulgaro! 🙂

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