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Esterno della fabbrica di Schindler a Cracovia, foto Alessandra Cortese

La fabbrica di Schindler a Cracovia

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Uno dei luoghi maggiormente visitati a Cracovia è sicuramente la Fabbrica di Schindler, in via Lipowa 4. Quella che in realtà si visita non è la fabbrica vera e propria, ma un museo dedicato all’occupazione nazista di Cracovia, avvenuta tra il 1939 e il 1945. Si tratta di un museo interattivo considerato uno tra i più belli e interessanti di tutta la Polonia.

Oskar Schindler e gli ebrei di Cracovia

Oskar Schindler, imprenditore tedesco, si trasferì in Polonia con l’obiettivo iniziale di fare semplicemente affari. In tempo di guerra, infatti, polacchi ed ebrei erano manodopera a basso costo e Schindler sfruttò l’occasione rilevando una fabbrica di pentolame che ribattezzò col nome di Emalia.

Ufficio di Oskar Schindler a Cracovia, foto Alessandra Cortese

L’ufficio di Oskar Schindler a Cracovia, foto Alessandra Cortese

Solo con l’istituzione del ghetto e con le prime deportazioni, Schindler iniziò a comprendere meglio la situazione angosciosa in cui vivevano gli ebrei e decise di fare qualcosa per aiutarli. Iniziò a stilare le celebri liste con i nomi degli ebrei di cui aveva necessariamente bisogno. Naturalmente, Schindler riuscì a realizzare il suo progetto grazie anche al suo denaro e alle conoscenze che aveva negli ambienti nazisti.

Grazie all’operato di Schindler centinaia di ebrei sfuggirono al trasferimento nei campi di concentramento nazisti. Per tutto quello che fece a favore degli ebrei durante la guerra, Schindler venne insignito dell’onorificenza di Giusto fra le nazioni nel 1993 a Gerusalemme, nonostante fosse iscritto al partito nazista. Alla fine della guerra la fabbrica venne chiusa e successivamente venne rilevata da altri compratori cambiando uso.

Ufficio di Oskar Schindler a Cracovia, foto Alessandra Cortese

L’ufficio di Oskar Schindler a Cracovia, foto Alessandra Cortese

Visita alla fabbrica di Schindler

Dei locali originali della fabbrica di Schindler rimane oggi solo lo studio di Oskar Schindler con la sua scrivania e alcune foto. All’interno della stanza uno spazio interattivo ricorda i nomi degli ebrei inclusi nella celebre Schindler’s List – La lista di Schindler, oggetto del film di Spielberg girato proprio a Cracovia. Il resto dello spazio espositivo è destinato ad un museo interattivo dedicato all’occupazione nazista di Cracovia.

Non appena si entra nel museo è come se si facesse un salto indietro nella storia e ci si ritrovasse nella Cracovia occupata dai nazisti. Se le prime stanze ricordano come fosse la vita dei polacchi a Cracovia prima della guerra, negli spazi successivi viene mostrato attraverso video, fotografie e testi scritti come le cose cambiarono dopo l’arrivo dei nazisti.

Cracovia, a differenza di Varsavia, non venne distrutta dai bombardamenti, ma venne conservata per diventare la sede del governatorato tedesco in Polonia. Questo non significa che la vita per i cittadini di Cracovia fosse migliore che in altre zone della Polonia.

Proseguendo nella visita l’attenzione si sposta sulla condizione degli ebrei a Cracovia che vennero costretti a trasferirsi all’interno del ghetto in condizioni di sovraffollamento. Alcune installazioni cercano di far immaginare al visitatore come fosse la vita all’interno di quegli spazi così angusti.

Ricostruzione del ghetto di Cracovia, foto Alessandra Cortese

La ricostruzione del ghetto di Cracovia, foto Alessandra Cortese

In un crescendo di drammaticità, proseguendo nella visita, si arriva alla liquidazione finale del ghetto avvenuta tra il 13 e il 14 marzo 1943. Il ghetto, come ci racconta un bambino ebreo in una letterina esposta, nei giorni precedenti era stato già diviso in due settori: uno per gli abili al lavoro e uno per i bambini, gli anziani e i malati. Durante l’irruzione dei nazisti il primo gruppo venne deportato, il secondo venne sterminato. Parliamo di duemila morti in due giorni!

Nelle stanze successive vengono mostrate le condizioni di vita all’interno dei campi di concentramento e come molti polacchi decisero di dare una mano agli ebrei nascondendoli o provvedendo loro il necessario. La visita si conclude con una domanda rivolta a noi visitatori: da che parte saremmo stati? Ci saremmo schierati dalla parte dei più deboli, anche a rischio della nostra stessa vita, oppure avremmo fatto finta di non vedere?

Perché la fabbrica di Schindler merita una visita

Uno dei pregi  di questo museo è quello di essere interattivo e multisensoriale: il visitatore ascolta i rumori della città di Cracovia, le urla degli oppressori, i lamenti degli oppressi. Si possono vedere filmati e foto originali e toccare oggetti del tempo.

Alcuni ambienti sono stati ricreati minuziosamente cosicché al visitatore sembri quasi di assistere di persona a quei momenti così drammatici. Tutto questo serve ad immedesimare in un certo senso il visitatore in quella situazione e ad apprezzare quello che, uomini coraggiosi e intraprendenti come Oskar Schindler fecero a favore degli ebrei. Il post Visita alla Fabbrica di Schindler a Cracovia nel blog Itinerari low cost fornisce ulteriori dettagli per organizzare una visita alla fabbrica di Schindler.

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2 commenti

Katja 25/05/2019 - 20:53

Nel mio ultimo viaggio a Berlino ho conosciuto una storia simile, quella dell’imprenditore Otto Weidt che aprì una piccola fabbrica per produrre spazzole. La manodopera erano soprattutto ebrei ciechi!

Di Oscar Schindler conosco bene la storia dopo aver letto il libro e visto il film: spero proprio di poter visitare la fabbrica.

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francesca 18/06/2019 - 20:19

Non avevo idea che esistesse ancora e che soprattutto fosse visitabile. È davvero una cosa bellissima che ne abbiano fatto un museo, è una storia che non deve essere dimenticata e che il mondo conosce grazie al Spielberg.

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