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Foro romano, foto di Dawndusk

Roma sotterranea: cosa vedere

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Per chi viene a Roma, soprattutto le primissime volte, è impossibile non passare metà del tempo a guardare in su: la città è talmente disseminata di arte e resti archeologici quasi a ogni angolo che sembrerebbe impensabile concentrarsi su qualcosa che non fossero queste bellezze storiche e architettoniche. Eppure, se si cerca qualcosa di diverso, magari per un’ennesima visita nella Città Eterna in cui si sente di aver ormai visto di tutto, è proprio verso il basso che consiglierei di guardare. La Capitale nasconde infatti innumerevoli tesori nel sottosuolo, grazie a una stratificazione che si è creata nei secoli (perlopiù dovuta a disastri come incendi e inondazioni e al conseguente ricostruire sulle rovine precedenti). Ecco quindi un paio di spunti per scoprire i tesori della Roma sotterranea.

La Basilica di San Clemente

Dovendo elencare alcuni degli esempi di questo viaggio nel tempo nella Roma sotterranea, non si può non iniziare con la Basilica di San Clemente: una chiesa del XII secolo a pochi passi dal Colosseo che, a dispetto di un esterno che non cattura particolarmente l’attenzione, racchiude al suo interno quasi duemila anni di storia!

Il tutto semplicemente scendendo una rampa di scale dopo l’altra, visitando la basilica cristiana del IV secolo su cui è stata eretta quella “moderna”, seguita poi da un mitreo del II secolo e infine da un complesso di edifici del I secolo… alla ricerca della fonte il cui rumore sembrerebbe aver guidato circa un secolo e mezzo fa il Priore della locale comunità di domenicani, venti metri più su, a iniziare gli scavi che hanno pian piano rivelato tutti questi livelli sotterranei.

Il costo del biglietto di ingresso alla Basilica di San Clemente è di € 10 a persona e attualmente i tempi di visita sono limitati per via delle restrizioni Covid.

Sotterranei della Basilica di San Clemente a Roma
Sotterranei della Basilica di San Clemente a Roma

L’antico acquedotto di Roma

Rimanendo a tema fonti, magari a pochi è capitato di ammirare lo splendore dell’iconica Fontana di Trevi e, anziché rimanere semplicemente estasiati dalla sua bellezza, chiedersi da dove provengano quegli scrosci d’acqua. La risposta è in uno degli undici acquedotti che un tempo rifornivano il centro della Roma Antica, l’unico ancora in funzione: l’Acquedotto Vergine.

Appena girato l’angolo dalla piazzetta della monumentale fontana, un ingresso totalmente anonimo vi condurrà sottoterra, a scoprire il Vicus Caprarius. Questo sito noto come la “Città dell’Acqua” può essere visitato solo su prenotazione, al costo di € 8 a persona, e permette di accedere al castellum aquae dell’acquedotto, a parte del dedalo di condutture che si snodano sotto il rione moderno e a parte di una domus di epoca imperiale.

La scala a chiocciola dell'Acquedotto Vergine di Roma, foto Luca Di Ciaccio
La scala a chiocciola dell’Acquedotto Vergine di Roma, foto Luca Di Ciaccio

Le Catacombe di Roma

La visita al sottosuolo di Roma per eccellenza però non può prescindere da una capatina alle Catacombe, situate poco fuori dal centro storico. Tra i complessi aperti a tutti e visitabili con guide locali ci sono Santa Domitilla vicino a via delle Sette Chiese, San Callisto e San Sebastiano lungo la Via Appia, Santa Priscilla sulla via Salaria e Sant’Agnese sulla Nomentana.

Ognuno di questi complessi ha delle proprie peculiarità al suo interno che i visitatori possono scoprire, che sia un ipogeo precristiano o parte di un mausoleo pagano o ancora un’area che apparteneva inizialmente a una villa romana. A prescindere da quale di questi decidiate di visitare (sono tutti gestiti dal Vaticano, quindi il costo del biglietto d’ingresso è lo stesso ovunque) troverete più o meno gli stessi elementi di base: chilometri e chilometri di tunnel scavati nel tufo, loculi e arcosoli, frammenti di lastre marmoree con incisi simboli cristiani e splendidi affreschi decorativi.

Ovviamente non è consentito muoversi all’interno di questi labirinti sotterranei da soli, né scattare foto per rispetto della sacralità del posto. Ci sono visite in diverse lingue che partono a diversi orari, tuttavia in questo periodo bisogna telefonare prima e chiedere, alcuni complessi aprono solo su richiesta per via delle restrizioni Covid, quindi potrete sentirvi dei veri Indiana Jones… senza il rischio di rimanere a vagare nel sottosuolo per giorni!

Affresco nelle Catacomba di Domitilla, foto Ale Baldoni
Affresco nelle Catacomba di Domitilla, fotografato da Ale Baldoni in uno dei rari momenti di apertura al pubblico

Le Case romane del Celio

Tornando verso il centro (e più vicino alla superficie), un altro sito della Roma sotterranea poco conosciuto che consiglierei sono le cosiddette Case romane del Celio, situate sull’omonimo colle, al cui interno è possibile ammirare ancora una volta un esempio della stratificazione della città nell’arco dei secoli, partendo dai resti di due insule del II secolo, trasformate in un più ampio complesso residenziale con tanto di splendido ninfeo affrescato a partire dal III secolo. Il tutto al di sotto di una chiesa, dedicata ai santi Giovanni e Paolo, costruita sul finire del IV secolo, più volte restaurata e tuttora in uso. Una vera e propria lasagna, come ci piace definire la Capitale!

Affreschi nelle Case romane del Clelio a Roma
Affreschi nelle Case romane del Clelio a Roma

Chiese di Roma con aree archeologiche sotterranee

Altre chiese conservano testimonianze della stratificazione di Roma nelle loro fondamenta (a cui si può accedere con un biglietto dal costo più contenuto rispetto a San Clemente, ma ovviamente anche con una minore estensione dei resti archeologici), ad esempio la Basilica di San Crisogono a Trastevere, quella di San Martino ai Monti e San Nicola in Carcere.

Quest’ultima, non lontana da Piazza Venezia e a due passi dall’ingresso del Quartiere Ebraico di Roma, mostra già all’esterno un’indicazione di cosa si nasconde all’interno: le colonne romane incastonate nelle sue pareti fanno capire che la costruzione cristiana è sorta in realtà al posto di antichi templi pagani.

Proprio nel seminterrato della chiesa sono conservati alcuni resti delle fondamenta di queste vecchie costruzioni, nonché di viuzze e parti di botteghe che un tempo animavano quest’area, vicina al Foro Boario. E già che vi trovate a due passi dal Ghetto Ebraico, vale la pena concludere questo itinerario alla scoperta della Roma sotterranea con un buon assaggio di cucina giudaico-romanesca.

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3 commenti

Eliana 01/01/2022 - 17:37

Roma sa davvero stupire: che sia sopraterranea o sotterranea ha delle meraviglie ineguagliabili e molte sono ancora tutte da scoprire perché, si sa, Roma è un grande cantiere a cielo aperto dove praticamente ogni giorno si scopre qualcosa di nuovo!

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Claudia 14/01/2022 - 20:59

Trovo che sia sempre affascinante visitare il sotterraneo delle città, figuriamoci quelle di Roma che meraviglia che sono!

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sara bontempi 21/01/2022 - 17:30

Sono stata a Roma due volte e la adoro, al pari di Firenze. Ma la parte sotterranea della capitale mi manca, per questo mi salvo l’articolo per la prossima gita. Perchè a Roma ci voglio tronare, e anche presto!

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