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Longobucco, il borgo dei tessuti

Longobucco, il borgo dei tessuti

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Longobucco si trova immerso nelle montagne della Calabria, in quella parte di Sila che viene chiamata Sila greca perché nei dintorni si installarono le comunità albanesi, Arberesche. Longobucco ha una sua precisa identità, legata alla sua secolare attività di produzione di tessuti. Una produzione antica, che oggi è stata riscoperta.

Storie di telai, di lana da cardare e di fibre di ginestra da intrecciare

Quando si visita il museo del tessuto di Longobucco si resta impressionati nello scoprire la bellezza di una storia antica e secolare. Telai giganti, tessuti grandi e pesanti, coloratissimi. Lavorare al telaio è un sapere antico e difficile: creare trama e ordito, unire insieme fili di diversi tessuti e di diversi colori, conoscerne le caratteristiche e dare vita ad un oggetto che è funzionale e al tempo stesso bello. Spesso, poi, i tessuti di Longobucco raccontano attraverso il loro disegno una storia.

Le fantasie delle coperte di Longobucco sono geometriche, losanghe e quadrati che si ripetono all’infinito. Oppure sono floreali o, ancora, raffigurano animali o tralci vegetali, spighe oppure meandri. I colori sono accesi, le tinte forti anche se i colori sono naturali.

Longobucco, il borgo dei tessuti
I ripetuti disegni geometrici caratterizzano i tessuti di Longobucco

Il “punto del giudice” è uno dei disegni più rappresentativi della tradizione tessile di Longobucco che simboleggia la giustizia e la prosperità.

Oltre che con la lana delle pecore, i tessuti di Longobucco sono realizzati in fibra di ginestra. Gli steli di ginestra vengono essiccati, intrecciati e tinti e poi tessuti con fili di altro materiale: al tatto la ginestra è più ruvida, è fredda, ma è una rarità imbattersi in tessuti di questo tipo.

Musei del Tessuto a Longobucco

I luoghi in cui poter scoprire la tradizione tessile per cui il borgo di Longobucco è noto sono almeno due.

Il Museo dell’Artigianato Silano e della Difesa del Suolo, una delle sedi dell’ecomuseo di Longobucco, che affronta tutti gli aspetti culturali del borgo: non solo tessuti da queste parti. Il Museo Diffuso di Longobucco, infatti, affronta vari aspetti della vita e delle tradizioni di questo paese così isolato dal resto della Calabria, chiuso com’è tra le sue alte montagne.

La sezione più importante del museo racconta la storia dei tessuti di Longobucco ed espone alcune delle realizzazioni più caratteristiche e più belle. Il museo, gratuito, è un luogo di assoluta bellezza nel quale rifarsi gli occhi e apprendere un’arte antica e peculiare del luogo.

L’altro museo è in realtà un atelier o meglio è l’antica bottega del tessitore Celestino. Qui il tempo sembra essersi fermato: tra telai, gomitoli di filo di ginestra, di lana e di seta viene proprio voglia di farsi confezionare una coperta su misura. Al piano superiore è possibile realizzare questa richiesta perché si trova lo showroom vero e proprio. L’attività tessile artigianale, infatti, non si è esaurita, ma viene portata avanti ancora oggi con fervore e con impegno, vero manifesto dell’antica tradizione di Longobucco.

Longobucco, il borgo dei tessuti
Le fascine di ginestre che si utilizzano nella tessitura

Scoprire la Sila

Longobucco è uno dei borghi nascosti della Sila greca, ovvero della Sila storicamente abitata dalla comunità Arberesche. Longobucco è nel mezzo della catena montuosa che separa la Calabria tirrenica dalla costa Jonica. In una gola stretta che non fa presagire le altre bellezze panoramiche, paesaggistiche e culturali che la Sila invece regala.

Attraversare la Sila, perdersi tra i suoi sentieri, i suoi pascoli, i suoi laghi e i suoi boschi centenari, è un vero percorso di scoperta, soprattutto di un parco nazionale incantevole, dove la natura e l’uomo hanno saputo convivere. Uno dei luoghi più importanti è il lago di Cecita, un lago artificiale intorno al quale si è ricreato un ecosistema fatto di bosco e di pascoli, con le vacche podoliche e i cavalli che si spingono fin sulla riva per mangiare.

Altro luogo da visitare è il bosco dei Giganti della Sila, lo straordinario bosco di pini e aceri vecchi più di 300 anni, ultimi sopravvissuti di una foresta secolare ben più ampia, ma che nell’immediato dopoguerra fu sacrificata in nome del dio progresso.

Da non perdere il capoluogo Camigliatello con la sua stazione sciistica e, per chi ama il turismo culturale, San Giovanni in Fiore con l’abbazia medievale dell’Abate Gioacchino, santo citato persino da Dante Alighieri nella Divina Commedia.

Il modo migliore per percorrere la Sila è imboccare la SS. 107 da Paola-Cosenza in direzione di Crotone. Ad ogni uscita di questa arteria che attraversa la Calabria dal Tirreno allo Jonio corrisponde un toponimo carico di storia, di natura e di territorio fiero.

La Sila è panorami sconfinati, prodotti tipici peculiari, storie uniche. La storia di Longobucco è solo una tra le tante. Eppure è magnifica, e vale la pena di raccontarla.

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2 commenti

Domenica - Mimì Palamara 09/04/2021 - 21:10

Che bello sentirne parlare! Le comunità Arberesche di queste zone non sono molto conosciute nel resto dell’Italia, ma le loro tradizioni antiche, sono davvero di grande spessore!

Io ho ancora una coperta di quelle che hai fotografato. A sua volta era di mia nonna … Un vero capolavoro che ancora resiste!

Mimì

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Chiara 10/04/2021 - 08:47

Non solo adesso ho il desiderio di vedere Longobucco ma anche di entrare nell’atelier di Celestino e di portare a casa un ricordo!

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