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Scorcio di via del Portico d'Ottavia nel Ghetto Ebraico di Roma

Ghetto di Roma: un itinerario tra cultura e gastronomia

7 commenti

Poche aree della Capitale conservano ancora un’anima così caratteristica e autentica come il cosiddetto “Ghetto di Roma”, una zona che, sebbene piuttosto centrale (il trafficato snodo di Piazza Venezia è a poco più di cinque minuti a piedi), sembra quasi un quartiere fuori dal tempo. Dopo i molti saliscendi alla scoperta dei vari tesori sotterranei di Roma, il Quartiere Ebraico è la destinazione perfetta per una visita più rilassata e incentrata anche sulla componente gastronomica della Città Eterna.

Come arrivare al Ghetto di Roma

Partendo dal Teatro Marcello, se non è troppo tardi nel pomeriggio (a un certo punto il cancello di accesso chiude) si può scegliere di attraversare l’area del sito archeologico limitrofo, con i resti del tempio di Apollo, ed entrare nella via principale del quartiere dal lato del suggestivo Portico d’Ottavia.

A prescindere dall’orario, però, prendendo via Montanara e procedendo dritto fino a raggiungere la piccola Piazza Mattei (riconoscibile per la celebre Fontana delle Tartarughe, un altro simbolo del quartiere), questa è l’occasione per visitare qualche angolo in più di questa affascinante zona.

Da questa piazzetta ci si può poi addentrare nel cuore vero e proprio del quartiere prendendo la stretta via Reginella, lungo cui si cominciano già a notare le pietre d’inciampo incastonate tra i sampietrini, testimoni di una delle pagine più oscure della storia di questo quartiere e dei suoi abitanti.

Il Quartiere Ebraico di Roma

Storicamente parlando, il quartiere in cui è stata confinata la popolazione ebraica della Capitale da metà Cinquecento fino all’Unità d’Italia, quando la costruzione dei muraglioni lungo il Tevere ha permesso di smantellare anche le mura che lo racchiudevano, era molto più piccolo di quello a cui si fa oggi riferimento come “Ghetto Ebraico di Roma”.

La stessa Piazza Mattei, ad esempio, non ne era parte. Il quartiere si sviluppa tutto intorno alla Grande Sinagoga, bianchissima e riconoscibile anche da lontano per via della sua cupola a base quadrata che svetta sopra ai palazzi circostanti.

La Sinagoga di Roma
La Sinagoga di Roma

Un consiglio da non sottovalutare è quello di passeggiare tra le vie di questo piccolo-grande quartiere nel pomeriggio, in cui la luce più morbida bene si adatta ai colori delle facciate dei palazzi, con un po’ di intonaco sbeccato qua e là che aggiunge carattere al fascino senza tempo della zona.

Dove provare la cucina giudaico-romanesca

Vale la pena perdersi tra le botteghe e le pasticcerie, come da Boccione, talmente noto tra la gente del posto che non ha neanche bisogno di un’insegna fuori, ma si riconosce per via delle fantastiche crostate ricotta e visciole esposte in vetrina. Le crostate vanno ordinate almeno un giorno prima, altrimenti spariscono in un attimo.

I ristorantini di cucina locale offrono invece le tipiche ricette romano-giudaiche come i carciofi alla giudìa, la concia e prelibatezze come la coda alla vaccinara (non fatevi ingannare dal nome, è assolutamente da provare!).

Un altro motivo, oltre all’atmosfera, per cui visitare il Ghetto di Roma il pomeriggio è per fermarsi a cena: i prezzi non saranno i più economici della città, ma la qualità è indubbia! Un’esperienza davvero autentica per riempire sia gli occhi che lo stomaco.

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7 commenti

Claudia 25/11/2021 - 18:20

Sempre bello passeggiare nella zona dell’antico Ghetto di Roma, nonostante sia centralissimo e frequentato da turisti, mantiene ancora una romanità autentica difficile da trovare nel centro turistico della capitale. Tante storie e aneddoti sono legati a questa piccola zona.

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Alessandra 26/11/2021 - 14:28

Mi piacerebbe molto visitare questo quartiere, ma anche assaggiare la cucina tipica. Mi hai fatto venire l’acquolina in bocca!!

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Amber 28/11/2021 - 11:09

Che itinerario interessante! Da un po di tempo mi piacerebbe tornare a Roma a fare un giretto, mi segno quest’itinerario!

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Eliana 28/11/2021 - 14:30

Sono stata a Roma 5 volte ma non ho mai visitato la zona del ghetto, un motivo in più per tornarci e scoprire questa città dai mille volti!

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Margherita 06/12/2021 - 22:11

Non ho mai visitato il quartiere ebraico di Roma e mi piacerebbe molto, soprattutto per la visita alla Sinagoga. I quartieri ebraici delle città sembrano quasi essi stessi delle città in miniatura, con una storia parallela, tradizioni e cultura!

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Annalisa 03/12/2021 - 18:50

Questo è uno dei pochi quartieri di Roma che non ho avuto ancora modo di esplorare. quando vado nella Capitale sono sempre cos’ di fretta che spesso mi concentro sempre nei luoghi che conosco per far prima.. Prendo nota!

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Marina 04/12/2021 - 10:36

Amo molto il ghetto ebraico a Roma, è un angolo di “paese” all’interno della metropoli e accanto alle monumentali vestigia del passato (adoro il Teatro di Marcello!). Un luogo che ha una sua precisa identità e che è riuscito a mantenerla, nonostante il turismo di massa che in centro a Roma ha fatto enormi danni nei quartieri più tradizionali.

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