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Angkor Wat e i templi nella giungla cambogiana

Angkor Wat e i templi nella giungla cambogiana

8 commenti

La Cambogia è una terra di fascino e mistero dove giungla e città antiche si fondono creando un paesaggio unico e straordinario. Una terra dove l’antica civiltà Khmer ha costruito templi di eccezionale bellezza che ancora oggi sanno stupire ed emozionare i viaggiatori di ogni parte del mondo.

Breve storia di Angkor e della civiltà Khmer

Quello che conosciamo su Angkor e la civiltà Khmer lo si deve principalmente alle iscrizioni trovate nei templi: gli storici hanno cercato di ricostruire la storia basandosi sull’interpretazione degli scritti e dei bassorilievi.

Grazie al ritrovamento di oggetti di ceramica, si è scoperto che la regione di Angkor, ricca di fiumi e laghi, venne popolata fin dal neolitico. La fondazione dell’impero di Angkor viene attribuita a Jayavarman II, quando nel 802 d.C. si autoproclamò “Imperatore del Mondo”.

Religione, iconografia, cultura e arte si ispirano all’India che ha avuto un ruolo profondo nell’influenzare gli Khmer. L’impero Khmer dominava i territori dell’odierna Thailandia, del Laos e del Vietnam; durante i secoli si susseguirono diversi regni e diverse battaglie per unificare i territori.

Alcuni storici collocano la sconfitta dell’impero Khmer intorno al 1431 d.C., quando le armate siamesi di Ayutthaya conquistarono definitivamente Angkor. Ciò che rimase della corte Khmer fu trasferito a Phnom Penh che divenne il nuovo centro economico e commerciale.

Questa teoria viene oggi affiancata a nuovi studi eseguiti dai ricercatori dell’Università di Sydney: le nuove analisi, basate sul carotaggio del terreno e pubblicate su PNAS, hanno svelato che probabilmente l’area venne gradualmente abbandonata a causa del collasso degli impianti idraulici, della mancata cura degli edifici e dell’aumento della popolazione.

Si pensa che già cento anni prima dell’abbandono di Angkor, le attività commerciali e amministrative fossero in diminuzione. Alla fine del XIV secolo i fossati erano ricoperti di paludi e vegetazione perché nessuno se ne stava più prendendo cura e il centro del potere era ormai fuori dalla capitale. (fonte Focus.it)

Esplorare l’antica Angkor Thom e il tempio Bayon

L’antica Angkor Thom è una delle più grandi città Khmer e si trova poco distante dal complesso di Angkor Wat. Fondata da Re Jayavarman VII, si pensa che Angkor Thom sia rimasta capitale fino al XVII secolo. L’intera area misura novecento ettari, oggi per lo più ricoperti da vegetazione, e le sue mura di confine sono alte otto metri e lunghe circa tre chilometri.

Angkor Wat e i templi nella giungla cambogiana
Il tempio Bayon è uno dei templi più enigmatici del mondo

Angkor Thom ha cinque ingressi e le vie internamente conducono verso il centro dove si trova il tempio di stato centrale, il Bayon. Famoso per le sue grandi mura e le immense sculture di visi sorridenti, il tempio Bayon è uno dei templi più enigmatici del mondo.

L’architettura del Bayon è molto complessa essendo passata attraverso diverse fasi religiose, dall’induismo al buddhismo ed è ancora oggi difficile interpretarne la storia.

Angkor Thom è ricca di reperti ed edifici. All’interno delle mura si trovano numerosi complessi archeologici tra cui il Bapuon, la Terrazza degli Elefanti, il Phimeanakas ed il Palazzo Reale. L’ingresso maggiormente utilizzato dai visitatori per raggiungere Angkor Thom è il cancello sud, quello più vicino alla città di Siem Reap e ad Angkor Wat. Il cancello sud si raggiunge attraversando un ponte decorato da statue di demoni e dei.

Angkor orientale: il tempio Ta Prohm e il Tempio Montagna Ta Keo

Alla vista del Ta Prohm, il viaggiatore resta completamente affascinato da ciò che si presenta davanti ai suoi occhi: una serie di edifici sovrastati dalla giungla che avanza e che prende possesso di tutto ciò che incontra.

Questo tempio-monastero fu uno dei maggiori templi del regno di Jayavarman VII. Il complesso del Ta Prohm risale alla fine del XII secolo ed è rimasto intatto così come è stato ritrovato: pare che archeologi e studiosi della Scuola Francese dell’Estremo Oriente abbiano ritenuto opportuno lasciare il tempio esattamente così com’era, immerso nella vegetazione.

Il nome originale del tempio era Rajavihara che significa “monastero reale”. Ta Prohm è un luogo molto gettonato ed è conosciuto per essere stato meta delle riprese del film Tomb Raider. Nonostante tutto, l’intero complesso si presenta ben conservato e assume un tratto affascinante e misterioso.

Angkor Wat e i templi nella giungla cambogiana
Il complesso del Ta Prohm immerso nella vegetazione

Un altro tempio importante da visitare in quest’area di Angkor è il tempio montagna Ta Keo. Questo tempio venne costruito sotto il dominio del re Jayavarman V, intorno all’ XI secolo, ed è costituito da cinque torri che si ergono sulla cima di una piramide a gradoni.

Il Ta Keo è la rappresentazione simbolica del Monte Meru, un luogo che fa parte della mitologia induista e buddista. Per l’induismo il Monte Meru si trova al centro dell’universo e si innalza nella regione dei paradisi, mentre per il buddismo è considerato il centro del mondo.

Angkor Wat: bellezza, sacralità e fascino

Posare i piedi sulla passerella che attraversa il fossato di Angkor Wat e trovarsi finalmente al suo cospetto, è un’emozione indescrivibile.

In lontananza si vedono le torri del tempio, circondate da alberi e vegetazione. Si cammina lungo le sue strade lastricate e sembra che il tempo si sia fermato. La città-tempio sorge in tutta la sua bellezza e si erge ancora oggi imperiosa davanti a noi.

Il complesso si estende per quasi duecento ettari ed è stato costruito tra il 1113 e il 1150 durante il regno di Suryavarman II, sia come capitale che come tempio di stato dedicato a Vishnu, il dio dell’ordine universale e dell’armonia.

Il sito archeologico è molto grande e ad ogni strada percorsa, ogni cancello varcato, ogni sala visitata, lascerà senza fiato.

Banteay Srey, la cittadella delle donne

Ad una trentina di chilometri a nord di Angkor si trova il Banteay Srey, soprannominato “cittadella delle donne”, forse per la sua architettura delicata e la bellezza delle sue decorazioni. Il tempio fu scoperto dai francesi nel 1914 e venne restaurato tra il 1931 e il 1936.

Contrariamente alla maggior parte dei templi di Angkor, il Banteay Srey non era un tempio reale: venne fatto costruire da un uomo che si chiamava Yajnavaraha ed era il consigliere del re Rajendravarman. Il tempio è induista e pare sia stato costruito attorno al X secolo per la divinità Shiva.

Il Baray orientale: l’est Mebon e Banteay Samré

Il Baray orientale era un bacino idrico che conteneva le riserve di acqua dell’impero e poteva raccogliere fino a cinquantacinque milioni di metri cubi d’acqua. Nel mezzo del bacino si formò un’ isola artificiale e sotto la guida del re Rajendravarman venne costruito il tempio Mebon. Lungo le mura del tempio vi sono otto statue che rappresentano degli elefanti.

Pochi chilometri ad est del Baray sorge un altro sito archeologico interessante: il Banteay Samré, chiamato anche “la cittadella dei Samré”. Questo tempio induista pare sia stato costruito intorno al XII secolo sotto il regno di Suryavarman II. Il tempio è stato completamente restaurato ed è meno visitato rispetto a tutti gli altri a causa dalla sua lontananza dai siti principali.

Il tempio Ta Som

Ta Som venne costruito verso la fine del XII secolo sotto il regno di Re Jayavarman VII. Il tempio fu distrutto tra il XV e XVI secolo e rimase in rovina per molto tempo. Il progetto di ristrutturazione del Ta Som cominciò nel 1998, gestito dal World Monuments Fund, e fu completato nel 2012. Il recinto esterno presenta due ingressi gopura (torri monumentali) sovrastate da statue di visi in stile Bayon. Oggi il Ta Som si presenta molto simile al Ta Prohm come stile, architettura e ambiente circostante.

L’area archeologica di Angkor è immensa e l’ideale è sempre organizzarsi con una guida locale che saprà consigliare l’itinerario migliore. Tutta l’area è Patrimonio Mondiale dell’Umanità e per coloro che avranno il privilegio di visitarla non resterà nient’altro che un bellissimo ricordo e un’esperienza di viaggio meravigliosa.

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8 commenti

Federica Assirelli 22/03/2021 - 09:39

Ci sono stata mentre vivevo in Thailandia ed è stata una bellissima esperienza. Fra l’altro ci sono arrivata via terra ed anche attraversare la frontiera è stato un viaggio nel viaggio. Angkor è tutta meravigliosa ma Ta Prohm rimane sicuramente il più affascinante!

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Karen Gandini 29/04/2021 - 05:50

Mi sarebbe piaciuto molto varcare la frontiera via terra, credo sia un esperienza affascinante! Purtroppo in quel frangente avevo tutti gli spostamenti incastrati e il mio tempo era limitato, per cui non ho potuto permettermi di attraversare il confine via terra. Spero di ripetere l’esperienza e di poterlo fare più avanti. 🙂

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Anna 04/04/2021 - 17:33

Davvero uno dei luoghi più pazzeschi che abbia mai visitato. Sono entrata in Cambogia dal Vietnam navigando sul Mekong 😊

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Karen Gandini 29/04/2021 - 05:52

Meraviglioso! Non ne ho avuto l’occasione ma anche questa è un idea di viaggio da non sottovalutare.

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Claudia 09/04/2021 - 21:37

Che meraviglia! Angkor e la Cambogia in generale è un luogo che mi ha sempre affascinato. L’atmosfera che si respira qui dev’essere incredibile! Spero di visitarla presto.

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Karen Gandini 29/04/2021 - 05:57

E’ davvero bellissima. Ricordo che appena varcato l’ingresso del tempio Bayon mi sono scese le lacrime per l’emozione.
La Cambogia è meravigliosa, non solo per le ricchezze archeologiche inestimabili ma anche per la gentilezza e i sorrisi dei cambogiani.
Speriamo di poterci tornare presto!

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Domenica 16/04/2021 - 20:43

Angkor è il luogo che più ho amato nel corso dei 45 giorni del mio viaggio fra Vietnam e Cambogia!

E il sorriso del Bayon non lo dimenticherò mai!

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Karen Gandini 29/04/2021 - 05:58

45 giorni di viaggio! Cavolo, che meraviglia. Io ho dovuto incastrare tutto in 15 giorni tra Thailandia e Cambogia ma la prossima volta spero di potermi fermare più a lungo ed esplorare anche il Vietnam.

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