Home Borghi Sperlonga, il borgo sospeso tra storia e mare
Vista sul borgo di Sperlonga

Sperlonga, il borgo sospeso tra storia e mare

0 commento

Lungo il litorale laziale, a sud del Circeo, è un alternarsi di larghe spiagge e coste irregolari. Sperlonga è una di queste: un’ampia spiaggia, lunga e regolare, un promontorio sul quale si adagia il borgo arroccato e, letteralmente voltato l’angolo, l’insenatura che ospita il porto e l’inizio di una costa alta e frastagliata. Un litorale che incanta da secoli. Anzi, da almeno 2000 anni.

Sperlonga, il borgo in salita

Una lunga distesa sabbiosa, lungo la quale si dispongono hotel, bagni e ristoranti. Dopo chilometri di spiaggia la costa improvvisamente si innalza: giungiamo in corrispondenza di Torre Truglia, che da un lato e dall’altro controlla il mare. Da qui si sale, scalino dopo scalino, verso il borgo bianco di Sperlonga.
Un borgo in salita, ecco cos’è Sperlonga. Un borgo in salita fatto di case bianche strette le une alle altre, percorse da vicoli stretti e poco luminosi in certi passaggi. Poi si arriva in cima sulla piazzetta. E qui cambia tutto.
Se salendo su per vicoli e scalette si aveva l’impressione di violare un borgo antico, chiuso e addormentato, in piazzetta l’impressione è opposta: negozietti, ristorantini e bar, la vita attiva di una cittadina di mare che sa come godersi le giornate e soprattutto le serate.

Che il borgo sembri un piccolo scrigno racchiuso non deve stupire: in età medievale era un castello cinto da mura. Nelle mura che oggi non esistono più si aprivano due porte che tuttora costituiscono l’accesso al borgo.
Sperlonga nel corso della sua storia, dal medioevo in avanti, fu spesso oggetto delle scorrerie saracene. Il feroce turco Barbarossa, nel 1534, addirittura distrusse il centro nella sua furia che andava ben oltre la semplice razzia (lo stesso pirata distrusse in quegli anni anche Policastro, sulla costa cilentana, per esempio). Di nuovo Sperlonga fu assaltata dai pirati un secolo dopo.
Una storia travagliata, che è narrata sui muri dipinti di una casa nel cuore del borgo. A questi murales è affidata la narrazione di questa storia tragica, ma di rinascita. Perché oggi Sperlonga è più bella che mai, sfida i venti e il mare, accoglie viaggiatori, visitatori e turisti da ogni parte d’Europa.

La Villa di Tiberio

La storia, nel territorio di Sperlonga, risale ben più indietro nel tempo. Risale a 2000 anni fa, quando l’imperatore Tiberio fece realizzare per sé qui una splendida villa d’ozio, sul mare. La villa era immensa, ed aveva il suo fulcro in una serie di giochi d’acqua e di piscine. Ma ciò che maggiormente doveva impressionare gli ospiti dell’imperatore era la splendida grotta nella quale era stata ricavata una sala da pranzo – il triclinio – arredata con suggestivi gruppi scultorei che richiamavano l’Odissea e le vicende di Ulisse: l’accecamento di Polifemo e la mostruosa Scilla che distrugge la nave e uccide i compagni dell’eroe greco sono le sculture eccezionali che oggi si possono ammirare nell’annesso Museo Archeologico Nazionale.

La grotta ancora oggi è in grado di darci fortissime emozioni. Possiamo entrarvi e soltanto immaginare che un tempo in quell’antro vi si svolgevano banchetti imperiali, il tutto sotto lo sguardo attento delle statue di Ulisse e compagni.

La grotta di Tiberio a Sperlonga

La grotta di Tiberio

Davanti alla grotta si trovavano – ci sono tutt’ora – le piscine per l’itticoltura, ovvero per l’allevamento dei pesci: questa era un’attività tipica delle ville marittime presso i Romani.
La villa fu abbandonata però da Tiberio intorno al 26 d.C. per via di alcuni crolli verificatisi nella grotta proprio durante uno dei grandi pranzi imperiali. Onde evitare il pericolo di una strage, Tiberio abbandonò la villa di Sperlonga e scelse da quel momento come luogo di ozio Capri.
L’area archeologica della Villa di Tiberio è aperta al pubblico e compresa nello stesso biglietto del Museo.

Il Museo, allestito in anni recenti, ben illuminato, mostra le superbe statue che arredavano la villa e racconta, attraverso altri reperti esposti, la vita al suo interno: essa era un luogo di “ozio”, da non intendersi come dolce far niente, ma piuttosto come momento per l’Imperatore di studio intellettuale.
I gruppi scultorei di Scilla e dell’accecamento di Polifemo sono due capolavori dell’arte antica: opere cariche di pathos, vibranti di energia nonostante siano fissate per sempre nel marmo. Capolavori assoluti dell’arte del I secolo d.C.

statua accecamento di Polifemo a Sperlonga

La statua dell’accecamento di Polifemo

Terracina, Sperlonga e Gaeta: mare, storia, bellezza

La costa a sud del Circeo, tra Terracina, Sperlonga e Gaeta, è eccezionale per tanti motivi. Di Sperlonga si è detto abbondantemente, ma essa non è il solo centro degno di essere esplorato.

Terracina, ad esempio, è un’antichissima città il cui passato più antico, di età romana, emerge un po’ ovunque nel centro storico: basti pensare che la piazza della chiesa occupa quello che un tempo era il Foro della Terracina romana, mentre sul lato gli scavi stanno portando in luce il teatro e immediatamente alle spalle sorgeva, ben visibile ancora oggi, il capitolium, il tempio dedicato alla triade capitolina Giove, Giunone e Minerva.
Dall’alto della collina sovrastante, poi, il grande santuario dedicato a Giove Anxur ancora domina la costa e il territorio per km. Sul fronte del mare, invece, Terracina è una località rinomata e nota. A pochi chilometri, nell’immediato entroterra, vengono prodotti i vini del Circeo, vini di antica tradizione e rinomati. Il moscato di Terracina è uno di quei prodotti che non si può non assaggiare.

A sud di Sperlonga, invece, è Gaeta col suo porto, i suoi mari, la devozione mista a superstizione che si respira nel Santuario della Montagna Spaccata, la salsedine e il salmastro che si respirano anche risalendo il borgo fino in cima, al castello aragonese. Gaeta è città di mare e di chiese, sempre più sotto i riflettori di cinema e fiction: e non potrebbe essere altrimenti, per una cittadina davvero caratteristica e suggestiva. Inoltre, si mangia davvero bene: consigliatissimi i piatti a base di pesce e la tiella, una torta salata farcita.

Sperlonga ha in sé le caratteristiche della località di mare e della meta culturale. L’ideale è visitarla fuori stagione, prendendo magari una camera in un hotel sul mare e sognando di tuffarsi, cullati dal fragore delle onde. Una passeggiata nel borgo in salita è il solo modo per cogliere l’anima bianca e pura di questo borgo, che sa regalare scorci mozzafiato su tramonti decisamente voluti dagli dei. Quegli dei che Ulisse sfidò, ma che gli diedero la gloria eterna.

Altri post che potrebbero interessarti

Lascia un commento

* Quando lasci un commento autorizzi Travel Blogger Italiane a gestire i tuoi dati secondo quanto previsto dal GDPR

Questo sito internet usa i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Per adempiere alla noiosa burocrazia europea dovresti confermarmi che sei d'accordo. Accetto Privacy & Cookies Policy