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Non solo Manhattan: un giro nel Bronx per uscire dagli schemi

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Molto spesso New York è associata per lo più a Manhattan, il suo distretto (o borough) più noto. Sebbene qui si concentrino alcuni dei monumenti e delle attrazioni più famose, come ad esempio Times Square, il Rockfeller Center, 5th Avenue e l’Empire State Building, è anche vero che New York è molto di più! Un viaggio attraverso tutti i quartieri di New York è fondamentale per gustare appieno la “Grande Mela”.

Una città con 5 anime: i 5 distretti di New York

New York in realtà è costituita da cinque distretti, ognuno con una sua unicità e un suo “carattere” In maniera indirettamente proporzionale alla sua fama, Manhattan è quello più piccolo.

Il Queens è quello più esteso. Situato a est di Manhattan e confinante con esso, è sicuramente una delle zone più autenticamente multietniche di New York City. Qui si trova quella che viene definita la vera “Chinatown” della città, una folta comunità greca e l’Italiano è una delle lingue più parlate.

Il distretto più popoloso è però Brooklyn. Da zona associata alla criminalità e agli immigrati, Brooklyn sta negli anni mutando la sua natura originale: alcune zone, come ad esempio Dumbo o Brooklyn Heights, hanno subito un processo di gentrificazione che le ha rese tra le più chic (e costose) di tutta la città.

Staten Island è forse l’area più residenziale e verde della città. Si tratta di un’isola che è collegata alla parte Sud di Manhattan (Downtown) dal famoso ferry, il traghetto arancione, che si vede in parecchi film e che consente di avere una visuale panoramica straordinaria e unica sulla Statua della Libertà.

Infine c’è il Bronx, a lungo associato nell’immaginario comune a criminalità e delitti. Il Bronx si trova a nord di Manhattan ed è separato da questa soltanto da Harlem (un’altra area con una pessima fama, che sta cercando di far emergere la sua dimensione afro e “nera”, attraverso il Gospel e la Soul Kitchen).

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Le vetrine di Arthur Avenue

Perché visitare il Bronx? Andare oltre gli stereotipi

È indubbio che il Bronx negli anni Settanta, fosse una delle zone più malfamate della città. La sua immagine negativa è stata rafforzata anche dalla filmografica degli anni Ottanta. Il Bronx degli anni Duemila però è molto diverso dall’etichetta che gli è stata attaccata addosso.

I tassi di criminalità sono stati decisamente ridimensionati, sono stati costruiti complessi residenziali e aree verdi che ospitano numerosi professionisti benestanti di Manhattan, la disoccupazione è scesa a cifre simili a quelle degli altri distretti. Un tour qui rappresenta quindi un’esperienza autentica e all’insegna del motto “Travel Like a Local”, tendenza che sta sempre di più caratterizzando il modo di viaggiare di questi anni.

Per vivere a pieno, quindi, questa immersione, non c’è niente di meglio che girare per il Bronx con una guida nata e cresciuta nel quartiere. Alexandra Maruri, con la sua Bronx Historical Tours, organizza tour giornalieri, a piedi o in bus, in varie aree del quartiere e con vari tagli: tour storici, focalizzati sulla street art e sugli artisti emergenti, tour dedicati a temi sociali, come ad esempio i progetti di sviluppo comunitari nell’area del South Bronx – tutti con la peculiarità di essere introdotti e condotti da un insider.

Ovviamente non sono tutte rose e fiori, perché il Sud Bronx ha ancora un reddito medio pro capite tra i più bassi della City, ma, nello stesso tempo, è stato sdoganato come il luogo di origine dell’hip hop ed è diventato la sede del più costoso stadio mai costruito al mondo: lo Yankee Stadium, la patria degli amanti del baseball. In realtà, l’opera si installa sul vecchio stadio degli anni Venti. La nuova costruzione è, però, quasi totalmente originale, e può ospitare fino a 50.000 persone. Si tratta di un centro sportivo polivalente, perché, oltre a ospitare le partite della famosa squadra di baseball, è anche la sede della squadra di calcio della città e ha al suo interno piscine, un centro commerciale e diversi ristoranti. E’ possibile visitare lo stadio con tour guidati o assistere a una partita, per prendere parte al rito collettivo del baseball e calarsi nella cultura locale.

Cosa vedere nel Bronx? Tra cultura e giardini

Il Bronx non è solo sport. Una visita nel quartiere non può che partire da una passeggiata lungo il Grand Concourse, il viale alberato costeggiato da eleganti palazzi in stile Art Deco. Il viale fu costruito a cavallo tra il 19° e il 20° secolo, avendo come modello gli Champs-Élysées parigini. Lungo il viale, gli amanti della letteratura potranno fare una visita postuma a Edgar Alan Poe: qui sorge, infatti, il cottage in cui lo scrittore, famoso per i racconti dell’orrore e per i gialli psicologici, passò gli ultimi anni della sua esistenza.

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Il cottage di Edgar Allan Poe

Sempre qui si può trovare il Bronx Museum of the Arts. Il Museo, costruito in un’ex sinagoga, ospita opere di artisti contemporanei provenienti da Asia, America Latina e Africa. I turisti Italiani non possono esimersi all’andare alla ricerca di antenati e parenti in Arthur Avenue, la vera Little Italy di New York. Questa via è un tripudio di negozi di alimentari, pastifici, bandiere tricolori e abitanti che parlano tutti i dialetti del Bel Paese.

I bambini, invece, ameranno il Bronx Zoo, lo Zoo più grande di tutti gli Stati Uniti. Lì vicino, il New York Botanical Garden è un importante giardino botanico, che racchiude in realtà 50 giardini differenti. Il suo bosco è quello che è rimasto della vegetazione che ricopriva New York prima della conquista da parte degli Europei.
Van Cortlandt Park e Wave Hill sono invece due splendidi giardini, che offrono la possibilità di effettuare passeggiate panoramiche ed escursioni e che rendono il Bronx un importante polmone verde per l’intera zona di New York City.

Una visita del Bronx rappresenta, quindi, un modo per conoscere una New York al di fuori delle tradizionali rotte turistiche e delle immagini patinate dei film e delle serie TV e un’occasione per assaggiare un po’ di vita di quartiere autenticamente newyorkese.

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2 commenti

Lucy the Wombat 25/07/2019 - 04:13

Ricordo come se fosse ieri che, quando ero piccola, un’amica di famiglia che aveva vissuto a NYC mi raccontava con orrore aneddoti criminali sul Bronx. Se solo potessi raccontarle com’è diventato adesso! Spero di poterlo vedere con i miei occhi al più presto, ma non è la prima volta che ne sento (o leggo) parlar bene. Cool!

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Moira 02/08/2019 - 07:40

Sono stata nel Bronx 2 volte tra il 2005 e il 2015 e devo dire che in 10 anni il quartiere è cambiato completamente, frutto di una riqualificazione importante e ben riuscita. E’ una zona piacevole.

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