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Cosenza, un itinerario culturale

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Cosenza è una città dalle mille risorse. Quello che in pochi sanno, è che una delle risorse è proprio quella culturale, con un’offerta che va dall’archeologia all’architettura medievale alla pittura cinque-seicentesca e fino all’arte del Novecento e contemporanea. Senza dimenticare la leggenda del Tesoro di Alarico…

Dal Tesoro di Alarico al Castello Normanno-Svevo. Ma prima di tutto i Brettii

In principio erano i Brettii. Una popolazione italica, che viveva in Calabria già prima che arrivassero i coloni greci, prima che l’Italia meridionale diventasse Magna Grecia. A Cosenza il Museo dei Bretti e degli Enotri porta indietro nel tempo fino alla Preistoria. Anche se è intitolato alle popolazioni indigene della Calabria pre-greca, il museo percorre l’arco della storia dell’uomo dalla preistoria all’età romana, saltando poi al Risorgimento. Cosenza ebbe infatti la sua parte nella storia del Risorgimento: vedremo tra poco perché.

L’età romana è evidente in città per alcune testimonianze lasciate a vista nel centro storico. Ma a Cosenza è legata una leggenda dell’età tardoantica: quella connessa alla morte, e al tesoro, di Alarico.

Narra la leggenda infatti, che il re dei Goti Alarico sia morto a Cosenza, che sia stato seppellito nel letto del fiume Crati e che insieme a lui sia stata tumulata un’ingente quantità di ricchezze. Questo mito si è diffuso nel medioevo, ha superato i secoli tanto che nell’Ottocento Alexandre Dumas lo riporta nel suo “Viaggio in Calabria” e tra il Novecento e il nuovo millennio ha suggestionato varie volte storici e archeologi anche importanti, tanto da spingere svariate volte all’intraprendere le ricerche. Ricerche che hanno dato sempre esito negativo.

È invece ben evidente, ben piantato su solide fondamenta, il castello Normanno-Svevo che domina Cosenza: sul Colle San Pancrazio sorge un castello fin dal X secolo, ampliato dal re normanno Ruggiero II nel XII secolo. Ma è Federico II di Svevia che lo rinnova, dopo che un rovinoso terremoto nel 1184 lo aveva distrutto. Il castello passa di mano in mano: Angioini, poi Aragonesi, infine Borboni. Il grande terremoto che colpisce Cosenza nel 1870 riduce il castello a rudere. Solo dal 2008 ha inizio il suo recupero e oggi il Castello Normanno-Svevo è un’attrazione culturale importante a Cosenza.

Panorama del centro storico di Cosenza
Panorama del centro storico di Cosenza, foto di Marina Lo Blundo

Arte moderna e contemporanea: la Galleria Nazionale e il Museo all’aperto Bilotti

Gli amanti dell’arte apprezzeranno la Galleria Nazionale di Palazzo Arnone. Sita all’interno del vecchio palazzo delle Carceri, è oggi una splendida pinacoteca dedicata principalmente alla pittura calabrese e dell’Italia meridionale del Cinquecento e del Seicento, con un affondo novecentesco sul futurista Umberto Boccioni, anch’egli calabrese. Tra i grandi artisti della collezione spiccano Mattia Preti, interprete calabrese della pittura del Seicento, e Luca Giordano, pittore seicentesco napoletano.

C’è chi ama gustare l’arte nei musei e chi invece ama incontrarla per strada, così come si incontra un amico, così come ci si imbatte nella vetrina di un negozio. Il concetto alla base del Museo all’aperto Bilotti è far diventare l’arte contemporanea un elemento familiare nel luogo più frequentato di Cosenza: Corso Mazzini. La via dello shopping cosentino è infatti ormai da qualche anno la sede privilegiata di un museo all’aperto di arte contemporanea: nato dalla donazione fatta alla città da Carlo Bilotti, collezionista d’arte, consiste in un percorso di opere di artisti del calibro di Giacomo Manzù, Salvador Dalì, Mimmo Rotella, Giorgio De Chirico.

Alcune opere sono impressionanti per la loro bellezza senza tempo. Il percorso si conclude in piazza Bilotti, un tempo piazza Fela, che è stata trasformata e accoglie installazioni e ulteriori opere di arte contemporanea. Lo stesso Corso Mazzini è diventato teatro di sperimentazioni di arte urbana e periodicamente ospita installazioni che non passano inosservate ai Cosentini.

MAB Museo all'aperto Bilotti a Cosenza
Una delle opere del MAB a Cosenza, foto di Marina Lo Blundo

Cosenza in salita: il centro storico e le sue storie

Il centro storico di Cosenza si distende lungo il corso del fiume Crati e si inerpica su un lato e sull’altro delle sue sponde. Da un lato è Palazzo Arnone e la chiesa di San Francesco di Paola, dall’altro è il nucleo più antico, che si sviluppa lungo corso Telesio e sale, tra vicoli e palazzi storici, bellissimi, in parte diroccati, ma densi di grande fascino.

Lungo Corso Telesio si risale dal fiume Crati passando accanto ad antiche botteghe artigiane, alcune delle quali riconvertite in esercizi commerciali “nuovi”, altre sopravvissute, come quella del falegname specializzato in bare che, detto tra noi, non fallirà mai perché avrà sempre lavoro. Si sale al Duomo della città, e poi al Caffè Renzelli, attivo dal 1803. Il Corso Telesio sale fino a Piazza Telesio, su cui si apre il grande teatro neoclassico.

Ma il bello del centro storico di Cosenza è abbandonare la via nota per lasciarsi condurre dai propri piedi, vicolo dopo vicolo, scorcio dopo scorcio, con lo sguardo all’insù. Incontreremo “la Ficuzza”, un albero di fico che nasce direttamente da un muro in pietra; incontreremo il complesso ecclesiastico di San Domenico; incontreremo sulle pareti delle case murales che raccontano gli episodi più significativi della storia più antica di Cosenza: dai Brettii ai Romani, dall’arrivo di Alarico al passaggio di Federico II: murales colorati, che vivacizzano i muri intonacati delle case del centro storico. Murales che fanno parte di un progetto di riqualificazione importante del centro di Cosenza.

Ai piedi del centro storico, in riva al Crati, il monumento ai Fratelli Bandiera racconta il tragico episodio del Risorgimento italiano che vede protagonisti i due fratelli Attilio ed Emilio Bandiera,fucilati per aver cercato di sobillare il popolo calabrese contro i Borboni nel tentativo di unificare l’Italia.

scorcio del centro storico di Cosenza
Uno scorcio del centro storico di Cosenza, foto di Marina Lo Blundo

Cosenza è una città dalle mille risorse. Dal punto di vista culturale ha molto da offrire, nonostante non sia certo nota per essere una città d’arte. Invece ha un patrimonio ingente di arte, architettura e urbanistica: ultimo nato è il Ponte di Calatrava che collega il centro con la periferia scavalcando il Crati poco più a valle del centro storico. L’ultima meraviglia architettonica di Cosenza si pone come un’ala di gabbiano: il benvenuto della città a chi arriva da fuori.

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