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Museo del Costume di Nuoro - dettagli dei gioielli

Il Museo del Costume di Nuoro: un bagno nella cultura della Sardegna

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Un distillato di cultura locale che tutti i visitatori della Sardegna dovrebbe vedere almeno una volta: ecco che cosa rappresenta il Museo del Costume di Nuoro e perché dovrebbe essere sulla lista di viaggio di ogni appassionato di etnografia e civiltà antiche.

Il Museo del Costume di Nuoro: uno sguardo d’insieme

Il Museo del Costume di Nuoro oggi custodisce circa 1800 pezzi fra abiti, gioielli, oggetti dell’artigianato tessile e ligneo, armi, maschere, pani rituali, strumenti musicali e altri manufatti rappresentativi dall’altissimo livello raggiunto dalla civiltà sarda nel passato.

Museo del Costume di Nuoro - tessuti
Tessuti tipici sardi – Foto Giorni Rubati

La meravigliosa esposizione attuale nasce in realtà grazie a una donazione privata. Fu Pio Colombini, emerito docente dell’Università di Sassari e Cagliari, a fare dono della propria importante collezione al Museo intorno agli anni Cinquanta. Questo fatto rese subito evidente la necessità di costruire un luogo adatto, al tempo stesso, alla valorizzazione e alla tutela dell’immenso patrimonio acquisito. L’architetto incaricato, Antonio Simon Mossa, pensò quindi a un complesso di edifici che richiamassero nella pianta le forme tipiche di un villaggio pastorale dell’isola, ma presentassero nondimeno linee pulite e moderne.

Il risultato, che si ammira ancora oggi, è un sistema architettonico funzionale ma suggestivo, perfetta cornice per le undici sale in cui si snoda un percorso espositivo chiaro e coerente.

Mare e terra

Per prima cosa, il Museo mette in guardia dal cadere vittime di facili equazioni. La Sardegna è un’isola sì, ma per capire la sua cultura, fin dalle origini, è alla terra che bisogna guardare, non al mare. Anzi, l’orizzonte blu per i discendenti del popolo degli Shardana ha sempre significato una cosa sola: l’invasione. Che fossero i Fenici, quindi i Romani, le Repubbliche Marinare, dal “Continente” molte genti hanno tentato di assoggettare l’isola finendo per lasciare tracce profonde nella cultura locale. È dunque nell’entroterra che bisogna spingersi per cogliere gli aspetti più autentici del vivere sardo. Sulla terra, fra le montagne, i Sardi hanno da secoli condotto un’esistenza rurale dedita alla pastorizia, all’agricoltura, alla caccia e talvolta alla pesca. Partendo da questo assunto il Museo conduce il visitatore alla scoperta di quegli ambiti di produzione nei quali la cultura sarda ha raggiunto apici di raffinatezza e originalità. A cominciare da quello tessile.

Capolavori artigianali: dai tessuti al pane rituale

In tutto il mondo la Sardegna è nota per la produzione di stoffe pregiate. Qui, al Museo del Costume di Nuoro, è possibile conoscere da vicino il processo che portava alla realizzazione di questi manufatti straordinari. Sicuramente al centro di questo spazio stanno i telai: sia quello di tipo orizzontale che quello verticale, un tempo diffusissimi nell’isola e oggi sempre più rari. Mani esperte, un tempo, facevano correre la spola da una parte all’altra per creare trame elaborate in un’infinità di fogge e colori, riconducibili a un codice diverso da paese a paese.

Museo del Costume di Nuoro - pane
La lavorazione del pane – Foto Giorni Rubati

Se questo primo assaggio colpisce il visitatore, quello seguente toglie letteralmente le parole. Solo in Sardegna infatti il pane si è fatto materia per autentici capolavori. Colombe, cuori, foglie e volute sono i soggetti più ricorrenti del pane cerimoniale: la raffinata interpretazione dell’impasto protagonista delle tante festività che scandiscono il calendario religioso della Sardegna.

Il momento della festa: abiti, gioielli, musica e maschere inconfondibili

La religiosità, mista a forme di devozione popolare ancestrali, è sicuramente uno degli aspetti più distintivi della cultura sarda. Ed ecco che, continuando la visita al museo, si può toccare con mano l’importanza delle festività e delle processioni, durante le quali, ancora oggi, i locali vestono gli abiti tradizionali. Quello che si spiega    dunque davanti ai visitatori è uno spettacolo multicolore di vesti estremamente sofisticate, anche in questo caso, suddivise per paesi di appartenenza, che costituisce il fiore all’occhiello dell’intera collezione. Corpetti bianchi, gonne, cinture, scialli, ricercati copricapi, per le donne; pantaloni, gonnellini, stivali, per gli uomini formano una sorta di carta d’identità visiva che racconta la provenienza, lo stile di vita, il ceto di appartenenza di chi indossava quei capi eleganti. Ed è in quest’ambito che emergono chiaramente gli apporti che ogni singola cultura che abbia attraversato l’isola ha donato alla cultura locale, senza però minarne mai l’essenza. Fondamentali in questo senso appaiono i gioielli e gli amuleti che completano il vestire tradizionale sardo. Filigrane, pietre dure, conchiglie, coralli, simboli sacri e pagani che lasciano intuire l’importanza di uno mondo magico e misterioso celato sotto all’abito della quotidianità.

Museo del Costume di Nuoro - dettagli abiti tradizionali
Dettagli degli abiti tradizionali – Foto Giorni Rubati

Questo stesso arcano substrato ha dato origine ad una delle tradizioni più forti e radicata di tutta la Sardegna: il carnevale. Le maschere del carnevale barbaricino, in particolare, affondano le loro radici in un universo pre-cristiano che ha continuato ad alimentare riti e usanze ben oltre l’affermazione del Cattolicesimo sull’isola. Al Museo del Costume di Nuoro si ha una panoramica delle maschere più famose che anche ai giorni nostri sfilano nei paesi dell’entroterra: dai velli caprini dei Mamuthones di Mamoiada, agli elmi zoo-morfi di Ottana e gli orbaci neri di Orotelli, ci si rende conto così della vastità di un immaginario antico tutto da scoprire. Un repertorio visivo a cui fa da contraltare l’espressione musicale propria della Sardegna che accompagna ogni festa in ogni angolo della Regione. Dai suoni flautati delle Launeddas – diventati parte del Patrimonio Mondiale Unesco – a quelli gutturali dei Tenores, anche in questo campo, ci si accorge, quanto quest’isola si esprima attraverso una lingua unica, composta da vocaboli dimenticati ed echi lontani.

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3 commenti

Annalisa trevaligie-travelblog 07/09/2019 - 21:44

Articolo davvero meraviglioso. Miha sempre affascinato la Sardegna, con i suoi usi e costumi, ma ancora non sono riuscita a vedere di persona queste terre ricche di tradizioni, arte e cultura.

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Marina 28/09/2019 - 22:30

Tra poche settimane visiterò questo museo a Nuoro: questa è stata una necessaria e importante introduzione. Grazie!

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Anna 29/09/2019 - 16:47

Che meraviglia questo museo, adoro i musei del costume, dove si possono scoprire le tradizioni di un paese. Uno dei miei preferiti finora è stato quello di Amsterdam!

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