Home Città Singapore: la città da scoprire oltre i grattacieli

Singapore: la città da scoprire oltre i grattacieli

2 commenti

Forse amiamo Singapore per il suo richiamo moderno e la sua nascosta anima etnica. Sicuramente la amiamo perché ci ha sorpreso: scelta a seguito di una serie fortuita di eventi, ci aspettavamo una sorta di Dubai del Sud Est Asiatico. E invece ci ha travolto con i suoi colori e i suoi odori, con un colorato ventaglio di tradizioni e un polmone verde palpitante.

Singapore in equilibrio tra “archistar” e giardini urbani

La prima immagine di Singapore che probabilmente balza in testa a chiunque è quel bizzarro edificio costituito da tre grattacieli a forma di carta da gioco su cui si adagia leggiadro una sorta di grosso barcone. È il famosissimo Marina Bay Sands, un complesso ideato dall’altrettanto famoso Moshe Safdie, architetto israeliano naturalizzato canadese responsabile anche del rinnovamento dell’aeroporto di Changi, da anni il miglior aeroporto al mondo.

Ai piedi di questo estroso grattacielo, apre i suoi petali il fiore di loto che ospita l’Art Science Museum, sempre opera del buon Safdie. Proprio accanto ad uno degli skyline più riconoscibili al mondo, sorge una meraviglia futuristica fatta di super alberi di metallo e fronde vegetali e due gigantesche serre. I Gardens by the Bay sono senza dubbio “il pezzo forte” di Singapore: unici al mondo, semplicemente. Gli alberi robotici sono rivestiti da una vegetazione che con il passare del tempo diventa sempre più fitta; un corridoio di passerelle sospese permette di camminare da un albero all’altro e di osservare Singapore da una prospettiva molto particolare. Le due grandi serre, poi, nascondono meraviglie: nella più bassa, chiamata Flower Dome, è ricreato un microclima mediterraneo con tanto di ulivi secolari; nella seconda, chiamata Cloud Forest, è ospitata una vera e propria foresta tropicale con tanto di cascata ed umidità del 90%!

singapore notte
Singapore di notte

L’anima ethno-chic di Singapore

Pochi passi per lasciarsi alle spalle i grattacieli e si entra in un’altra Singapore, fatta di edifici bassi e chiassosi, di bancarelle colorate, di templi e statue un po’ plasticose. È la Singapore che ti balza addosso senza che tu te ne accorga.

Passeggiando nel quartiere arabo, sbirciando all’interno della moschea o mercanteggiando in un suq. Oppure mangiando con le mani i piccanti piatti indiani e camminando scalzi in un tempio un po’ pacchiano di Little India. O ancora, fermandosi a leggere un libro e sorseggiare un the al Raffles, uno storico hotel in stile coloniale. E infine, concedendosi uno spuntino di street food a Chinatown o incontrando la comunità birmana al Peninsula Plaza. È così che Singapore ti conquista, con il suo essere imbastardita da decine di culture diverse che qui si incontrano e convivono, mescolandosi pur mantenendo la propria identità. Siamo entrati in un tempio buddista dove i monaci cantavano per celebrare il nuovo anno. Abbiamo camminato sul silenzioso tappeto della Moschea di Kampong Glam senza che i fedeli si accorgessero della nostra presenza alle loro spalle. Ci siamo tolti le scarpe per omaggiare la dea Kali dell’impronunciabile tempio a lei dedicato. Abbiamo maledetto l’abitudine tutta birmana di aggiungere quintalate di coriandolo ad ogni cibo. Abbiamo festeggiato con gente di tutte le razze l’arrivo dell’anno del gallo. Girare per Singapore è come visitare in un pomeriggio mezzo mondo – e senza jet lag!

La Singapore più autentica è Peranakan

L’anima vera, profonda, autentica di Singapore è un’anima peranakan. La storia di Singapore è il racconto di un popolo nato dalla mescolanza, e forse è proprio questo a fare di Singapore un luogo speciale: il melting pot. Gli antichi mercanti cinesi, giunti nella penisola malese, vi si sono stabiliti e hanno preso in moglie le donne di questa regione: nasce così la cultura peranakan. Naturalmente con l’andar del tempo e con l’arrivo di altri popoli, a poco a poco anche la cultura peranakan si è stemperata in altre culture. Oggi se ne possono osservare le vestigia nel Museo Peranakan (attualmente in fase di rinnovo) oppure nelle strade: distretto Katong, lungo Koon Seng Road, se ne stanno allineate una serie di casette a due o tre piani, colorate di accese tonalità pastello e decorate con stucchi e porte intarsiate.

Dire peranakan non è solo dire architettura: vestiti, gioielli, scarpe e cucina sono alcuni dei punti di forza di questa cultura ancora viva nella città. Il Blue Ginger, uno dei locali più rinomati di Singapore, è il posto ideale per assaggiare la cucina peranakan traboccante dei sapori come scalogno, peperoncino e latte di cocco. Pare che il curry di teste di pesce sia una vera delizia!

singapore peranakan
Le case peranakan di Singapore

“Singapore, andiamo a Singapore”

Quello che parla all’anima è la straordinaria eterogeneità di Singapore. La città pulsa di design e modernismo, di caffè bevuti seduti a terra in un negozio di tappeti, del capogiro delle spezie indiane e del rosso dei templi buddisti. E tutto questo muoversi di umanità è racchiuso in una parentesi verde, tra le tenere orchidee dei giardini botanici ed i futuristici alberi meccanici dei Gardens by the Bay. Singapore ti ruba il cuore. Perché è un melange di nuovo e vecchio, di brutto
e bello, di design e di paccottiglia. Perché è un robot che indossa jeans strappati e si colora il viso con l’argilla.

Altri post che potrebbero interessarti

2 commenti

Anna 19/10/2019 - 09:44

Avevo sempre visto (in foto) l’anima più moderna di Singapore, ma quanto è bella la zona peranakan che consigliate!

Rispondi
Virginia Bovolo 22/10/2019 - 20:19

Anna, Singapore è tutta da scoprire 😉 La zona peranakan è una delle più belle, anche dal punto di vista architettonico (tralasciando il moderno)

Rispondi

Lascia un commento

* Quando lasci un commento autorizzi Travel Blogger Italiane a gestire i tuoi dati secondo quanto previsto dal GDPR

Questo sito internet usa i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Per adempiere alla noiosa burocrazia europea dovresti confermarmi che sei d'accordo. Accetto Privacy & Cookies Policy