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Il golfo di Napoli e il Vesuvio

Napoli: 5 posti indimenticabili da vedere almeno una volta nella vita

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Siete mai stati a Napoli? Sia che la vostra risposta sia affermativa o negativa, ecco 5 posti indimenticabili di Napoli, assolutamente da non perdere. Che sia la prima volta in città o meno, lasciano senza parole per la loro bellezza. Luoghi unici, parte integrante del patrimonio non solo artistico – culturale ma anche naturalistico della città. Tutti da vedere almeno una volta con calma per coglierne appieno la loro essenza.

Il Cristo Velato: la meraviglia della Cappella Sansevero

La Cappella Sansevero si trova nel pieno centro storico di Napoli. È visitabile tutti i giorni, ad eccezione del martedì, sino alle 19:30. Il consiglio, per evitare le code è di comprare il biglietto online, di modo da poter entrare più velocemente dall’ingresso riservato agli acquisti via web. Il ticket può essere acquistato sul sito ufficiale del Museo di Sansevero. Non si può andare a Napoli e non dedicare due ore del proprio tempo alla visita alla Cappella di Sansevero e all’opera d’arte che racchiude: il Cristo Velato. Una scultura impressionante e di un’estrema bellezza che trovate al centro della piccola cappella. Un’opera d’arte che non sembra realizzata nel marmo per i dettagli e la precisione con cui è stato scolpito non solo il corpo di Cristo, che sembra davvero aver appena esalato l’ultimo respiro da pochissimo ma, soprattutto, il velo che lo ricopre.

Eccezionale la sua realizzazione, dove le pieghe sembrano davvero quelle di un velo, sottilissimo, appena appoggiato su un corpo umano. Favolosa poi è la resa del ricamo, realizzato talmente nel dettaglio, che sembra leggero come fosse vero. Ammirare questa scultura è davvero emozionante. Dopo un primo sguardo, merita di essere osservata ancora qualche minuto. Si rimane impressionati per i suoi dettagli e per come sembra viva la rappresentazione della sofferenza. Il resto della cappella è decorato con alcuni affreschi mentre, molto interessanti al piano inferiore, sono le due macchine
anatomiche. Su questi due corpi di uomo e donna, sono perfettamente visibili i relativi apparati circolatori, grazie agli esperimenti di medicina che venivano compiuti dal principe Raimondo di Sangro, principe di Sansevero e proprietario della cappella durante il seicento.

Galleria Borbonica: un viaggio alle radici della città

La Galleria Borbonica è un altro gioiello napoletano da non perdere e che solo da pochi anni, grazie all’impegno di un’associazione e di alcuni ragazzi volontari, è stato aperto al pubblico per le visite. Il tunnel che fu voluto da Ferdinando II di Borbone nel 1853 non fu mai finito. Il progetto originario prevedeva un collegamento tra il Palazzo Reale e Piazza Vittoria con l’obiettivo non solo di difendere la Reggia ma anche di creare una rapida via di fuga per i monarchi. I lavori alla galleria si conclusero circa due anni dopo per il rinvenimento della pietra pozzolana, di consistenza molto più friabile rispetto al tufo sino ad allora trovato nel sottosuolo napoletano. Per visitare la Galleria ci sono diversi percorsi. La visita è sconsigliata a chi soffre di claustrofobia per la presenza di alcuni cunicoli un po’ stretti. Nel corso della visita si attraversano diversi ambienti dove si possono ammirare i resti dell’antico acquedotto nonché le cisterne sulle cui mura sono presenti i segni dei diversi livelli toccati dall’acqua nel corso dei 400 anni di attività dell’acquedotto.

Durante il percorso si attraversano anche alcuni ambienti che funsero da rifugio antiaerei durante la seconda guerra mondiale. Degna di menziona la Sala delle Auto dove sono presenti i resti di diverse macchine e moto che erano state sommerse dai detriti risalenti agli anni 60/70, periodo in cui la Galleria veniva utilizzata come deposito giudiziale del Comune di Napoli. Suggestivo il tratto che si percorre in zattera (durante il percorso Avventura) navigando sulla falda acquifera che emerse quando negli anni 90 si iniziò a scavare per la LTR (linea tranviaria rapida), progetto che si interruppe dopo circa 200 metri di scavi a causa dell’inondazione del cantiere proprio da parte dell’acqua di falda. La visita alla Galleria è molto interessante non solo per i reperti che sono stati trovati al suo interno e ai resti dell’acquedotto ma anche perché ci si trova esattamente alle radici di Napoli. La galleria infatti è stata scavata sotto il Monte Echia, luogo dove furono poste le prime pietre dell’antica Partenope.

napoli galleria borbonica tunnel

Particolari della Galleria Borbonica

Camminando per i suoi cunicoli, sembra proprio percepire, a tratti, l’energia vitale della città. La Galleria Borbonica è visitabile tutti i giorni. Alcuni percorsi come quello Avventura sono da prenotare in anticipo e tutti i dettagli sono presenti sul relativo sito ufficiale.

La spiaggia della Gaiola: un paradiso in piena città

La spiaggia della Gaiola si può raggiungere dal centro o con un autobus (linea 140 da Mergellina) o in auto. Una volta arrivati a capo Posillipo basta seguire le indicazioni per Discesa Gaiola e in circa 15 minuti di cammino si arriva in questo paradiso. Sì perché a poca distanza dal centro di Napoli, si trova la spiaggetta, stupenda con i suoi due isolotti su cui sorge l’omonima villa, stregata secondo alcune dicerie. Pare, infatti, che per le sue stanze si aggiri la presenza di un fantasma di una donna senza volto che, dai racconti, sembrerebbe appartenere ad una naufraga morta nel 1911 sull’incrociatore San Giorgio. Da allora, la villa ha avuto diversi proprietari, tra cui anche Gianni Agnelli. Tutti, durante il periodo in cui gli appartenne la tenuta ebbero diverse disgrazie, alimentando così la credenza che la villa fosse maledetta.

Oltre alla possibilità di farvi un tuffo in un’acqua cristallina se la stagione lo permette, la vera bellezza è nel Parco Sommerso della Gaiola, visitabile con delle visite guidate, previa prenotazione. Qui infatti si è in presenza di un’area Marina protetta che si estende dal vicino Borgo di Marechiaro alla spiaggia di Trentaremi. In questa zona si è sviluppata una fauna molto ricca e particolare, caratterizzata dalla presenza di diverse specie marine grazie a fondali dalle caratteristiche uniche e alla presenza del tufo, pietra vulcanica tipica del napoletano. A tutto ciò contribuisce il gioco di correnti che si crea in queste acque e il trovarsi in una zona appartenente al sistema vulcanico dei Campi Flegrei. Qui infatti, oltre al fenomeno del bradisismo sono presenti alcune fumarole a pochi metri di profondità, facilmente visibili. Il tutto accompagnato da cave, grotte naturali e resti di antiche navi romane presenti sui fondali. Oltre le visite guidate, è possibile visitare la Gaiola anche con attività come snorkeling e immersioni subacquee.

Il Duomo e il Museo del Tesoro di San Gennaro

Il Duomo di Napoli merita una visita, non soltanto per il culto di San Gennaro, Santo Patrono della città a cui ogni napoletano è devoto, ma anche per la sua bellezza architettonica. Colpisce per la sua facciata chiara che spicca sopra i palazzi circostanti. E una volta che vi si entra, la spinta verso l’alto insieme con le decorazioni barocche conferiscono alla chiesa una bellezza particolare. Si cammina lungo le due navate laterali dove è possibile osservare i numerosi affreschi presenti. In prossimità dell’altare, il tripudio di luce è massimo. Nella Reale Cappella dedicata al Santo sempre all’interno del Duomo, sono conservate le ampolle con il sangue solidificato di San Gennaro che tre volte l’anno vengono esposte nell’attesa del miracolo.

Proseguendo, si scende nella cripta dove sono presenti le ossa del santo. Oltre al Duomo però, merita assolutamente una visita anche il museo del Tesoro di San Gennaro, immediatamente a fianco all’ingresso della chiesa. Qui è consigliata la visita guidata, non solo per conoscere nel dettaglio la storia del Santo Patrono ma soprattutto per comprendere le simbologie legate ai vari oggetti. Il museo è davvero stupendo. Sono presenti non solo diverse statue degli altri santi protettori, ma anche i vari gioielli che compongono il tesoro. Prima tra tutti la meravigliosa collana dal valore inestimabile, summa di diversi doni dei vari reali che si sono trovati a Napoli e che, come usanza, lasciavano un dono al santo. Tra i tanti, spiccano nella parte alta della collana, due orecchini con delle perle che furono donati al Santo da una donna del popolo come segno di riconoscenza e devozione per essere scampata alla peste. Bellissima anche la Mitra gemmata che ancora viene utilizzata durante le processioni. Continuando poi nella sala si possono ammirare tutti gli altri capolavori come il reliquiario, una croce d’argento, un calice dorato e una pisside gemmata.

Castel dell’Ovo: dove magia, storia e leggenda si fondono

Un altro dei luoghi indimenticabili di Napoli è sicuramente Castel dell’Ovo. Come molti dei posti simbolici in città, ha una sua leggenda. Il castello, che sorge sull’isolotto di Megaride, deve il suo nome alla leggenda secondo cui il poeta Virgilio nascose proprio nei suoi sotterranei un uovo, in un luogo segreto e sicuro. Il motivo? Da quell’uovo su cui, secondo la storia, si reggeva l’intera costruzione finchè intero, sarebbero poi dipese le sorti e la fortuna non solo del castello ma dell’intera città. Inoltre fu proprio qui che avvenne lo sbarco dei Cumani che poi, sul monte Echia, avrebbero posto le prime pietre di Partenope.

Se si proviene dalla Riviera di Chiaia, il castello di raggiunge percorrendo via Caracciolo e poi via Partenope, diventata
ormai completamente pedonale. Venendo dal centro storico invece, basta lasciarsi alle spalle Piazza del Plebiscito e seguire poi Via Nazano Saurio che costeggia il borgo di Santa Lucia e, dopo la Fontana del Gigante, diventa via Partenope. Appena svoltato l’angolo, Castel dell’Ovo si vedrà subito in lontananza in tutta la sua bellezza, circondato dalle barche ormeggiate al borgo marinaro. Molto suggestivo è percorrere il lungomare “liberato”, accompagnati dalle onde che si infrangono sugli scogli vicini. Oltre che a piedi, se il tempo lo permette, è possibile percorrere il lungomare in bici. Il consiglio è di andarvi la mattina molto presto, per essere quasi gli unici visitatori, oppure al tramonto. Un momento in cui la magia e i colori del
golfo sono unici. L’entrata è gratuita. Una volta percorso il viale d’ingresso, si può salire la scalinata e arrivare sino in cima alla meravigliosa terrazza. Da qui si gode di un panorama mozzafiato. Da un lato, guardando verso il mare, c’è il Vesuvio, protagonista assoluto dello skyline napoletano e simbolo della città.

Se la giornata è nitida, sarà possibile vedere il resto del golfo sino al Capo di Sorrento con Punta Campanella insieme a Capri. Dall’altro lato Mergellina e Capo Posillipo. Alle spalle invece c’è Monte di Dio e il Monte Echia. In caso di dubbi non c’è da preoccuparsi. Sul parapetto della terrazza, un mosaico aiuterà a capire esattamente cosa si riesce a vedere. In alcuni periodi, quando sono presenti alcune mostre, è possibile visitare anche le sale interne del castello.

castel dell'ovo napoli

Castel dell’Ovo

Questi sono solo alcuni dei luoghi da non perdere a Napoli. Per visitare la città e i dintorni, è consigliata almeno una settimana. Solo così sarà possibile entrare pienamente nella sua atmosfera, girare per i vicoli del centro storico assaporando la loro energia ma riuscendo anche a vedere altri spettacoli come Napoli Sotterranea. Oppure allungarsi sino alle Catacombe di San Gennaro o Castel Sant’Elmo. E nei dintorni, se a nord è da non perdere il complesso archeologico delle terme di Baia, andando verso sud, gli scavi di Pompei e di Ercolano meritano assolutamente una visita. Qualsiasi sia la scelta, questa terra, di una bellezza unica al mondo, rimarrà negli occhi e nel cuore.

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1 commento

Virginia 04/06/2019 - 15:44

Ammetto, con il dovuto imbarazzo, di non essere mai stata a Napoli. Dopo aver letto questo articolo, dovrò sicuramente rimendiare!

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