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Giveaway: attenzione alle regole

Giveaway: attenzione alle regole!

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Spesso blogger e influencer lanciano dei giveaway su Instagram: contest in cui un vincitore estratto a sorte vince prodotti o servizi. In Italia purtroppo i giveaway rientrano nella normativa dei concorsi a premi, la cui mancata osservazione può portare a multe decisamente salate per gli organizzatori.

Cos’è un giveaway e quali sono i vantaggi per i blogger

I giveaway, letteralmente “dare via”, sono dei concorsi in cui i fan di un blog o di un canale social possono vincere un premio. Sono nati negli Stati Uniti, dove sono tutt’ora molto popolari. Oltreoceano infatti gli influencer presenti su Youtube, Facebook o Instagram ne fanno un largo uso per attirare nuovi follower offrendo vestiti, trucchi e ogni genere di prodotto sa loro comprato o messo a disposizione dalle aziende.

Al contrario che in Italia, all’estero i giveaway sono perfettamente legali quasi ovunque e siccome a tutti piace ricevere premi senza sforzo queste iniziative hanno molto successo. Il risultato per blogger e influencer, almeno nel breve periodo, è un aumento dell’engagement e del numero di follower. In alternativa un giveaway può funzionare anche come funnel per raccogliere nominativi per la newsletter; tutto dipende dalla capacità e dagli obiettivi dell’organizzatore.

Perché i giveaway sono illegali in Italia

A differenza degli Stati Uniti e del mondo anglosassone in generale, in Italia la maggior parte dei giveaway sui social network non sono legali. La legge italiana impone infatti una serie di clausole da rispettare che nei fatti impedisce ai blogger lanciare un’iniziativa di questo tipo. L’unica scappatoia per non rientrare nella normativa dei concorsi a premi è offrire un regalo di “modico valore” la cui soglia è però fissata a un euro.

Curiosità burocratiche sui concorsi a premi

La cifra di un euro corrisponde al tetto massimo fissato dal Regio Decreto 1077 del 1940, e oggi risulta inferiore anche al costo di una penna o all’invio di una cartolina. Nel 2017 l’Agenzia delle Entrate aveva notato che la cifra stabilita come “modico valore” risultava inferiore al costo di una matita o di un calendario – paragone scelto nel Regio Decreto – e scrisse una circolare in cui specificava che:

In base alla normativa (…) i premi corrisposti nell’ambito di iniziative promozionali attraverso estrazioni oppure ulteriori parametri (…) sono soggetti, in linea di principio alla applicazione della ritenuta a titolo di imposta se di ammontare complessivo superiore a 25,82 euro.

Con € 25,00 si può acquistare una maglietta personalizzata, un rossetto di una buona marca o poco altro quindi la valutazione dell’Agenzia delle Entrate era in linea con la volontà di escludere dalla normativa di concorsi a premi i regali di “modico valore”. Inoltre il tetto massimo di € 25,82 era chiaramente indicato come valore massimo complessivo per i premi che potevano venire vinti da una stessa persona.

L’anno successivo, nel 2018, il Ministero dello Sviluppo Economico rilasciò però un documento in cui venivano chiariti alcuni aspetti dei concorsi a premi riportando il “modico valore” alla sua cifra iniziale:

Pertanto, in attesa che vengano definitivamente chiariti gli ambiti applicativi del concetto di esclusione dagli adempimenti amministrativi e da quelli fiscali su iniziative promozionali aventi le caratteristiche delle manifestazioni a premio rientranti nell’ipotesi di esclusione (…) si rimanda nuovamente all’interpretazione fornita (…) nella parte in cui detto valore era assimilato a quello del lapis, della bandierina, del calendario e di oggetti ad essi similari

Con l’annullamento degli aggiornamenti sul “modico valore” blogger e influencer non hanno più potuto lanciare giveaway perché questo genere di contest rientra nella normativa dei concorsi a premi.

Cosa prevede la normativa italiana sui concorsi a premi

La normativa dei concorsi a premi prevede costi e burocrazia non sostenibili da un blogger o un influencer. Tra i vari adempimenti sono previsti: una comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico tramite apposito modello con allegato il regolamento ufficiale del concorso, la definizione del valore del premio, il versamento di una cauzione al Ministero dello Sviluppo Economico pari all’importo netto del premio in palio, la scelta di un funzionario della Camera di Commercio competente o di un notaio per individuare i vincitori concorso e per scrivere i verbali di chiusura da inviare al Ministero dello Sviluppo Economico.

Le multe infatti sono molto alte, da un minimo di € 1.000 fino ad un massimo di € 500.000, e vengono applicate anche a blogger e instagramer che non rispettano la normativa. Inoltre se i blogger sono professionisti, quindi con partita IVA, i giveaway rientrano nella normativa dei concorsi a premi anche quando il regalo è inferiore al valore di un euro perché in questo caso il concorso viene classificato come attività di impresa e deve venire registrato al Ministero dello Sviluppo Economico.

I giveaway e le regole dei social network

Spesso i giveaway organizzati dagli influencer violano anche i regolamenti dei social network che li ospitano: le richieste di taggare o condividere un post per vincere un premio vanno infatti contro le regole di quasi tutti i canali social. Per esempio le linee guida di Facebook consentono di chiedere ai partecipanti di postare o commentare per iscriversi e utilizzare i like per votare, ma non di taggare altri utenti. Attenzione quindi a tutti questi aspetti per evitare di venire bannati o ricevere multe salate!

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2 commenti

Erminia 05/09/2020 - 10:33

Molto interessante! Avevo letto che su instagram l’essere taggati su un post, ad esempio, di un cellulare oltre che essere illegale, è spesso un virus, ma non sapevo che in generale i contest in Italia fossero banditi. Grazie

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Andrea D'Ottavio 28/09/2020 - 13:56

Post chiaro e preciso grazie! Aggiungo solo un chiarimento su una parte spesso controversa: il tagging degli utenti. E’ certamente vietato dai termini e condizioni di Instagram aggiungere il tag a un utente nella foto. Non e’ tuttavia proibito invece “menzionare” altri profili nel post. Spesso la menzione (es. @nomeutente) viene definita in modo impreciso “tag”, ma di fondo ci si riferisce alla menzione nel post.

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