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Festeggiare San Vigilio durante le Feste Vigiliane a Trento

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Le Feste Vigiliane a Trento sono una buona occasione per conoscere la storia e le tradizioni del capoluogo trentino, assaggiare la cucina tipica e divertirsi partecipando alle varie manifestazioni.  Vengono organizzate attività per un’intera settimana, suddivise tra spettacoli principali ed eventi collaterali che si concludono a San Vigilio, patrono di Trento, il 26 giugno.

Cosa fare e vedere durante le Feste Vigiliane?

Le attività sono davvero tante e cambiano di anno in anno: concerti, happening, degustazioni e la Notte Magica, quando la festa continua per tutta la notte. Gli eventi legati alle tradizioni che caratterizzano le Feste Vigiliane sono 6 e il pubblico è parte integrante di essi.

Le Feste Vigiliane si aprono con il Corteo Storico: dal giardino del Castello del Buonconsiglio si arriva in piazza Duomo, percorrendo le vie del centro. Personaggi con costumi storici fanno parte del corteo: dame e cavalieri, il Principe Vescovo, la servitù e i veri protagonisti degli appuntamenti come gli zatterieri, i Ciusi e Gobj e ovviamente il giudice che dovrà fare da paciere!

Nel Tribunale di Penitenza viene presa di mira la politica locale e il peggior personaggio dell’anno viene “toncato” nel fiume Adige. La Tonca non è altro che la rivisitazione di una pena, molto praticata tra il XIV e il XVII secolo, imposta ai bestemmiatori: la maggior parte delle volte, il malcapitato moriva annegato.

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Il corteo storico delle Feste Vigiliane, foto Il Miraggio

Dopo aver punito nelle fredde acque dell’Adige il personaggio di turno, segue il Palio dell’Oca: 60 imbarcazioni dove 5 zatterieri per ogni zattera si sfideranno per aggiudicarsi il Palio. Chi sono gli zatterieri? Gli equipaggi rappresentano i rioni di Trento e sobborghi, oltre alle 4 città straniere gemellate come Berlino Charlottenburg-Wilmersdorf, Kempten, Praga e San Sebastian.

Il 26 giugno inizia con la Processione di San Vigilio che parte dalla chiesa di San Pietro per raggiungere il Duomo. Durante la messa è utilizzato il Pontificale di San Vigilio, di solito custodito nel Museo Diocesano Tridentino.

La giornata si conclude con la Disfida dei Ciusi e dei Gobj e i fuochi d’artificio. Ma chi sono? Semplicemente i feltrini e i trentini e la disfida prende spunto da un evento storico effettivamente accaduto nel VI secolo.

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Illustrazione della “mascherada” dei Giusi e dei Gobj, foto Il Miraggio

Le Feste Vigiliane si concludono a San Vigilio: ma chi era?

La storia di San Vigilio affonda nel mistero e, dove mancano i documenti storici, la leggenda prende piede. Si sa che visse nella seconda metà del 300; di origine romana, venne mandato dal vescovo di Milano a cristianizzare il Trentino, terra pagana. Riuscì ad evangelizzare la valle dell’Adige che da Trento va fino a Verona e il Lago di Garda. In un secondo momento fu mandato nell’attuale val di Non con il sostengo di altri tre missionari: Sissinio, Martirio e Alessandro. Il loro lavoro in val di Non fu molto più difficile di quanto previsto e i tre missionari vennero trucidati. Nonostante la brutalità della loro morte, San Vigilio non portò rancore agli abitanti del luogo. Anzi, viene ricordata la sua clemenza verso la popolazione.

San Vigilio si battè soprattutto contro l’idolatria: venne ucciso quando un giorno raggiunse la val di Non per celebrare la messa e s’imbattè in un rituale pagano. Questo lo spinse a gettare nel fiume la statua di Saturno, provocando l’ira della popolazione.

Il suo corpo venne trasferito a Trento e seppellito nell’attuale cripta del Duomo, che lui stesso aveva deciso di costruire. Nell’iconografia, San Vigilio viene rappresentato con degli zoccoli in legno: la leggenda vuole infatti che sia stato ucciso proprio con questi.

Un’altra leggenda vuole che San Vigilio, in fuga dalla val Rendena, si trovò a Cadine (un sobborgo di Trento) bloccato dalla montagna. Toccando le rocce, ordinò “apriti o croz che i rendeneri mi sono addos”. Il crozzo si aprì e lui riuscì a raggiungere Trento, salvandosi. Oggi, quest’apertura si chiama Bus de Vela e collega la città alla valle dei Laghi.

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La “mascherada” dei Giusi e dei Gobj, foto Il Miraggio

Perché partecipare alle Feste Vigiliane e agli eventi collaterali?

Se vi piace passare le lunghe serate d’estate all’aria aperta con gli amici, partecipare alle rievocazioni storiche con i costumi d’epoca mescolando il sacro al profano, perdervi nei banchetti d’artigianato locale e mangiare assaggiando la buona cucina locale, le Feste Vigiliane fanno per voi! Ma soprattutto se avete bambini al seguito: non vorranno più tornare a casa.

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