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I vicoli di Bussana Vecchia

Bussana Vecchia: il borgo ligure degli artisti

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Tra i borghi della riviera ligure di ponente ce n’è uno che sembra uscito da una fiaba, in cui si passeggia in un’atmosfera onirica e sospesa nel tempo: è Bussana Vecchia, una cittadina rinata grazie ad artisti provenienti da tutto il mondo. A pochi chilometri da Imperia e da Ventimiglia, questo è uno di quei luoghi da visitare assolutamente in Liguria.

 

La storia di Bussana Vecchia

Sulle colline di Sanremo si trova questo piccolo borgo dalla storia affascinante.
Pare che la sua fondazione risalga ai tempi dei romani, ma una presenza stabile la si può accertare solo dal VII secolo in avanti. Con il tempo la sua posizione rialzata ne fece un luogo indicato per l’edificazione di un castello da parte dei conti di Ventimiglia, ma già nel XV secolo la fortezza era in rovina e il luogo si era trasformato in un piccolo centro abitato. La popolazione viveva di agricoltura e della coltivazione di ulivi e agrumi. La vita scorreva tranquilla tra le case e la bella Chiesa che assumeva sempre più un ruolo fondamentale nelle esistenze degli abitanti di Bussana.

È lì che la maggior parte delle persone si trovava il 23 febbraio 1887 alle 6:21, l’ora in cui si verificò la scossa di terremoto che cambiò per sempre la storia del paese.
La volta della Chiesa crollò, così come la maggior parte delle abitazioni, seppellendo centinaia di persone.
I sopravvissuti furono costretti ad abbandonare le proprie case e a spostarsi nella zona bassa del borgo. Per le istituzioni la situazione era irrecuperabile: bisognava abbandonare definitivamente Bussana. Nonostante il mal contento della popolazione una nuova cittadina, Bussana Nuova, venne costruita. La domenica delle Palme del 1894 fu celebrata l’ultima messa in paese e Bussana Vecchia (così come verrà chiamata da lì in avanti l’antico borgo) venne abbandonata definitivamente.

Fino agli anni Quaranta del Novecento Bussana Vecchia fu usata come “deposito” di materiale da costruzione, ma negli anni Cinquanta alcuni artisti iniziano a frequentare il villaggio, rimanendone estasiati e trovando tra i suoi vicoli abbandonati un’ispirazione unica. È così che Bussana tornò a vivere: gli artisti decisero, infatti, di stabilirvisi.

chiesa sant'egidio bussana vecchia

La chiesa Sant’Egidio

 

Il futuro di Bussana Vecchia

Gli artisti che arrivavano a Bussana potevano scegliersi uno dei ruderi della vecchia città e decidere di farne la propria dimora ristrutturandola solo ed esclusivamente con i materiali trovati sul luogo.
Queste case non diventavano di proprietà dell’artista e se questo avesse in futuro deciso di abbandonare il borgo ligure la dimora sarebbe tornata alla comunità che avrebbe potuto donarla a nuovi artisti di passaggio.
La popolazione iniziò a crescere e la fama di Bussana Vecchia anche. Tra i vicoli di pietra di questo piccolo borgo dell’entroterra della Liguria si parlava, discuteva e filosofeggiava in francese e inglese. La comunità, ormai, proveniva da tutto il mondo.

Purtroppo non è tutto oro quel che luccica e iniziarono a sorgere i primi problemi: i cittadini di Bussana Nuova cominciarono a osteggiare il ripopolamento del vecchio borgo e a rivendicare la proprietà di alcuni edifici. Anche tra gli artisti iniziarono le prime divergenze: c’era chi non aveva problemi a vivere a lume di candela e chi, invece, desiderava luce elettrica e acqua corrente.
Nel frattempo, negli anni Settanta, si iniziò a cercare di attirare sempre più turisti da fuori per trasformarli in possibili acquirenti delle proprie opere d’arte.

Questo fu l’inizio di un periodo contraddittorio per il borgo ligure. Bussana Vecchia si popolò di nuovo e la vita era più vivace che mai. Iniziarono, però, a trasferirsi qui anche persone comuni interessate ad approfittarsi del turismo estivo, mentre lo Stato decise di arrogarsi il diritto di proprietà sulle case della cittadina. Questa lotta tra Stato e bussanesi continua ancora oggi: nel 2017 il demanio  decise di inviare numerose ingiunzioni di pagamento ai cittadini del borgo dichiarandoli abusivi a tutti gli effetti.

 

I vicoli di Bussana Vecchia

I vicoli di Bussana Vecchia

 

Perché visitare Bussana Vecchia

Visitare Bussana Vecchia significa immergersi in un’atmosfera unica e d’altri tempi. Certo, le cose sono cambiate da quegli anni Cinquanta in cui gli artisti vivevano in una comunità cercando ispirazione per le proprie opere tra le suggestioni delle pietre del borgo, ma il fascino di quest’ultimo è rimasto pressoché immutato.
A Bussana si cammina ancora oggi in un silenzio quasi irreale. Tra i vicoli, negli angoli più nascosti, si aprono piccoli atelier e non è difficile ascoltare le note della musica del jazz club che giunge anche nei luoghi più appartati.

Si passeggia meravigliati seguiti da gatti curiosi e si rimane quasi storditi di fronte alla magnifica Chiesa di Sant’Egidio la cui volta crollata non è mai stata restaurata. Fiori ed edera ricoprono pareti e scale delle vecchie abitazioni donando un alone di magia fiabesca all’intero borgo.
Bussana Vecchia va vissuta più che visitata e per farlo bisogna lasciarsi andare.

Da non perdere nel borgo, comunque, ci sono almeno quattro tappe:

  • Il Giardino tra i Ruderi: un piccolo giardino botanico tra i ruderi delle case di Bussana;
  • La Chiesa di Sant’Egidio: già nominata più volte, questa chiesa è l’edificio più importante del paese;
  • L’Osteria degli Artisti: la più antica osteria del borgo “rinato”;
  • Il plastico di Bussana Vecchia: uno dei più grandi plastici ferroviari italiani.
Ruderi Bussana Vecchia

I ruderi di Bussana Vecchia

Bussana Vecchia è uno dei borghi imperdibili del ponente ligure perché racconta una storia di rinascita, di coesione e di speranza. L’auspicio è che questo posto rimanga sempre un’oasi di pace e meraviglia, lontano dal consumismo e dalla smania di denaro. Il silenzio dei suoi vicoli e i riflessi sulle pietre delle case al tramonto sono troppo magici per rischiare di essere perduti.

 

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1 commento

Moira 09/07/2019 - 22:10

Che ricordi! Ero piccina piccina quando i miei nonni mi portavano a Bussana, ogni anno, il 20 luglio. Non so per quale motivo sempre il 20 luglio, ma era diventata un’abitudine. Grazie di aver rispolverato questi bellisimi ricordi!

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