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Anna Disegna di La tartaruga volante al Tree Top Walk, in Western Australia

Anna di La tartaruga volante

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Anna vive in Australia da qualche anno e nel suo blog La tartaruga volante racconta cosa vedere down under, riflessioni sulla vita da expat e tanti viaggi che hanno la natura come filo conduttore. Inoltre Anna è un’esperta fotografa e i suoi articoli sulle tecniche fotografiche possono offrirti un nuovo sguardo sul modo in cui raccogli i tuoi ricordi. In questa intervista però ci racconta il suo modo di viaggiare e cosa la spinge a visitare sempre posti nuovi.

Con chi viaggi di solito?

Da oltre trent’anni viaggio in compagnia della mia metà,  mio marito, mio compagno di avventure. Talvolta ho viaggiato con amici, ma per viaggi di breve durata. Non è facile viaggiare in compagnia di altre persone, bisogna avere gli stessi gusti, gli stessi orari e accettare dei compromessi.

È per questo che dopo tanti anni e tanti viaggi, con mio marito abbiamo trovato un perfetto equilibrio. Io sono molto più sportiva, camminerei per ore senza sosta, sarei sempre alla ricerca di nuovi angoli da scoprire, io sono sempre con il nasu all’insù. Mio marito invece è più lazy, più preciso. Assieme ci completiamo: è come se io fossi un palloncino e lui il filo che mi riporta sulla terra.

Anche la scelta del compagno di viaggio è un viaggio in sé, ecco perché non mi piace viaggiare da sola, perché mi piace condividere il bello di ciò che vedo, condividere la fatica e la gioia con altre persone. Ridere delle disavventure, emozionarsi assieme davanti ad un tramonto. La fatica di una cordata in montagna sembra meno pesante se fatta assieme.

Qual è il tuo stile di viaggio?

Ogni viaggio è diverso, anche se pensando ai viaggi fatti e a quelli che vorrei fare, c’è un filo rosso che li lega: la natura. Per me il viaggio ideale è con e assieme alla natura. Adoro gli spazi aperti, i deserti, le meraviglie della natura in ogni sua forma. Gli animali in primis. Nei miei viaggi, quasi tutti, gli animali sono i protagonisti. Proprio per questo motivo i miei viaggi sono lenti, perchè mi piace soffermarmi a osservare, a guardare ogni piccolo particolare e, da fotografa, scegliere la luce perfetta per scattare.

Il viaggio per me è sinonimo di scoperta e libertà, ecco perchè non pianifico mai tutto a puntino. Organizzo il viaggio in anticipo, prenoto voli o treni, prenoto il campeggio o l’hotel del giorno di arrivo e del ritorno, il resto lo fa il viaggio. Lascio che sia il luogo a dirmi quanto stare in un posto, mi lascio trasportare dai suoi ritmi.

Campeggiare sotto le stelle, spostarsi con un 4×4, preparare da mangiare in una cucina da campo, chiacchierare attorno ad un falò con gente che non conosco, condividere con loro le esperienze del viaggio e raccontarsi, questi sono gli ingredienti dei miei viaggi.

Ora che vivo in Australia, capita spesso che, senza pianificare nulla, carichiamo la tenda in macchina, facciamo il pieno di benzina e via, davanti a noi chilometri e chilometri di terra rossa, nuovi posti da scoprire e tanta libertà da respirare.

Esperance beach in Western Australia, foto Anna Disegna di La tartaruga volante
Esperance beach in Western Australia, foto Anna di La tartaruga volante

Cosa non può mancare nel tuo bagaglio?

La macchina fotografica, il cavalletto, schede per fotografare e cioccolata. Ingredienti essenziali per un viaggio, ovunque vada. Poi naturalmente, in base al viaggio, aggiungo un po’ di cose, ma ho imparato a viaggiare leggera, molto leggera (dopo il viaggio in Baja California, dove mi hanno perso la valigia ben due volte e ho viaggiato tre settimane con uno spazzolino, una canottiera comprata nel reparto bambini al Target di San Diego, un paio di pantaloncini, un paio di slip ed una felpa).

Oggi viaggio al massimo con una valigia media, dove cerco di avere capi che si abbinino fra di loro, due paia di scarpe, un foulard, due felpe, alcuni capi di intimo, magliette e costume. Non manca mai un sapone per lavare i capi durante il viaggio, anche se sono in un on the road, lavo e poi stendo le magliette sul finestrino! Altri oggetti essenziali sono gli occhiali da sole, una boccetta di lacrime artificiali per la polvere, crema idratante, una penna e una mappa cartacea.

Naturalmente il cellulare, anche se quando viaggio cerco di non essere connessa, così non compro mai le schede telefoniche del Paese, mi connetto con il Wi-Fi dei campeggi o degli hotel dove dormo alla sera, giusto per controllare se ci sono messaggi urgenti, tipo “da domani lock-down totale in Western Australia”!

Qual è la destinazione dei tuoi sogni?

Purtroppo sono una sognatrie seriale, non ho limiti! Ogni volta che torno da un viaggio ne aggiungo altri dieci nella mia lunga, lunghissima lista. Oggi, fra tutti, c’è un viaggio dei sogni che da anni anelo, da anni studio e cerco di organizzare ma ogni volta capita qualcosa (Covid?!) che me lo fa spostare in avanti: Churchill, il paradiso dell’orso bianco.

È un viaggio non solo costoso, ma che va organizzato anni prima e non mi piace prenotare con due anni d’anticipo (visti i tempi soprattutto). Un altro viaggio nella mia “lista dei sogni” è l’Antartide, nel periodo della nascita dei piccoli dei pinguini reali, ma anche questo è un viaggio quasi impossibile. Un terzo viaggio è andare sulla Luna, che forse è quasi quasi più facile dei due precedenti.

Ci sono davvero tanti viaggi che vorrei fare, viviamo in un mondo meraviglioso, così ricco di bellezze che anche viaggiando ogni giorno non finiremmo mai di scoprire. In effetti mi rendo conto che viaggiare non è solo pianificare e andare, ma è il fare. Viaggio ogni giorno, in realtà. Ogni giorno andando in zone nuove per lavoro, mi fermo a guardare le case storiche della zona (dire storiche in Australia è parolone), mi infilo fra i cespugli alla ricerca di nuovi fiori o nuovi animaletti, scopro nuovi parchi.

La destinazione dei sogni? Forse è la vita stessa, vorrei poter continuare a viaggiare nella mia vita attraverso nuove scoperte, nuove avventure, nuove meraviglie della natura.

Anna Disegna di La tartaruga volante nella Pemberton Forest, in Western Australia
Anna di La tartaruga volante nella Pemberton Forest, in Western Australia

Cosa hai imparato dai tuoi viaggi?

Nei viaggi fatti ho imparato a conoscermi. Ho imparato che il mondo è enorme e bellissimo, diverso e differente, ma in realtà simile. Simile in certe abitudini, simile nell’atteggiamento materno, umano e animale. Uguale i bisogno dei bambini di giocare, simile la necessità di incontrarsi.

Viaggiando ho scoperto che ho più forza di quanto credevo, che riesco a sopportare caldi estremi, freddo e dolore.  Ho imparato che basta davvero poco per vivere ed essere felici. Non mi serve vivere in una casa con cinque camere, non mi serve avere una macchina lussuosa, non anelo a diventare “chissacchi”;  mi basta avere la libertà, la libertà del tempo, la libertà di poter respirare e godermi l’oceano, di condividere tutto questo con chi amo.

Il mio modo di vivere e vedere la vita oggi è molto diverso da vent’anni fa, oggi mi basta emozionarmi per esser felice, mi basta un cielo azzurro. Sopra ogni cosa, ho imparato che ovunque vada assorbo un po’ di energia, una energia che mi fa ritornare a casa diversa, una diversità che magari non si vede, ma che io sento. Ed è questa energia che mi fa vivere serena e felice, ovunque mi trovi, perché penso che sono davvero fortunata, fortunata di vivere in questo mondo, fortunata di vivere. 

Viaggiando si impara che noi siamo il mondo, e che lui  ha bisogno semplicemente del nostro amore. Viaggiando  ho dato un nome alla felicità.

➜ Puoi leggere tutti gli articoli scritti da Anna sul nostro magazine dalla sua pagina autrice e non dimenticare di seguirla anche sul suo blog!

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