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Emanuela Stampacchia al lago Titicaca

Emanuela di This Must Be The Trip

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Emanuela, o meglio Ela, è la penna dietro This Must Be The Trip, ma soprattutto è una pianificatrice super precisa che ha fatto di questa sue dote la caratteristica principale del suo blog. Per ogni itinerario di viaggio infatti è possibile scaricare un planner pronto con tutte le spese per sapere esattamente quanto verrà costare un weekend a Lisbona o un viaggio in Thailandia. Inoltre Ela inserisce nei suoi itinerari anche souvenir di viaggio e musica da ascoltare in cuffia. In questa intervista però ci racconta il suo stile di viaggio facendoci scoprire qualche lato di lei che non compare nel suo blog.

Con chi viaggi di solito?

Buona parte dei miei viaggi, è avvenuta in coppia, con l’altra metà del blog. Devo dire però, che nonostante si pensi che dopo i 25 anni viaggiare in gruppo sia quasi impossibile, la maggior parte dei nostri viaggioni è stata proprio con degli amici. A partire dal primo viaggio in Thailandia.

Un’occasione capitata un po’ per caso con una coppia di amici. La stessa coppia con cui poi abbiamo condiviso una serie di altri viaggi con la “V” maiuscola, uno più bello ed emozionante dell’altro. Dall’India al Perù, passando per Messico, Cina e non solo. Le esperienze più divertenti e, a volte, anche assurde in viaggio, le abbiamo infatti vissute insieme. Abbiamo sperimentato il viaggio in quattro ma anche in sei, con altri amici.

Insomma, viaggiare in buona compagnia, nonostante abbiamo le nostre preferenze e i nostri tempi, fa parte di noi e ci piace avere compagni di viaggio con cui siamo in sintonia e con cui, soprattutto possiamo condividere la passione per la scoperta ma anche attività come trekking. Ci sono stati, però, anche viaggi in coppia “in solitaria”, tra cui uno dei più emozionanti come la Patagonia o l’on the road a Cuba.

Emanuela Stampacchia e Marco Perito Moreno
Emanuela con il suo compagno di viaggio Marco

Qual è il tuo stile di viaggio?

Rigorosamente fai da te. Se, inizialmente, da giovane e squattrinata era principalmente per un tema di costi, negli anni è diventato molto di più. Una filosofia di viaggio basata sulla pianificazione dell’itinerario e sullo studio fanno parte, per me, del gusto di prepararsi al viaggio.

Documentarsi su tutte le tappe, sul Paese che visiterò con la possibilità di scegliere, sino all’ultimo secondo, cosa includere o meno. La preparazione fa, per me, parte del viaggio stesso e mi aiuta a comprendere meglio le realtà che avrò di fronte ma anche, ad esempio, cosa assaggiare, le tradizioni locali e, perché no, oggetti o ricordi tipici del luogo da portare con me.

Questo però, significa anche appoggiarsi ad agenzie locali per vivere determinate esperienze che magari da soli, non si potrebbero provare. A questo si aggiunge il provare la cucina locale, lo street food ma anche dormire in location particolari e autentiche.

Scegliamo in genere, ove possibile, l’alberghetto o il B&B a conduzione familiare ma anche l’esperienza più suggestiva come una notte nella natura. Come mezzo di trasporto, dipende tanto dalla meta e dai tempi a disposizioni. L’on the road però, rimane una delle nostre modalità preferite. Per fermarci dove vogliamo, per l’emozione di guidare su strade viste solo in cartolina e, per avere i nostri tempi.

Cosa non può mancare nel tuo bagaglio?

Una macchina fotografica, un cavalletto, penna e taccuino per appunti ma, soprattutto, un paio di scarpe comode per essere pronta a macinare chilometri. Il tutto insieme allo smartphone e ad una batteria portatile che aiuta sempre!

Amo vagare in posti nuovi e, quando possibile, perdermi tra le strade delle città oppure percorrere sentieri di trekking. La giusta scarpa e l’abbigliamento adatto, per me sono fondamentali. Altra cosa che, negli anni mi accompagna, sono le mappe offline e, nel caso decida di affrontare trekking e camminate, anche le tracce del percorso. Fondamentali per percorrere sempre i sentieri in sicurezza.

In genere poi quando viaggio in aereo, porto sempre con me nel bagaglio a mano, il cambio per almeno un giorno insieme ad eventuale abbigliamento tecnico, se necessario. Questo per evitare che, nel caso di smarrimenti o ritardi nella consegna dei bagagli, non abbia con me tutto il necessario. Infine, essendo una patita di mercati e di ricordi di viaggio da portare con me, un borsone pieghevole da usare all’occorrenza al ritorno. Così, riesco ad avere sempre un po’ di spazio aggiuntivo per i miei acquisti!

Qual è la destinazione dei tuoi sogni?

Premesso che il desiderio è sempre quello di vedere più mondo possibile, al momento – sarà lo stop forzato dovuto all’emergenza pandemica – non ho una meta in particolare. Anche se quest’anno sono riuscita a scoprire, grazie al turismo di prossimità, tanti luoghi meravigliosi a due passi da casa, i viaggi in lista non finiscono mai. Mi piacerebbe, prima o poi, visitare l’Antartide, ad esempio, oppure la Nuova Zelanda.

Entrambe sono mete che mi incuriosiscono da sempre e che avevo, già da tempo, in bucket list. Un’esperienza che non vorrei perdere poi è quella della visita alla Foresta Amazzonica ma, anche un trekking in Nepal in direzione Campo Base dell’Everest. Scorrendo la lista, anche un salto in Buthan non mi dispiacerebbe! Tra le terre da esplorare che mi affascinano molto c’è poi l’Iran e il Tajikistan.

Insomma, di luoghi in mente ne ho proprio tanti. Sicuramente però, un posto d’onore lo merita la Patagonia, viaggio che ho affrontato nel 2018 e che ha talmente conquistato me e il mio compagno di avventure, da volerci ritornare. Un piccolo sogno che spero davvero di poter realizzare, in un futuro non troppo lontano.

Emanuela Stampacchia in Sudafrica
Emanuela in Sudafrica

Cosa hai imparato dai tuoi viaggi?

La prima cosa? Ad adattarmi alle situazioni e ai cambiamenti repentini. Viaggiare per me significa essere pronti a fronteggiare cambi di programma, affrontare difficoltà che possono essere causate da incomprensioni oppure semplicemente da situazioni non preventivate.

Oppure ancora, bypassare problemi di comunicazione che possono scaturire, banalmente, da una lingua diversa dalla propria che non si padroneggia. Credo che lo spirito di adattamento, in questo caso, sia fondamentale insieme alla flessibilità mentale.

E poi, ad uscire dalla mia zona di comfort, liberandomi delle convinzioni mentali che spesso ci accompagnano senza rendercene conto. Questo, credo, sia il vero senso della frase “Viaggiare apre la mente”, ma si deve essere anche pronti a farlo. Viaggiare mi ha insegnato che non sempre i piani si realizzano, anzi.

Anche quando sembra che tempi e distanze siano corretti, può capitare qualsiasi imprevisto. Come bucare una ruota nel bel mezzo della giungla. O, semplicemente, perdere un aereo a meno di 80 km da Parigi, per una tempesta di neve improvvisa che blocca tutta l’autostrada e ti costringe a dormire a terra in aeroporto perché, non ci sono alberghi disponibili nelle vicinanze.

➜ Trovi tutti gli articoli di Emanuela per Travel Blogger Italiane dalla sua pagina autrice.

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