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Daniela Carazzai di The DAZ Box in Canada

Daniela di The DAZ Box

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Nella nostra community Travel Blogger Italiane conosciamo Daniela per la sua passione per le birre e il Canada. Amante dei viaggi on the road, dopo un bagaglio smarrito è diventata anche minimalista. Le sue destinazioni di viaggio spaziano tra America del Nord e le Dolomiti Bellunesi, dove vive. Puoi leggerle sul suo blog The DAZ Box, dove DAZ è l’anagramma del suo nome e dei suoi compagni di viaggio: il marito Alberto e il figlio Zeno, entrambi viaggiatori appassionati come lei!

Con chi viaggi di solito?

I miei fedeli compagni di viaggio sono mio marito Alberto e mio figlio Zeno. In passato mi è capitato di partire anche in compagnia di amici, ma è stato proprio Alberto a far sbocciare in me la sindrome di wanderlust. Il primo viaggio importante, negli Stati Uniti, l’ho fatto con lui, nell’ormai lontano 2011. L’interesse per i viaggi è stata proprio una delle prime cose che abbiamo scoperto di avere in comune.

Amiamo lo stesso tipo di viaggio, lo stesso genere di esperienze, abbiamo lo stesso approccio curioso verso tutto ciò che è diverso dalle nostre abitudini. Zeno sembra voler seguire le nostre orme, in questo senso. È un bambino vivace, ma molto attento. Ha la sua valigia, che ormai si prepara da solo (è nato nel 2015), ed è sempre entusiasta di salire a bordo di un aereo e di partire per una nuova avventura.

I nostri viaggi non sono mai troppo a misura di bambino, nel senso più comune del termine. Abbiamo sempre viaggiato lontano, anche con Zeno molto piccolo, cercando di integrare esperienze che lo facessero divertire, ad altre più coinvolgenti per noi adulti. Ce la siamo sempre cavata egregiamente, non senza imprevisti beninteso, ma siamo sempre tornati a casa molto più ricchi di prima.

Daniela Carazzai di The DAZ Box sulle Dolomiti
Daniela di The DAZ Box sulle Dolomiti

Qual è il tuo stile di viaggio?

Il mio viaggio ideale è itinerante, non riesco a stare troppo a lungo nello stesso posto. Probabilmente perché ho sempre paura di non vedere tutto quello che una destinazione mi offre. Il risultato sono spesso itinerari molto serrati, ma a me piace così. Amo i grandi spazi aperti, la natura incontaminata e le strade desolate, ma anche perdermi tra i grattacieli di una grande metropoli.

La mia priorità è il viaggio in sé, il raggiungere una destinazione che mi interessa, la modalità è secondaria. Questo mi porta quasi sempre a viaggiare low cost, con auto a noleggio di classe economy, dormendo in ostelli o hotel poco costosi. Preferisco una settimana in più di viaggio, piuttosto che concedermi una sistemazione lussuosa.

I miei viaggi sono quasi sempre pianificati nei minimi dettagli molto prima della partenza. Sia per una questione economica (prima si prenota, più si risparmia), sia perché lo studio dell’itinerario per me è parte integrante del viaggio stesso.

Io e Alberto siamo amanti della birra, la prepariamo noi stessi in casa. I nostri viaggi sono molto influenzati da questo, i percorsi vengono spesso studiati anche in virtù dei birrifici da visitare. Infine, amo mangiare e provare le specialità locali, il cibo è quindi un’altra componente importantissima dei miei viaggi.

Cosa non può mancare nel tuo bagaglio?

Col passare del tempo ho imparato a partire solo con lo stretto indispensabile. Normalmente porto solo il bagaglio a mano, anche per i viaggi di lunga durata. Durante il mio terzo viaggio in Canada, la compagnia aerea perse la mia valigia, che rividi solo una volta rientrata in Italia. Non avevo nulla con me, solo un piccolo zaino con un ricambio di vestiti e lo spazzolino (ovvero ciò che un tempo portavo con me per il volo).

Questa situazione di emergenza mi ha insegnato che si può viaggiare davvero con poco, basta armarsi di sapone e lavare i vestiti con frequenza. Risparmiando, visto che ormai anche per i voli a lungo raggio i bagagli in stiva si pagano sempre a parte.

In ogni caso, non parto mai senza delle buone scarpe sportive, una giacca antivento (ne ho una che si ripiega nella tasca ed è davvero poco ingombrante), una crema con protezione solare per tutta la famiglia e la piastra per i capelli. Quest’ultima, lo ammetto, è il mio unico vezzo, cui proprio non riesco a rinunciare.

Negli ultimi tempi sono passata ai cosmetici solidi, senza imballaggio in plastica (più che altro per una questione ambientale), quindi posso portare con me il mio shampoo preferito, anche nel bagaglio a mano.

Qual è la destinazione dei tuoi sogni?

Non ce n’è una in particolare. Sono tanti i luoghi del mondo che vorrei visitare. Ho una spiccata predilezione per il Nordamerica e, più in generale, per le zone non particolarmente calde. Non amo molto le destinazioni balneari, detto in altre parole. Ho visitato la Thailandia qualche anno fa, è stato un bel viaggio ma non sono sicura di volerci tornare (il caldo di Bangkok era davvero infernale!).

In questi ultimi anni sono stata diverse volte in Canada, un paese di cui mi sono innamorata al primo sguardo, che mi ha dato davvero tanto. Ho girato tra Ontario, Québec, Nuova Scozia, Prince Edward Island, Alberta e British Columbia. Il Canada è un paese immenso e talmente variegato che ogni viaggio non è mai uguale al precedente.

Ho realizzato due grandi sogni comunque: l’Australia e l’Alaska. La prima è stata la meta del nostro viaggio di nozze, la seconda, nel 2019, un viaggio davvero indimenticabile. Entrambe le destinazioni mi hanno regalato momenti unici, dal deserto australiano e il monte Uluru, ai ghiacciai del fiordo Kenai e gli orsi grizzly del Denali National Park.

Per il prossimo futuro mi restano ancora tanti desideri da realizzare. Dovendo citare qualche meta da travel bucket list non posso non menzionare le Hawaii, la Patagonia argentina, Terranova e Labrador. Ma anche New York e la Scozia, dove non sono mai stata!

Daniela Carazzai di The DAZ Box in Alaska
Daniela di The DAZ Box in Alaska

Cosa hai imparato dai tuoi viaggi?

Tantissime cose. Ogni viaggio è sempre una grande opportunità di crescita, sia per noi che per nostro figlio. Viviamo in un piccolo paese di montagna. Qui stiamo benissimo, ma è di fondamentale importanza per me che mio figlio impari a conoscere ciò che è diverso da lui, che capisca che il nostro non è l’unico mondo possibile, che cresca con la consapevolezza che siamo tutti diversi.  Vorrei si sentisse un cittadino del mondo.

Viaggiando abbiamo imparato ad adattarci alle situazioni più disparate. Dal trovare la strada giusta nel bel mezzo del deserto della California, al mangiare una zuppa cinese scaldata al microonde, in un paesino remoto dell’Alaska. Abbiamo imparato a parlare con gli altri, in qualsiasi contesto, non solo per conoscere nuove persone, ma anche per confrontarci con le loro abitudini e le nostre diversità.

Gli italiani all’estero (soprattutto in Nordamerica) sortiscono sempre molta curiosità. Gli americani pensano che il nostro sia il paese perfetto ed è sempre molto divertente spiegare loro che l’Italia non è solo buon cibo, arte e cultura.

Viaggiare in determinate zone ci ha fatto capire quanto sia precario l’equilibrio che tiene insieme questo nostro pianeta. Abbiamo imparato a comportarci in modo più consapevole e rispettoso dell’ambiente, ma anche delle comunità locali che vivono nei posti che visitiamo.

➜ Puoi leggere tutti gli articoli scritti da Daniela per il nostro magazine Travel Blogger Italiane dalla sua pagina autrice, mentre sul suo blog puoi vivere la sua passione per la birra e i grandi spazi aperti del Nord America.

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