Piccola, perfettamente conservata e cinta da mura medievali intatte: Glorenza non è solo la città più piccola dell’Alto Adige, ma un gioiello incastonato nell’Alta Val Venosta che sembra aver fermato le lancette dell’orologio. Questa cittadina medievale conta infatti meno di 1000 abitanti e fa parte del circuito de I Borghi Più Belli d’Italia.
Situata nell’Alta Val Venosta, in provincia di Bolzano, vicino al confine con Svizzera e Austria, il borgo sembra uscito da una fiaba: torri, portici, case colorate e un’atmosfera senza tempo. Perfetta per una gita in giornata, questo piccolo borgo offre un mix unico di storia, natura e curiosità. Come recita un antico detto locale: “La nostra città è così piccola che dobbiamo andare a messa fuori dalle mura”. Una frase che fa sorridere, ma che racconta bene la vita raccolta di questo borgo sospeso nel tempo.
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Storia e leggende di Glorenza
Il nome Glorenza (in tedesco Glurns) deriva dal latino colurnus, ovvero “nocciolo”, a testimonianza del legame antico tra gli abitanti e la natura circostante. Le origini del borgo risalgono all’epoca romana, ma è nel Medioevo che Glorenza diventa un nodo importante per i commerci dell’Alto Adige.
Nel 1309 Glorenza ottenne lo status di città, diventando così la più piccola dell’Alto Adige e, nel corso dei secoli, fu testimone di eventi epocali. Nel 1499, durante la guerra sveva, il borgo fu completamente distrutto nella battaglia di Calven. Massimiliano I la ricostruì e ordinò la realizzazione delle mura, trasformando Glorenza in un’importante testa di ponte verso la Svizzera.
Nel 1500, diventò sede di un tribunale civile dove si svolsero processi curiosi come il famoso processo ai topi, un evento unico nel suo genere. Nel 1519 un abitante di Stelvio di nome Simon Fliess si presentò davanti al tribunale di Glorenza per denunciare i topi, colpevoli di devastare case e raccolti. Il processo, lungo e ufficiale, si concluse con una sentenza singolare: i roditori dovevano lasciare il borgo entro due settimane. Per agevolarli fu costruito addirittura un ponte sull’Adige, affinché potessero migrare senza ostacoli.
Nel 1855, la città fu sommersa da un’alluvione causata dal fiume Adige e dal rio Ram, un evento che segnò la comunità, sebbene le mura e il centro storico non subirono danni, preservando l’aspetto medievale del borgo.

Visitare Glorenza tra mura, torri e portici
Entrare a Glorenza, magari attraverso l’imponente Porta Malles o Porta Sluderno, è come attraversare un portale nel tempo: le mura medievali e le torri, come la Torre Flurin, circondano il borgo e lo contengono, come uno scrigno.
I portici del centro storico sono costellati di dimore decorate con affreschi, tipici Erker (gli eleganti balconi sporgenti medievali con tetto a capanna) e botteghe con insegne in ferro battuto. La centrale Piazza del Mercato è circondata da affascinanti dimore cinquecentesche che si sviluppano attorno alla fontana ottocentesca.
Non mancano le chiese storiche: la chiesa di San Pancrazio (che si trova fuori dalle mura), la chiesa dell’Ospedale e la tardogotica chiesa di San Giacomo al Maso Söles, incastonata tra i campi coltivati. Passeggiare qui significa respirare l’aria di un borgo che ha conservato ogni dettaglio del Medioevo.
A Glorenza, la Torre di Porta Tubre (detta anche Torre della Chiesa) ospita una mostra permanente dedicata al celebre disegnatore e caricaturista Paul Flora, nato in città. All’interno dell’edificio del ‘500, restaurato di recente, è possibile ammirare circa sessanta opere dell’artista, insieme a immagini della sua vita e della sua carriera.
La Torre Sluderno, invece, propone la mostra Tappe di una piccola città, che ripercorre la storia di Glorenza: dai mercati medievali alla vita quotidiana dei cittadini e degli artigiani, dalle strategie di difesa alle curiosità locali. Una parte del cammino di ronda è accessibile al pubblico, permettendo di osservare le mura e le torri dall’alto.
Il piccolo torrente Ram attraversa il borgo, aggiungendo fascino alle passeggiate lungo le mura e ricordando le piene che nel passato minacciarono la città.

Eventi e manifestazioni a Glorenza
Glorenza continua a vivere con vitalità e cultura, offrendo ai visitatori un ricco calendario di eventi soprattutto durante l’estate e l’autunno. Durante i mesi estivi si tiene il Venosta Festival, una rassegna musicale e culturale nel centro medievale di Glorenza, con concerti, proiezioni e spettacoli che animano le sere estive delle mura.
Il 24 agosto si celebra la festa di San Bartolomeo, un antico mercato contadino che permette di scoprire prodotti locali e vivere l’atmosfera storica della città.
Sempre in agosto, nel vicino borgo di Sluderno, a soli 7 km da Glorenza, si tengono i frequentati Giochi Medievali dell’Alto Adige dove troverete tornei cavallereschi, accampamenti storici, artigiani, tiro con l’arco e figuranti in costume. Una tappa perfetta da abbinare alla visita di Glorenza per rendere la giornata ancora più immersiva e divertente anche e soprattutto con i bambini.
A settembre, la città ospita la tradizionale Sagra della pera “Pala”, mentre il 2 novembre prende vita il Sealamorkt, il mercato delle anime, ultimo ricordo della grande tradizione mercantile che rendeva viva la città nel Medioevo. In questa giornata le strade del borgo si riempiono di bancarelle con prodotti locali, dolci tradizionali e oggetti artigianali, mentre le chiese celebrano messe e benedizioni per commemorare i defunti.
A dicembre, invece, l’Avvento a Glorenza trasforma il borgo in un villaggio natalizio, con bancarelle di dolci e artigianato, spettacoli teatrali a tema e musica dal vivo, tra corni alpini e gruppi musicali, creando un’atmosfera calda e festosa che coinvolge grandi e piccini.
Cosa mangiare a Glorenza: i sapori della Val Venosta
Glorenza può essere anche un’ottima tappa gastronomica per gustare i sapori tipici dell’Alto Adige e della Val Venosta.
Per una merenda dolce consigliamo una sosta al forno di Alois Riedl per assaggiare strudel di mele e torta sacher, ma non solo: questo forno è famoso per l’ottimo pane e per dei dolcetti molto speciali. Qui troverete l’Ur-paarl, un pane tradizionale dell’Alto Adige, rotondo, con crosta croccante, arricchito con semi aromatici e realizzato con un mix di frumento e segale, secondo la ricetta tradizionale della Val Venosta. E tra le specialità dolciarie spiccano i piccoli “topi di cioccolato” che ricordano il processo ai topi del Cinquecento.
Nei ristoranti cittadini troverete canederli e spätzle e nelle gastronomie e macellerie troverete il rinomato speck altoatesino e i formaggi di malga.

Glorenza con i bambini
Se ti stai chiedendo se Glorenza è una destinazione adatta ai bambini, considera che questo piccolo borgo dell’Alto Adige è compatto, sicuro e facile da visitare a piedi. L’altitudine non è elevata, il borgo si trova a 907 metri sopra il livello del mare, rendendo il clima fresco in estate e non troppo rigido in inverno.
I bambini rimarranno affascinati dalle mura, dai torrenti, dai portici affrescati e dalle storie curiose come il processo ai topi e gli squisiti dolci altoatesini faranno la loro parte. Abbinare la visita ai giochi medievali di Sluderno renderà infine l’esperienza ancora più memorabile.
Cosa vedere nei dintorni di Glorenza
Intorno a Glorenza si aprono sentieri immersi nei meleti, nei boschi e nelle colline della Val Venosta, perfetti per escursioni nella prorompente natura dell’Alto Adige.
Partendo dal borgo si possono percorrere tranquille passeggiate lungo il rio Ram, salire sul Monte di Glorenza per panorami mozzafiato sulla valle o affrontare escursioni più impegnative verso il Parco Nazionale dello Stelvio, tra malghe e fauna alpina tipica dell’Alto Adige.
A pochi minuti si trova il suggestivo Castel Coira di Sluderno, uno dei castelli meglio conservati della regione con una delle più importanti collezioni d’armeria privata d’Europa e l’incantevole località di Malles. Poco più in là, l’iconico Lago di Resia incanta con il campanile sommerso di Curon che emerge dall’acqua, simbolo indiscusso dell’Alta Val Venosta.
Oltreconfine, verso nord, si raggiunge facilmente la Ötztal in Tirolo, una valle austriaca famosa per i suoi paesaggi alpini, le escursioni, le piste ciclabili e le attività all’aria aperta, raggiungibile in circa un’ora di auto. Poco distante si apre la scenografica Engadina in Svizzera, con laghi glaciali e panorami alpini senza pari, ideale per prolungare un viaggio che unisce cultura, storia e natura, magari a bordo del Trenino Rosso del Bernina.
Come arrivare e dove dormire a Glorenza
Glorenza è più facilmente raggiungibile in auto piuttosto che con i mezzi pubblici. In auto, si percorre la SS40 lungo la Val Venosta, con comodi accessi al borgo.
Chi arriva in treno può scendere a Malles Venosta e proseguire con un bus locale fino a Glorenza. Se si arriva a Glorenza in aereo, l’aeroporto più vicino è quello di Bolzano. L’opzione più pratica per raggiungere il borgo è noleggiare un’auto che permette di percorrere comodamente la SS40 attraverso la Val Venosta.
Per chi visita il centro storico, ci sono diversi parcheggi nelle vicinanze, sia gratuiti, sia a pagamento. Tuttavia, è consigliabile lasciare l’auto fuori dalle mura, così da poter passeggiare comodamente tra le torri, i portici e le stradine medievali senza traffico e godendo appieno dell’atmosfera del borgo.
Per chi invece vuole soggiornare in città, l’offerta ricettiva è varia e adatta a diverse esigenze, spaziando da hotel e bed & breakfast accoglienti ad appartamenti e agriturismi all’interno o nelle immediate vicinanze delle mura storiche.
Il Car Parking “Glurns-Söles” è invece un parcheggio economico, dotato di bagni pubblici: una buona soluzione anche per chi viaggia in camper.

Glorenza: un borgo che resta nel cuore, stagione dopo stagione
Glorenza non è solo un borgo da visitare: è un luogo dove la storia si respira in ogni pietra, dove la natura circostante invita a fermarsi e a passeggiare lentamente, e dove tradizioni, curiosità e piccoli piaceri quotidiani, come un dolce al forno o un mercato sotto i portici, rendono l’esperienza autentica e indimenticabile. Che si arrivi per un’escursione, per un evento culturale o semplicemente per perdersi tra le sue stradine, Glorenza resta nel cuore come un angolo d’Alto Adige che sa sorprendere e incantare, stagione dopo stagione.
Ti ha stupito di più la storia del bizzarro processo ai topi o la bellezza senza tempo delle sue mura medievali? Raccontacelo nei commenti. E se hai già visitato la Val Venosta, scrivici qual è il tuo angolo del cuore.
