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Gestione di gruppo Facebook, immagine generata da AI

Come promuovere il blog nei gruppi Facebook senza fare spam e aumentare traffico e visibilità

di Paola Bertoni

I gruppi Facebook sono ancora oggi uno spazio strategico per promuovere contenuti e portare traffico al blog. Pubblicare nei gruppi richiede un approccio diverso rispetto al passato, perché negli ultimi anni sono cambiate le regole di visibilità e di moderazione, e non basta inserire un link per ottenere risultati concreti. In questo articolo puoi scoprire cosa funziona davvero, quali errori evitare e come scegliere i gruppi giusti senza perdere tempo.

Perché i gruppi Facebook funzionano ancora per promuovere un blog

Chi ha un blog sa bene che la visibilità organica delle pagine è calata nel tempo. Questo non significa che Facebook non funzioni più, ma che ha cambiato logica. I gruppi oggi sono uno degli ultimi spazi dove la conversazione incide davvero sulla distribuzione dei contenuti. L’algoritmo tende a spingere ciò che genera scambio tra membri, non ciò che viene semplicemente pubblicato.

Chi segue una pagina lo fa per interesse, ed è già un pubblico consapevole. Nei gruppi, però, l’interazione è strutturalmente più dinamica. Le discussioni restano attive più a lungo e i commenti riattivano la visibilità del post. Questo crea più occasioni di esposizione nel tempo, soprattutto se l’argomento intercetta un bisogno reale.

Per questo motivo la differenza non la fa il link in sé. Conta la pertinenza rispetto al contesto del gruppo e la capacità di inserirsi in una conversazione già in corso. Quando l’articolo risponde a una domanda concreta o apre un confronto, il blog diventa parte del dialogo e non semplice promozione.

Algoritmo Facebook e regole anti-spam: cosa è cambiato per chi promuove un blog

Negli ultimi anni Facebook ha introdotto sistemi di moderazione automatica sempre più rigidi, soprattutto nei gruppi numerosi. Il moderatore automatico filtra i contenuti anche in base allo storico delle pubblicazioni del profilo, non solo al singolo post. Talvolta interviene anche quando non c’è una violazione esplicita delle regole.

Il moderatore automatico è utile per gestire grandi community dove il volume di post sarebbe ingestibile manualmente, ma non è infallibile. In base alla mia esperienza da amministratrice e moderatrice di gruppi, va costantemente “istruito” attraverso interventi manuali dei moderatori, in modo che distingua i contenuti e gli autori accettati da quelli non approvabili.

Se un tuo post viene eliminato più volte, oppure accumuli diversi contenuti in moderazione, il sistema può iniziare a considerare il tuo profilo come potenzialmente problematico, anche senza segnalazioni. A quel punto i post successivi possono finire direttamente in spam, come ho potuto riscontrare personalmente anche in gruppi di amici blogger.

Il risultato è una riduzione significativa della visibilità, spesso senza notifiche chiare. Per questo diventa strategico costruire un rapporto diretto con amministratori e moderatori, che possono intervenire manualmente e correggere impostazioni penalizzanti. Nei gruppi, la relazione pesa quanto la qualità del contenuto.

Come scegliere i gruppi Facebook giusti per promuovere il tuo blog

Non tutti i gruppi Facebook sono adatti alla promozione di un blog, anche quando sembrano perfettamente in target. Numero di membri e parole chiave nel titolo non bastano per garantire visibilità o traffico. Oltre a individuare il tipo di gruppo giusto su cui postare, che sia una community, un gruppo tematico o uno più generico di viaggiatori, è fondamentale capire dove il tuo contenuto può davvero trovare spazio.

Prima di pubblicare ti consiglio di osservare dinamiche, tono delle conversazioni e comportamento degli utenti. Alcuni gruppi molto grandi sono popolati da utenti che tendono a polemizzare e criticare ogni soluzione, e spesso non rappresentano i tuoi potenziali lettori. Altri gruppi non hanno una moderazione particolarmente attiva, sono pieni di spam e il tuo post rischia di non essere visibile nonostante l’elevato numero di iscritti.

A volte gruppi più piccoli, ma con una moderazione attenta e discussioni autentiche, risultano molto più efficaci di gruppi numerosi e dispersivi.

Gruppi Facebook tematici di viaggiatori: quando funzionano davvero

I gruppi Facebook tematici di viaggiatori sembrano, sulla carta, il luogo ideale dove condividere un articolo di blog. Il pubblico è interessato ai viaggi e l’argomento è coerente con il contenuto che pubblichi. Nella pratica, però, non tutti i gruppi tematici generano interazioni utili o traffico reale verso il blog.

Funzionano davvero quando esiste una cultura dello scambio e non solo della promozione. Se la maggior parte dei membri si limita a pubblicare link senza commentare o partecipare alle discussioni, l’attenzione si frammenta e i post scorrono rapidamente senza lasciare traccia. Nei gruppi dove gli admin stimolano domande, confronto e dialogo, invece, anche un articolo può diventare punto di partenza per una conversazione.

Un altro elemento decisivo è la pertinenza. Un articolo generico difficilmente emergerà in un gruppo molto ampio e dispersivo. Al contrario, contenuti mirati e inseriti in una discussione attiva hanno più possibilità di essere letti e cliccati.

Tra i gruppi più conosciuti nel settore viaggi troviamo:

  • Idee per viaggiare: la community dei viaggiatori, di cui sono admin, collegato alla nostra community Travel Blogger Italiane, con oltre 3.800 iscritti. Partecipano tante blogger che sanno l’importanza di lasciare like e commenti quindi abbiamo buone interazioni quando i post sono contestualizzati.
  • Spunti di Viaggio – Per Viaggiare Insieme, di Domenica Palamara, di cui sono moderatrice, con oltre 12.300 iscritti. Dopo un intenso lavoro di moderazione, ora il gruppo è libero dai contenuti promozionali degli agenti di viaggio e aperto ai contenuti di blogger e appassionati di viaggio.
  • Reporter di viaggio, di Teresa Torsello, con oltre 30.800 membri, in cui prevalgono foto e condivisioni da pagine e i blog ricevono interazioni moderate.
  • Viaggi Social, con più di 275.800 membri. Il gruppo è enorme e i membri talvolta interagiscono tra loro, ma non c’è moderazione attiva, sono presenti parecchi post promozionali e i tuoi post rischiano di rimanere anni in moderazione, come è successo a me.

Questi esempi dimostrano che la dimensione del gruppo non basta. Conta la qualità delle conversazioni e la presenza di una moderazione attiva che limiti l’effetto bacheca promozionale.

Gruppi Facebook locali italiani e internazionali per aumentare il traffico

I gruppi locali come “Sei di [nome città] se…” sono diffusi in tutta Italia e riuniscono residenti molto legati al proprio territorio. Spesso i membri del gruppo sono cittadini molto orgogliosi della loro città e curiosi di leggere il punto di vista di chi la visita. Quando il contenuto è pertinente e rispettoso del contesto locale, la condivisione può generare interazioni autentiche. In questo caso, pubblicare con moderazione e accompagnare il link con un’introduzione personale fa la differenza.

Questi gruppi non sono utili solo per promuovere, ma anche per verificare informazioni. Prima di un viaggio possono diventare una fonte preziosa per chiarire dettagli poco aggiornati o difficili da trovare online. Per esempio, il gruppo locale di Great Yarmouth mi era stato di grande aiuto per capire che la ruota panoramica citata ancora da molti siti non esisteva più, motivo per cui non trovavo il sito per prenotare i biglietti. Il confronto diretto con i residenti permette di evitare errori e migliorare la qualità dell’articolo.

I membri dei gruppi locali possono suggerire guide, libri o risorse che non emergono facilmente nei motori di ricerca, specialmente nelle destinazioni meno note. La condivisione nei gruppi locali funziona soprattutto nei gruppi italiani se scrivi in italiano, perché la lingua incide sulla percezione di autenticità. Se il tuo blog ha una versione inglese, puoi valutare la pubblicazione anche in gruppi esteri, adattando tono e contenuto al pubblico locale.

Community professionali di blogger: visibilità, networking e autorevolezza

Partecipare a una community di blogger in un gruppo Facebook, come Travel Blogger Italiane, significa entrare in uno spazio di confronto tra professionisti. In questo caso non si tratta di promuovere un singolo articolo, ma di costruire relazioni nel tempo. La reputazione cresce in proporzione alla qualità e alla continuità dei contributi che offri alla community. Chi interviene con competenza e costanza viene riconosciuto come punto di riferimento su una destinazione o su un aspetto specifico del blogging.

Oggi Facebook valorizza anche la partecipazione attraverso badge visibili accanto al nome. Membri più attivi ed esperti del gruppo vengono messi in evidenza all’interno delle discussioni. Questo aumenta la tua riconoscibilità rispetto agli altri membri e rafforza la percezione di autorevolezza. In gruppi dove questi strumenti sono attivi, partecipare non è solo utile, ma strategico.

Nella maggior parte delle community professionali i link ai propri articoli non sono ammessi. Questo limite spinge a lavorare sulla relazione più che sulla promozione diretta. Da una presenza costante possono nascere collaborazioni, guest post e progetti condivisi che portano il tuo blog davanti a un pubblico nuovo, basato sulla fiducia costruita nel tempo.

Come analizzare un gruppo Facebook prima di pubblicare un articolo del blog

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente gestisci un blog come lavoro oppure accanto ad altri impegni. Il tuo tempo è limitato e va investito in spazi utili, non in gruppi che non portano risultati o attirano solo troll sul tuo blog. Scegliere dove pubblicare è una decisione strategica, non un gesto automatico.

Prima di condividere un articolo del tuo blog in un gruppo Facebook è utile osservare per qualche giorno come si comportano gli utenti al suo interno. Guardare solo il numero degli iscritti non basta per capire se porterà traffico reale. Un post inserito nel contesto sbagliato difficilmente verrà letto, anche se l’argomento è pertinente. L’analisi preventiva del gruppo ti evita pubblicazioni inutili e dispersione di tempo.

Livello reale di interazione: qualità dei commenti e non solo numero di membri

Il primo elemento da valutare è il livello reale di interazione. Non conta solo quanti membri ha un gruppo, ma come partecipano. Un gruppo con meno iscritti ma con commenti articolati e confronti autentici vale molto di più di uno enorme e superficiale. I numeri possono impressionare, ma non garantiscono visibilità né traffico al blog.

Osserva se i post ricevono risposte argomentate oppure solo battute rapide, polemiche o frasi standard. Guarda anche se le discussioni restano attive per ore o giorni, oppure se si esauriscono subito. Un gruppo dove si crea dialogo tende a dare più esposizione ai contenuti, perché l’interazione continua riporta il post in alto nel feed.

Esistono anche gruppi di viaggio popolati da utenti che fanno domande senza alcuna esperienza reale e dove le risposte sono spesso polemiche o poco costruttive. In questi casi non si crea un ambiente adatto a intercettare lettori interessati. Pubblicare in spazi simili difficilmente porterà traffico qualificato al blog. Prima di condividere, valuta sempre la qualità della conversazione: è lì che si misura il potenziale reale del gruppo.

Presenza di moderazione attiva e regole chiare

Un altro elemento decisivo per capire se un gruppo sia davvero utile è la presenza di una moderazione attiva e di regole comprensibili. Un gruppo ben gestito non è quello dove tutto è permesso, ma quello dove le regole vengono applicate in modo coerente. La moderazione incide direttamente sulla qualità dell’ambiente e sulla visibilità dei contenuti pubblicati. Senza controllo, anche il miglior articolo rischia di perdersi tra spam e post ripetitivi.

Personalmente ho smesso di pubblicare in gruppi dove i miei contenuti rimanevano in moderazione per giorni, senza alcun intervento da parte di admin o moderatori, nonostante abbia provato a contattarli. Continuare a proporre articoli che non vengono approvati diventa rapidamente una perdita di tempo. In questi casi il problema non è il contenuto, ma la gestione del gruppo. Un gruppo con moderatori presenti, che approvano o rifiutano in tempi ragionevoli e intervengono nelle discussioni, offre un contesto più affidabile.

Nei gruppi di viaggio dove la moderazione è assente o molto debole, lo spazio tende a riempirsi rapidamente di post promozionali di agenzie e tour operator con sole offerte viaggio. Quando questo accade, i contenuti editoriali e le esperienze personali passano in secondo piano. Prima di investire tempo nel pubblicare nei gruppi Facebook, verifica sempre che esista un equilibrio reale tra condivisione commerciale e qualità delle discussioni.

Gestione di gruppo Facebook, immagine generata da AI
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Come promuovere il blog nei gruppi Facebook senza fare spam

Promuovere un blog nei gruppi Facebook non significa inserire un link e sperare che qualcuno clicchi. Nei gruppi la dinamica è diversa rispetto alle pagine: conta il contesto, il tono e il momento. La promozione funziona quando il contenuto si integra nella conversazione del gruppo. Se il post appare come un’interruzione, viene ignorato o segnalato.

Per evitare l’effetto spam, è utile chiedersi prima di pubblicare se stai aggiungendo valore o stai solo cercando traffico. Nei gruppi dove partecipi attivamente, con like e commenti ai post degli altri utenti, la condivisione è percepita come naturale. In quelli dove appari solo per inserire link, l’effetto è opposto. La continuità della presenza è parte della strategia.

Come contestualizzare un link al blog in modo efficace

Un link pubblicato da solo raramente funziona. Serve un’introduzione che spieghi perché lo stai condividendo proprio lì. Puoi partire da una domanda frequente nel gruppo o da una discussione già avviata. Il link deve essere la risposta a un’esigenza concreta, non il punto di partenza del post.

Spiega in poche righe cosa troveranno nell’articolo e perché può essere utile alla community. Evita titoli sensazionalistici o formule troppo promozionali, non esiste nessun “luogo segreto non ancora scoperto”. Puoi giocare con l’ironia, ma in genere nei gruppi funziona bene un tono diretto e trasparente, coerente con le regole interne.

Trasformare un articolo del blog in una conversazione

Un articolo può diventare un punto di partenza per il confronto. Invece di limitarti a scrivere “qui trovate la mia guida”, puoi sintetizzare un passaggio chiave e chiedere l’opinione degli altri membri. Questo stimola commenti e aumenta la visibilità del post nel gruppo.

La conversazione non deve essere forzata. Puoi chiedere esperienze alternative, aggiornamenti o suggerimenti personali. Quando il dialogo si sviluppa, l’articolo diventa parte dello scambio e non un contenuto isolato. In questo modo il traffico che arriva al blog è più consapevole e interessato.

Costruire autorevolezza nei gruppi Facebook nel tempo

Nei gruppi Facebook l’autorevolezza non si costruisce con un singolo post ben riuscito, ma è il risultato di una presenza coerente e riconoscibile nel tempo. La visibilità più solida nasce dalla fiducia, non dalla quantità di link condivisi. Quando gli altri membri associano il tuo nome a contributi utili, la percezione cambia in modo naturale.

Partecipare con continuità permette di essere identificati per una competenza specifica, una destinazione o un approccio al viaggio. Questo posizionamento è molto più efficace di qualsiasi autopromozione occasionale. Nei gruppi professionali, così come in quelli tematici, la reputazione si costruisce attraverso la qualità delle interazioni.

Dare valore e costruire reputazione senza inserire link

Intervenire nelle discussioni senza inserire subito un link è una scelta intelligente. Rispondere alle domande, raccontare la propria esperienza e offrire consigli pratici ti rende riconoscibile nel gruppo. Prima di promuovere un articolo, è importante diventare una presenza credibile all’interno del gruppo. Quando in seguito condividi un tuo contenuto, non sembri qualcuno che arriva solo per farsi pubblicità.

Dare valore significa anche rispettare gli spazi e le conversazioni già in corso. Non serve commentare tutto o essere sempre presenti. Conta la qualità degli interventi, non la quantità. Una partecipazione coerente nel tempo pesa molto più di un link pubblicato ogni tanto senza contesto.

Spesso la visibilità arriva anche senza inserire alcun collegamento al blog. Se le persone ti riconoscono come competente su una destinazione o su un tema, inizieranno a taggarti spontaneamente per chiederti approfondimenti. Questo tipo di attenzione è più lenta da costruire e avviene soprattutto nei gruppi più piccoli, ma è molto più solida rispetto a una promozione forzata.

In conclusione, i gruppi Facebook possono ancora portare traffico al blog se scelti e gestiti con attenzione. Non conta essere presenti ovunque, ma essere rilevanti nei contesti giusti e partecipare in modo coerente. Condividi nei commenti la tua esperienza e racconta quali gruppi hanno portato traffico reale al tuo blog.

Alcuni link presenti in questo articolo sono link affiliati. Questo significa che, se scegli di cliccare e completare un acquisto, Travel Blogger Italiane riceverà una piccola commissione che contribuisce a coprire i costi di hosting e dominio, senza alcun costo aggiuntivo per te. Tutte le opinioni espresse all’interno dell’articolo sono personali e appartengono esclusivamente all'autrice.

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23 commenti

Silvia The Food Traveler 13/10/2020 - 15:10

Faccio parte di pochi gruppi su Facebook non tanto per scelta ma per il semplice motivo che sono cresciuta senza social (ho una certa età) e quindi non ho l’abitudine di condividere cose su Facebook, Instagram e Twitter. Però trovo utilissimo il gruppo delle Travel Blogger Italiane perché è un luogo di scambio, dove trovare persone con interessi simili e do love chiedere consigli. Trovo che ogni persona possa imparare qualcosa dalle altre colleghe in un gruppo delle genere.

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teresa 13/10/2020 - 17:10

Sono davvero lieta di vedere che il mio gruppo è stato menzionato all’interno del tuo articolo; purtroppo, il livello di interazioni si è abbassato a causa della pandemia, come credo sia successo a tutti i gruppi di viaggio. Auguriamoci che la situazione cambi in meglio, e non solo per far riprendere il gruppo.

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valeria 13/10/2020 - 17:15

Sono presente in vari gruppi e confermo che l’interazione in molti è completamente assente.Il gruppo si riduce a una semplice vetrina e molte volte sono presi d’assalto da contenuti spam.

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Arianna 14/10/2020 - 14:23

Anche io sono presente in vari gruppi ma non sempre riesco a stare dietro a pubblicazioni varie con riscontri poi limitati, effettivamente un coinvolgimento reale nella community è la cosa migliore per creare relazioni e migliorare le proprie competenze.

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Claudia 16/10/2020 - 07:08

Purtroppo in molti gruppi di viaggio appena qualcuno chiede informazioni per mete fuori Italia inizia una serie di commenti “resta a casa ” etc. Anche io credo che interagire sia il modo migliore, rispondendo magari a chi chiede informazioni per una meta con un nostro articolo a riguardo.

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Federica Assirelli 16/10/2020 - 10:21

I gruppi di viaggio sono ormai tantissimi ed è difficile districarsi. Io sono iscritta a tanti gruppi, ma con il tempo, ho individuato quelli più attivi e cerco di partecipare attivamente. I risultati maggiori li ottengo su quelli più di nicchia. Per esempio su quelli relativi specificatamente alla Thailandia o ai borghi. Quelli generali sui viaggi sono spesso dispersivi.

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Alessandra 16/10/2020 - 13:35

Sono d’accordo: in molti gruppi non c’è nessuna partecipazione. Personalmente ricevo più riscontri quando condivido i miei post in gruppi Facebook locali perché molte persone amano leggere articoli sul luogo in cui vivono e condividerli a loro volta.

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Ilenia 16/10/2020 - 21:15

Sono in diversi di questi gruppi; ho notato anche io che le interazioni generalmente sono poche e ho sempre pensato dipendesse da un mio errore di comunicazione o altro, invece noto che il problema è generalizzato. Però è sempre un modo per farsi notare; magari alla lunga porta qualche frutto

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MARTINA BRESSAN 17/10/2020 - 12:27

Anch’io sono iscritta in vari gruppi. In alcuni sono più attiva, in altri meno ma mi sono resa conto che soprattutto in questi ultimi mesi l’interazione tra gli utenti è diminuita a causa della diminuzione generale dei viaggi. Come blogger di viaggi io solitamente non condivido i miei articoli in questi gruppi, mi dà l’impressione che possa essere ritenuto SPAM, al massimo pubblico solo le foto più belle destinazioni. Mi piacerebbe confrontarmi con altre colleghe blogger per capire se la condivisione di link in questi gruppi porti visite al blog.

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Moira 17/10/2020 - 18:10

Anche il nostro gruppo FB permette ai blogger di postare link agli articoli. L’unica cosa che chiediamo è di accompagnare il link con una breve descrizione e qualche immagine. Credo sia un buon modo per farsi conoscere. Non sono invece ammesse le condivisioni dirette da altri gruppi o pagine FB.

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Michela 17/10/2020 - 20:14

Anche io faccio parte di qualche gruppo di meta. Il mio blog è settoriale rispetto ai soliti blog di viaggio e spero un giorno di poter raccogliere qualche frutto.

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ERMINIA SANNINO 21/10/2020 - 17:23

Qualche settimana fa ero proprio alla ricerca di altre community per poter pubblicizzare un po’ il blog, ma sinceramente quelli che ho trovato non mi sono piaciuti, proprio perché, come dici tu, non c’è interazione. Servirebbe una community come quella di Zingarate che una volta funzionava anche abbastanza bene. Hanno pubblicato qualche mio articolo e distanza di tempo li hanno anche riproposti, poi è svanito tutto. Attualmente non so come funziona.

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Cla 23/10/2020 - 10:56

Non conoscevo due di questi gruppi, vado subito a iscrivermi. Consigli come sempre molto utili e interessanti, grazie!

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Marina 23/10/2020 - 13:28

Devo dire che sono carente su questo fronte: pur essendo iscritta ad alcuni dei gruppi citati, tuttavia non condivido quasi mai niente di mio e raramente commento/interagisco con contenuti altrui (a meno che non mi interessino particolarmente). Giusto nella community delle Travel Blogger Italiane sono attiva, partecipando ad alcune delle iniziative settimanali.

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Helene 23/10/2020 - 19:58

Purtroppo ora molti gruppi facebook mal accettano link al blog, anche se contestualizzati, interpretando il post unicamente come fine pubblicitario. Soprattutto quelli che potrebbero invece portare molte visite perché inerenti all’argomento del blog. Nel mio caso, che scrivo prevalentemente articoli di viaggi in camper, i gruppi da cui ricevevo più visite perché venivano richiesti itinerari, sono proprio quelli che ora non accettano più link anche se poi condividono link esterni “più famosi” senza valutare che anche quelli derivano da blog.

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paola 23/10/2020 - 20:35

Uso spesso i gruppi per promuovere il mio blog, anche se sono convinta che, in questo momento, non sia la scelta migliore. Il gruppo di Teresa Torsello è uno dei miei preferiti.

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Veronica 24/10/2020 - 11:47

Come hanno già giudiziosamente sottolineato alcune altre blogger, in questi tempi di pandemia l’interazione è ai minimi storici.

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Annalisa Trevaligie-Travelblog 24/10/2020 - 08:04

Io linko spesso gli articolo su questi gruppi e devo dire che non portano molto traffico al blog. Oppure a volte dipende dalla tematica affrontata. Comunque continuo a farlo..

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Eliana 24/10/2020 - 12:41

Anche io possiedo un gruppo legato al blog ma non l’ho creato per avere un ulteriore canale di pubblicità ma per condividere tutti insieme esperienze, viaggi, fotografie e molto altro. Devo dire che a volte è difficile coinvolgere gli utenti nonostante le numerose iniziative infrasettimanali e la’opportunità di far condividere articoli da altri blog ma sono comunque soddisfatta: durante il weekend il gruppo si anima e di ciò sono molto soddisfatta!

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Sara 25/10/2020 - 19:38

Faccio parte di alcuni gruppi facebook ma ammetto che l’interazione a volte risulta davvero difficile e soprattutto in questo periodo. Solitamente postavo i link ai miei articoli dopo una breve spiegazione a chi chiedeva info sulle destinazioni ma ora purtroppo nessuno chiede nulla sui paesi di cui tratto. Speriamo andrà meglio in futuro.

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ANTONELLA MAIOCCHI 03/11/2020 - 15:27

Io faccio parte di pochissimi gruppi su fb e sinceramente non sono molto social forse perchè non sono molto giovane… la community delle Travel blogger mi piace perché è vivace e consente di scambiare opinioni e consigli in modo sincero e disinteressato

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alessia 13/11/2020 - 14:45

Non sono iscritta a molti gruppi travel e quelli in cui sono iscritta non permettono di condividere link. Prenderò in considerazione quelli citati anche per aiutarmi con le visualizzazioni del blog che per ora scarseggiano.

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Monica 22/02/2021 - 20:59

I gruppi FB locali sono un’ottima idea, tempo addietro ho condiviso un mio articolo nel gruppo di un paese di 13.000 abitanti e in quello stesso giorno ho superato le 500 visite!

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