Da dove cominci a creare contenuti per blog e social dopo un viaggio, quando sei appena rientrata ma hai l’impressione che una parte di te non sia mai atterrata davvero?
Ti senti addosso una strana sensazione di sfasamento: il corpo è a casa, ma la mente ancora no.
È come se qualcuno l’avesse trattenuta al gate dell’aeroporto perché non si trova la carta d’imbarco e bisogna rovistare un’ultima volta nello zaino.
Nel frattempo però, lo smartphone è rovente: le foto e i video sono centinaia, per non parlare degli appunti sparsi nelle note, mescolati a screenshot di messaggi e commenti ricevuti dai follower.
Ed è proprio lì, tra l’immagine di un tramonto e le riprese veloci dal finestrino di un treno, che s’insinuano loro: le aspettative.
Le tue, perché ti sembra che ogni dettaglio meriti un post, ma anche quelle di chi ti segue, che ha salvato le stories in attesa che tu sveli il resto.
Il rischio, a questo punto, è provare a raccontare tutto subito: montare un reel tanto per riempire il feed Instagram, pubblicare un carosello con dieci foto perché non sai quali scegliere, rispondere ai DM promettendo link che poi non trovi più.
Se vai avanti così, a fine giornata ti ritrovi nel più classico paradosso da rientro: la lavatrice gira, ma la valigia è ancora aperta e il mucchio di panni da piegare non accenna a diminuire.
Hai fatto tanto, ma non hai ancora rimesso in ordine: hai solo consumato energie proprio quando ne hai meno.
Indice dei contenuti
Creare contenuti dopo un viaggio: quando il rientro diventa parte del racconto
La buona notizia è che un modo semplice e sostenibile per costruire contenuti dopo un viaggio, senza trasformare l’atterraggio in una maratona, esiste.
Il rientro è il momento in cui non ti limiti a scaricare i bagagli: è ora di iniziare a sistemare e decidere cosa finisce sui social e cosa invece, trova posto sul blog.
Nella puntata precedente di Reel on the Road, abbiamo osservato cosa succede quando il racconto è sul campo: si accende la curiosità, le persone interagiscono e spesso atterrano sul tuo blog per approfondire.
Questa volta dunque, ci soffermiamo sul passaggio successivo: come si fa a non disperdere l’attenzione ricevuta durante la narrazione in tempo reale, dopo il rientro a casa?
E in che modo trasformare il materiale accumulato e le domande ricevute dai follower in contenuti per il blog e i social?
Per rispondere, ho pensato di intervistare alcune componenti della community Travel Blogger Italiane appena rientrate dal fam trip in Vietnam.
D’altronde sono loro che, in queste settimane, si sono accomodate in cabina di regia per dare una nuova forma al viaggio.

Ho fatto qualche domanda per capire quale momento hanno scelto di condividere per primo con lettori e follower, perché proprio quello, e come pensano di farlo rivivere tra blog e social.
Le loro scelte mi hanno dato materiale prezioso per costruire una mini-scaletta di regia, pensata per il dopo viaggio: pochi passaggi chiari per capire da dove iniziare, cosa pubblicare prima e come far dialogare blog e social senza ripetersi.
Ripartire dopo il viaggio con metodo: scegli un momento, fatti una domanda, crea due contenuti
Per prima cosa, individua un solo momento in particolare da cui partire, scegliendo l’episodio che ti è rimasto più addosso, oppure quello che ha generato più domande.
Sui social quel momento funziona come un trailer, un breve estratto che fa venire voglia di saperne di più e stimola conversazioni. Sul blog, invece, diventa l’episodio completo.
In un articolo puoi riprendere quella scena e darle una struttura: ricostruire dove eri e perché ci sei arrivata, inserire i dettagli che sui social non trovano spazio (tempistiche, errori da evitare), rispondere alle domande dei follower.
E, collegando il nuovo contenuto ad altri approfondimenti già presenti, chi arriva dopo averti seguita sul campo trova la strada già spianata per continuare a esplorare il blog.
Svuota la valigia: crea un unico contenitore per il racconto del viaggio
Il primo passo dunque, non è decidere cosa postare, ma fare spazio.
Ti bastano 15 minuti per creare un contenitore unico del viaggio e smettere di rincorrere pezzi sparsi tra rullino foto, note e DM.
Una cartella sullo smartphone o su Drive con il nome del viaggio (es. Vietnam-FamTrip-2026) andrà benissimo.
Al suo interno, prepara due sottocartelle (es. Foto/Video e Screenshot/DM), quindi apri le note e crea una pagina dedicata solo a quell’esperienza (puoi chiamarla Appunti Vietnam-brutta copia).
Non preoccuparti di scrivere bene, ti basta raccogliere parole chiave, luoghi, prezzi, imprevisti, nomi e tutto quello che non vuoi perdere.
Per non ritrovarti con appunti in ordine sparso, puoi dividere la nota in quattro quadranti e inserire man mano, tutto il materiale che recuperi:
- Momenti (le scene da ricordare e le esperienze che ti sono rimaste addosso).
- Messaggi (DM, commenti, curiosità della community).
- Dettagli pratici (tempi, costi, spostamenti, errori da evitare).
- Link utili (hotel, tour, mappe, risorse).
Salva anche le domande di follower, curiosi, colleghe blogger. Puoi fare screenshot oppure copiare e incollare ogni interrogativo nella nota.
Scegli la scena chiave: il punto di partenza per il tuo racconto di viaggio sul blog e sui social
Ora che hai svuotato la valigia e il suo contenuto è lì, davanti ai tuoi occhi, è il momento di scegliere una scena chiave: quell’unico episodio da cui può partire il resto della storia.
Non pensare necessariamente all’esperienza più instagrammabile, chiediti piuttosto qual è l’aneddoto che ti torna in mente più spesso, oppure lo spunto che ha acceso più domande.
Cristina Lamandini di Vidoiltiro ad esempio, al rientro dal fam trip ha scelto di condividere con i lettori le sue prime impressioni sul Vietnam, mettendo nero su bianco ciò che l’ha colpita nel profondo.
Alcune scene chiave inoltre, possono nascere da piccole disavventure finite bene oppure da dritte e consigli pratici, che potrebbero semplificare la vita di chi dopo di te, vorrà replicare la stessa esperienza.
Lo sa bene Marina Lo Blundo, che sul suo blog Maraina in viaggio ha fatto il punto su tutto quello che c’è da sapere prima di partire per il Vietnam ed evitare così, di incappare in spiacevoli sorprese.
La domanda guida: quella bussola che ti impedisce di divagare
Una scena chiave però non basta, se non sai dove portarla.
È come un bivio completamente privo di indicazioni: potrebbe condurti dappertutto oppure farti girare a vuoto.
Quello che ti serve dunque, è una domanda guida, che funzioni un po’ come un cartello stradale, un segnale in grado di indicarti la direzione.
Paola Bertoni di Paola in viaggio ha deciso di raccontare il suo Vietnam attraverso il cibo, con una vera e propria guida digitale, che risponde alla domanda: cosa mangiare in Vietnam? e propone un confronto tra streed food e ristoranti stellati.
Per individuare la tua domanda guida, potresti provare a chiederti: che cosa deve portarsi a casa chi legge il mio blog o guarda i miei contenuti social?
Formulala nel modo più semplice possibile, come se dovessi realmente rispondere ad una di quelle persone che ti ha scritto quando eri in viaggio.
Se quando la leggi, ti sembra spontanea, allora può diventare anche la struttura portante di un contenuto.
Ecco qualche esempio che potrebbe fare al caso tuo:
- Come si fa a gestire un itinerario a più tappe senza impazzire?
- Quanto tempo serve davvero per vivere quell’esperienza e come scegliere l’opzione migliore?
- Cosa avrei voluto sapere prima di prenotare questo hotel?
- Quali errori evitare nella scelta del transfer?
- Ne vale la pena? A chi lo consiglio (e a chi lo sconsiglio)?
Una volta che hai individuato la domanda guida, sei pronta a scegliere la strada, a definire cioè che cosa mostrerai sui social e cosa approfondirai sul blog.
Dalla scena chiave ai contenuti: come far dialogare social e blog
Il modo più semplice per far dialogare blog e social è pensarli come momenti diversi della stessa sequenza: apri l’argomento sui social con un gancio che cattura l’attenzione, sviluppa la risposta sul blog e infine torna sui social per un rilancio mirato.
Questo terzo passaggio spesso viene saltato o dato per scontato, ma in realtà chi ti segue sui social non vede automaticamente che hai pubblicato un nuovo articolo (potrebbe anche non scoprirlo mai).
Il rilancio serve dunque a far emergere il nuovo contenuto sul blog, prendendo un solo spunto utile dall’approfondimento (es. un errore da evitare, una breve lista di consigli, la risposta secca a un commento) e indicando con chiarezza dove trovare l’argomentazione completa.
Ecco tre microsequenze che puoi utilizzare fin da subito:
- Story in treno / durante uno spostamento Quiz per incuriosire e catturare l’attenzione → Articolo sul blog Come spostarsi: tempi, costi, cosa evitare → Carosello 3 errori che ti fanno perdere tempo negli spostamenti.
- Reel street food I 5 cibi di strada da assaggiare in viaggio → Guida sul blog Cosa e dove mangiare: piatti e ristoranti da non perdere → Stories Q&A riprendendo le domande più frequenti (ad es. è adatto a vegetariani? oppure: accettano prenotazioni?)
- Foto quartiere/hotel/colazione → Blog post Dove dormire: quartieri e strutture per tutte le tasche → Reel Pro e contro in 30 secondi (per chi deve decidere in fretta)
Non devi per forza cimentarti in tutte le combinazioni. La cosa più importante è gestire bene il passaggio tra social e blog, in modo che chi ti segue sappia sempre dove andare per trovare la risposta completa.
Annalisa Spinosa, autrice del blog Trevaligie, ha scelto di raccontare la sua esperienza in Vietnam a partire dalla notte trascorsa nell’homestay a Ha Giang.
Se sui social ha condiviso una foto ed una breve riflessione, sul blog ha invece raccontato senza filtri il dietro le quinte di quell’esperienza che l’ha fatta uscire dalla sua comfort zone.
Marina Fiorenti di Travelling Petsitter invece, è rimasta talmente incantata dalle lanterne colorate di Hoi An, da renderle protagoniste di un Reel Instagram ed inserirle nell’articolo dedicato alla città vietnamita, pubblicato sul suo blog.
Le domande della community: il materiale più prezioso ma spesso sottovalutato
Domande, commenti, risposte alle stories e DM, spesso sono sottovalutati, ma in realtà svolgono un ruolo fondamentale in questo processo.
Ti dicono esattamente qual è l’aspetto o l’ambito specifico su cui, chi ti segue, ha bisogno di maggior chiarezza.
Non aver fretta di rispondere subito, ma poni domande a tua volta, in modo da capire qual è il reale bisogno che si nasconde dietro quel quesito e disporre di più materiale per i tuoi contenuti.

Se una domanda torna più e più volte inoltre, potrebbe essere il caso di dedicarle un articolo sul blog.
A proposito, verifica sempre se la risposta esiste già, magari all’interno di un post meno recente.
Se così fosse, sarebbe un peccato disperdere il lavoro già fatto. Invece di ripartire da zero, potresti riprendere quell’articolo, sistemare i link, verificare le informazioni e poi rilanciarlo sui social come aggiornamento.
Ricorda che quando metti ordine in un contenuto e lo rendi davvero chiaro, non stai mai solo rispondendo alla community, ma evitando che informazioni confuse o incomplete ti facciano perdere delle opportunità.
Purtroppo è una dinamica che ho visto spesso, anche nella comunicazione delle strutture ricettive. Ne parlo in modo approfondito nell’articolo: Perché la comunicazione di un hotel che non funziona fa perdere prenotazioni.
Prima di decidere cosa pubblicare: accomodati in cabina di regia
Quando torni a casa con il telefono pieno e la testa ancora in viaggio, la tentazione di raccontare tutto subito è forte.
Il rientro tuttavia, come abbiamo visto in questo nuovo appuntamento della rubrica, è il momento in cui sedersi in cabina di regia.
Prendi una scena chiave, individua una domanda guida, decidi cosa accende la curiosità sui social e cosa merita l’approfondimento sul blog.
Tieni sempre a mente che stai costruendo un percorso: guardati dentro, prenditi del tempo per sedimentare le emozioni vissute e far risuonare domande, messaggi, riflessioni.
La prossima volta che torni da un viaggio, invece di chiederti da dove cominciare, prova a domandarti: Qual è la scena che mi è rimasta addosso e quale domanda guida mi aiuta a trasformarla in un contenuto utile?
