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Sabina Frauzel del blog The Swinging Mom

Sabina di The Swinging Mom

di Paola Bertoni

Sabina Frauzel è la voce di The Swinging Mom, un blog che racconta con autenticità la vita e i viaggi di una famiglia numerosa. Mamma di quattro figli, ha trasformato la sua quotidianità in una fonte d’ispirazione per chi desidera esplorare il mondo con bambini di età diverse, senza rinunciare al piacere della scoperta. Nel suo blog condivide come riesce a conciliare l’organizzazione familiare con la curiosità per nuove esperienze, offrendo consigli pratici e uno sguardo autentico sul viaggio vissuto come un’avventura da condividere insieme. In questa intervista ci racconta invece il dietro le quinte dei suoi viaggi.

Se il tuo passaporto potesse parlare, quale sarebbe la sua storia più divertente?

Ne ho due che sono spaventose e divertenti allo stesso modo e che, mentre le vivevo, mi ripetevo: “questa la racconterò ai nipoti”.

In treno notturno in Russia

La prima, da ragazzi con il mio allora fidanzato e attuale marito, eravamo andati in treno da Mosca a San Pietroburgo con il treno notturno. Al ritorno abbiamo perso il treno che è partito proprio mentre correvamo al binario e che abbiamo inseguito urlando alla capotreno di fermarsi (inutilmente, ovvio).

In qualche modo mio padre è riuscito a farci salire tutti e tre sul treno successivo ma senza rifare i biglietti, solo grazie a dei tizi dall’aspetto poco raccomandabile, contrattando con loro in russo con toni animati, immaginatevi la nostra ansia anche perché non capivamo assolutamente nulla.

Io e consorte, nel sistemarci nei nostri posti nel vagone eravamo così spaventati che qualcuno ci sbattesse fuori nella tundra in piena notte che non abbiamo quasi chiuso occhio. Ci siamo appisolati quasi all’alba e poco dopo ci siamo svegliati allo sferragliare del carrello della colazione: ci hanno servito con tanto di sorrisi il tè caldo e alla fine siamo arrivati a Mosca sani e salvi.

Sabina Frauzel del blog The Swinging Mom
Sabina Frauzel del blog The Swinging Mom

Bungalow poco raccomandabili in Thailandia

La seconda volta, mio padre aveva prenotato per noi un bungalow nel pieno del parco nazionale di Khao Sok in Tailandia. Stavolta eravamo lui e la moglie in seconde nozze con il loro cane in un alloggio e io, mio marito e il nostro primogenito di allora meno di due anni in un altro, adiacente il loro.

Arriviamo, dopo che peraltro il navigatore ci aveva completamente abbandonati e siamo andati “a tentoni” e, sfiniti, entriamo ma scopriamo subito che la luce non andava, idem l’acqua calda. Piuttosto sconfortati decidiamo comunque di buttarci a dormire e rimandare alla mattina successiva i problemi da segnalare in reception, molto distante.

Dopo poco però, mi risveglio con un simpaticissimo formicolio: eravamo pieni di formiche che ci camminavano ovunque! A qul punto, in preda al panico ci rifugiamo in macchina e nel contempo sentiamo urla e caos anche nell’altro bungalow. La mattina dopo, a colazione, mio padre ci racconta che il cane aveva fiutato qualcosa e aveva iniziato ad abbaiare: era un “bellissimo” scorpione.

La signora del ristorante ci porta il nostro vassoio di lassi al mango e sente la conversazione (parlavamo in inglese) e ci chiede candidamente come fosse lo scorpione. Mio padre glielo descrive e lei: “ah sì, quello mortale”. Non so ancora se scherzasse o fosse seria, fatto sta che la notte successiva siamo andati in un altro posto per dormire!

In quale città o paese ti sentiresti subito “a casa” anche senza mai esserci stata prima?

Ho un’attrazione naturale per i luoghi sull’oceano che mi rimandano alla mia infanzia canadese, quando andavamo per piccoli villaggi e paesi sulla costa est del Paese e ci fermavamo su distese immense di sabbia dove giocare. Infatti mi è successo di sentirmi molto “a casa” in diverse mete “gaeliche” anche in Europa.

Sabina Frauzel del blog The Swinging Mom
Sabina Frauzel del blog The Swinging Mom

Hai una colonna sonora o una canzone che associ sempre ai tuoi viaggi?

Rotolando verso sud e I’m Yours per tutti i posti al caldo, specie latini/mediterranei. Enya per i succitati viaggi in terre gaeliche ma sono troppe e variano appunto a seconda del feeling/mood del viaggio. Mi piace comunque ascoltare musica con un tocco di folk locale.

Qual è il piatto più strano o sorprendente che hai assaggiato in viaggio?

Diversi piatti russi (storione, pel’meni giusto per citare i primi due), la salsa di ostriche thailandese. Un aneddoto divertente è che il mio figlio più piccolo è estremamente daring sul cibo e adora assaggiare i piatti dei posti dove andiamo. Si è innamorato, ad esempio, dei frutti di mare in Francia (ha mangiato di gusto persino le lumache a tre anni!). La seconda volta che siamo tornati in Francia del Nord, ci ha letteralmente ossessionati per mangiare un piattone delle sue adorate cozze!

Se dovessi scegliere un compagno di viaggio famoso (reale o immaginario), chi sarebbe e perché?

Sceglierei Hans Christian Andersen, perché era un viaggiatore dell’anima prima ancora che del mondo. Sapeva trovare la magia nei dettagli, nei volti, nei gesti quotidiani. Credo che viaggiare accanto a lui significhi imparare a guardare ogni luogo come una fiaba che parla anche di noi. Quando ero ragazza ho letto il suo Il bazar di un poeta e mi aveva commossa per la sua sensibilità.

Se queste storie di viaggio ti hanno incuriosita, non perdere gli articoli di Sabina per Travel Blogger Italiane e lascia un commento su quale avventura vorresti pubblicasse la prossima volta.

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