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Torino: una città regale, in tutti i sensi!

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Città metropolitana con una storia bimillenaria, Torino è regale perché dal XI secolo fu la sede dei Savoia e dal 1720 divenne capitale del Regno di Sardegna fino all’unificazione, quando fu designata prima capitale del Regno  d’Italia. Scopriremo insieme anche perché sensazionale: un itinerario che saprà sicuramente appagare tutti i sensi, compreso il sesto; non a caso Torino è conosciuta come la città magica.

Aguzzate la vista, per ammirare l’architettura!

Camminando con gli occhi all’insù, si rimane sicuramente sorpresi di come le grandi architetture del passato convivano meravigliosamente con quelle del presente. Dagli impianti realizzati in occasione dei XX Giochi Olimpici 2006, alle più recenti strutture come Porta Susa, il grattacielo Intesa San Paolo, il nuovo mercato coperto di Porta Palazzo o il Campus Luigi Einaudi numerose sono le costruzioni che stanno dando un nuovo fascino architettonico a una città sempre più cosmopolita e che per molti anni era stata un po’ trascurata.

Torino del resto è sempre stata famosa per il suo stile barocco piemontese. Con palazzi e chiese che nulla hanno da invidiare ad altre famose capitali, mostra tutta la sua regalità a partire da piazza Castello, con Palazzo Madama e Palazzo Reale. Da qui è possibile contemplare la seicentesca Cappella del Guarini del duomo, illuminata e finalmente riaperta al pubblico dopo ben ventidue anni di restauri, in seguito al tragico incendio che la distrusse la notte tra l’11 e 12 aprile del 1997. E ancora meritano una visita la Chiesa di San Lorenzo e il Santuario della Consolata, veri gioielli dell’arte sacra.

Proseguendo per via Roma, in netto stile neoclassico, si giunge a una elegante e più barocca piazza San Carlo. Strada facendo e sgattaiolando per via Principe Amedeo merita dare uno sguardo a Palazzo Carignano, sede del parlamento subalpino e del primo parlamento italiano dopo l’unità nazionale. Alla fine di via Roma si staglia nel cielo Porta Nuova, anch’essa reduce da una profonda pulizia che le ha ridonato colore e tanta bellezza. Spostandosi dal centro in zona Crocetta è tutto un susseguirsi di palazzi in stile liberty. Meglio non camminare troppo in fretta, perché dietro le cancellate d’ingresso si scorgono meravigliosi giardini e cortili che lasciano davvero incantati.

Affinate l’udito, per ascoltare la musica!

Sicuramente Torino è una città molto trafficata, dove oramai il rumore delle automobili sovrasta quello delle persone.  Eppure, ci sono luoghi in cui è ancora possibile immergersi nel silenzio e ascoltare la natura: tra questi, il parco del Valentino che se attraversato a piedi o in bicicletta lungi i viali alberati che costeggiano il Po regala momenti di vero relax.

Altro piacevole invito è quello di trascorrere una serata all’Auditorium Rai Arturo Toscanini, che ospita regolari stagioni sinfoniche ed eventi concertistici di alto livello. Nato come Regio Ippodromo Vittorio Emanuele II, dal 1952 è la sede dell’Orchestra RAI di Torino e dal 1994 dell’unificata Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. La nascita della RAI è anch’essa legata a un regio decreto che affidava allo Stato l’esclusiva sulle trasmissioni radiofoniche da esercitare tramite
società concessionarie; è così che il 27 agosto 1924 nacque, a Torino, l’Unione Radiofonica Italiana (URI), divenuta poi RAI.

Per gli amanti della musica classica vale la pena ascoltare almeno una delle opere in rassegna al Teatro Regio, per una elegante e suggestiva serata. Il Regio – come si suole abbreviare amichevolmente – è il teatro lirico della città, nonché uno dei più grandi e importanti d’Italia e addirittura tra i più rilevanti a livello europeo e internazionale. Fu costruito nel 1740 e ricostruito nel 1973 dopo essere stato distrutto da un incendio nel 1936; dell’originale ne resta la facciata esterna che dal 1997 è divenuta parte del sito UNESCO Residenze Sabaude iscritto alla lista del Patrimonio dell’Umanità.

Per chi, invece, non fosse amante della musica classica, c’è sempre l’imbarazzo della scelta con i numerosi concerti organizzati nei locali come Hiroshima Mon Amour, Spazio 211, OGR Eventi, Teatro Nuovo, Jazz Club Torino, Lingotto Fiere giusto per citare i più famosi.

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Il fiume Po visto dal parco del Valentino

Tatto… al tatto, per toccare la storia

Toccare con mano la storia a Torino è facile. Alle spalle di piazza Castello, oltrepassato il Duomo San Giovanni Battista, principale luogo di culto cattolico di Torino e cattedrale dell’arcidiocesi di Torino, si arriva alla Porta Palatina (in piemontese Pòrta Palatin-a o Tor Roman-e), più comunemente citata al plurale, anche se errato. Anticamente era la Porta Principalis Dextera che consentiva l’accesso da settentrione alla Augusta Taurinorum, la civitas romana. La Porta Palatina rappresenta la principale testimonianza archeologica dell’epoca romana della città, nonché una delle porte urbiche del I secolo a.C. meglio conservate al mondo. Insieme all’antico teatro posto a poca distanza, forma l’area del Parco Archeologico inaugurato nel 2006. Anche se ho sempre vissuto a Torino, camminare attraverso la Porta Palatina e toccare quelle mura millenarie mi fa comunque un certo effetto, pensando a quante persone e a quante storie ci siano
passate. A ogni modo, una visita merita anche il duomo, edificato alla fine del XV secolo, è l’unico edificio religioso in stile rinascimentale della città che dal 1578 ospita la Sacra Sindone.

Ma la storia di Torino si tocca anche attraverso i freddi e umidi muri dei suoi numerosi passaggi sotterranei della Cittadella, meglio conosciuti come le gallerie di Pietro Micca, l’eroe studiato sui banchi di scuola che morì facendo crollare la galleria con un esplosivo per non far raggiungere le truppe francesi all’interno della cittadella. Altra occasione per toccare la storia è recarsi al caratteristico mercato del Balon, dove è possibile trovare antiquariato (anche di pregio), rigatteria, artigianato etnico, oggetti vintage e molto altro; si svolge da metà del secolo XIX e si snoda tra le vie di Borgo Dora, Cottolengo, Lanino, Mameli, salita del Maglio che da piazza della Repubblica scendono fino alla Dora.

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Vista panoramica del Parco Archeologico e della Porta Palatina

Potenziate l’olfatto, per sentire tutti i profumi!

Un po’ fuori dal capoluogo, andando a nord verso Settimo Torinese, l’aria inizia a emanare un aroma inconfondibile: è quello intenso e tipico del caffè tostato. Chi non conosce Lavazza? Inutile dire che Torino è per antonomasia la città del caffè: qui, infatti, è nata nel 1884 anche la prima macchina espresso, opera dell’ingegno di Angelo Moriondo.

La tradizione del caffè a Torino è radicata addirittura dal 1700, dove i locali erano luogo di incontro e teatro di importanti dibattiti culturali, spesso occasioni di animate discussioni politiche di cui molte di queste avranno sicuramente contribuito a cambiare il corso della storia d’Italia. Passeggiando per le vie centrali avrete modo di passare davanti ad almeno uno dei sette caffè storici ancora attivi e rimasti pressoché immutati nel corso degli anni.

Si contraddistinguono subito per le loro insegne, dai caratteri tipografici dorati e ben marcati; dalle vetrine allestite con velluti e rasi colorati per esaltare i prodotti di manifattura artigianale, o all’interno per i lussuosi salotti con tessuti che vi riportano a un’eleganza senza tempo. Il luccichio delle luci dei grandi lampadari che si riflettono negli antichi specchi e che si moltiplicano quasi come in un caleidoscopio, vi affascineranno come essere sul set di un film, così anche le tappezzerie e i raffinati servizi di porcellana tutt’ora in uso.  Qui l’aroma del caffè si mescola con quello del cioccolato, altra prerogativa piemontese, con quello della piccola pasticceria subalpina.

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Il Caffè Platti, uno dei caffè storici di Torino

Risvegliate le papille per gustare dolci specialità

Alcune specialità della piccola pasticceria subalpina sono oramai diventate anche di produzione industriale e famose in tutta Italia, per non dire addirittura in tutto il mondo, come: gli amaretti, i savoiardi, le bignole, i marron glacés, i baci di dama e le meringhe. Altri dolci, invece, restano più nell’ambito delle prelibatezze locali come gli anisini, i brut e bön, i
biscotti della duchessa, i canestrelli, i nocciolini, i torcetti, gli umbertini; senza contare tutti i dolcetti a base di cioccolato come i giandujot, le praline, le nugatine e i cri cri. Niente di meglio per concludere la vostra passeggiata pomeridiana, e la rassegna delle specialità dolci torinesi, un assaggio del bicerin o aperitivi tipicamente torinesi come il Vermuth Carpano.

A proposito di Carpano, al primo piano di Eataly Torino è accessibile un percorso museale per rivivere i tratti salienti della storia e della produzione di questo pregiatissimo e amatissimo vermuth. L’esposizione vanta numerosi oggetti ritrovati nell’antico stabilimento e curiose testimonianze del suo consumo dall’Ottocento a oggi. Nato nell’oramai lontano 2007, situato di fronte al centro polifunzionale di Lingotto, Eataly di Torino è stato il primo punto vendita che, in modo innovativo, ha esposto e proposto il meglio delle produzioni artigianali dando contestualmente visibilità alle specialità regionali e locali di tutta Italia.

Non mancano di certo a Torino ristoranti e locali caratteristici dove assaporare una buona cucina piemontese; ma il mio suggerimento è quello di inoltrarvi in alcune vie secondarie e riscoprire il piacere conviviale delle vecchie piole. Dal nome piuttosto sconosciuto al resto degli italiani, a Torino tutti sanno cos’è ‘na piola; giusto per dare un’idea potrebbe essere il sinonimo di vineria, trattoria o osteria per dirla alla toscana. Sono piccoli locali tipici della tradizione piemontese e torinese dove innanzi tutto si va per bere in compagnia un buon bicchiere di vino, spesso accompagnato da un tagliere di salumi e formaggi che, insieme, prendono il nome di merenda sinoira.

merenda sinoira torino

Un tagliere di salumi a formaggi a Torino

Mistero e sesto senso per una notte esoterica!

Concludiamo l’itinerario con l’aspetto enigmatico, con la città magica o città del diavolo, appellativi di una Torino che riesce a incuriosire e appagare anche il vostro senso per l’ignoto. Tra curiosità, bufale e qualche verità sono molti i monumenti che riportano simboli esoterici, quasi a evocare misteriose energie. Il mio consiglio è di lasciarvi guidare dai numerosi professionisti che negli ultimi anni hanno confezionato sorprendenti tour per inquietarvi e divertirvi allo stesso tempo. Buon divertimento!

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Katja 21/06/2019 - 09:10

Devo dire che Torino mi ha fatto una bella impressione e mi sono trovata molto bene lo scorso mese durante la mia visita. Peccato la mancanza di tempo: ho ancora troppe cose da vedere e da fare! In primis, una visita guidata al Teatro Reggio di cui mi hai parlato tanto, Consolata!

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