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Interno del museo archeologico d'Abruzzo

Cosa vedere al Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo

5 commenti

L’Abruzzo è una delle regioni meno valutate della nostra bella Italia. La bellezza del Parco Nazionale della Majella e degli altopiani d’Abruzzo è innegabile. Non a caso, tra i più gettonati viaggi in treno storico in Italia spicca la tratta della Transiberiana. Questa regione ha molto da offrire, spazia dai rilievi montuosi alla costa, dall’arte alla storia e custodisce gioielli nascosti di grande valore nei suoi musei. Ne è un esempio il Museo archeologico nazionale d’Abruzzo, che per gli amanti del turismo culturale e per chi visita le terre chietine diventa una tappa imperdibile.

Il Museo archeologico nazionale d’Abruzzo si trova a Chieti all’interno di Villa Frigerj.

A pochi passi dal centro, il museo sorge su di una piccola altura che sovrasta la città e regala panorami bellissimi. L’edificio, una villa di grande prestigio, in stile neoclassico fu fatto costruire da Enrico Riccio per volere del barone Ferrante Frigerj da cui ha preso il nome. Nel corso degli anni fu donato prima alla città per farne un istituto scolastico e solo dopo la seconda guerra mondiale fu trasformato in museo. Dopo alcuni restauri è diventato poi il Museo archeologico nazionale d’Abruzzo com’è oggi.

Cosa vedere al Museo archeologico nazionale d’Abruzzo

Al Museo è possibile ripercorrere la storia d’Abruzzo dall’età del bronzo a quella imperiale grazie ai reperti ben suddivisi e organizzati su due piani. Le sezioni comprendono suppellettili e manufatti dell’epoca dei Vestini, dei Peligni, dei Marrucini e dei Carricini. Non mancano poi le sezioni dedicate ai Sabini, ai Frentani, agli Equi e ai Marsi. Insomma, una fetta di storia importante della storia d’Abruzzo.

Piano terra

Il piano terra accoglie i visitatori con una grande sala in cui grandi statue romane si alternano a suppellettili di vario genere. Le collezioni principali che caratterizzano questo piano del museo sono due.

La prima, la Collezione Pansa, raccoglie i gioielli, i bronzi e gli oggetti di uso quotidiano. Fu allestita grazie alla donazione di una collezione privata del noto avvocato Giovanni Pansa. A lui è infatti dedicata la parte del museo in cui pettini, vasi e gioielli la fanno da padrone.

La seconda invece, la Collezione Numismatica, è costituita invece da più di 15.000 monete appartenenti a varie epoche storiche. Il numero elevato di reperti ha permesso di ricostruire la situazione economica finanziaria del territorio durante le varie epoche storiche, bizantina, longobarda, normanna, aragonese e così via. Al momento, la moneta più antica presente nella sala risale al IV secolo a.C. mentre la più recente risale al XIX secolo a.C.

Statue nel museo archeologico nazionale d'Abruzzo
Nella sala al piano terra sono conservate le statue romane e diversi suppellettili

Primo piano

Al primo piano, invece, sono i corredi funerari a colpire immediatamente ma non mancano armi, vasi e calici a riempire le stanze. Di grande importanza anche i ritrovamenti dei resti biologici che hanno permesso, dopo attenti studi, di risalire ad esempio all’alimentazione, tasso di morte e stato di salute di quell’epoca. Studi che hanno quindi evidenziato le caratteristiche principali degli abitanti d’Abruzzo di un tempo.

Il Guerriero di Capestrano

Dal 2011 fa parte del Museo archeologico nazionale d’Abruzzo anche il Guerriero di Capestrano. La statua del guerriero ha davvero qualcosa di incredibile. Ritrovato quasi per sbaglio durante gli scavi della necropoli ai piedi del Borgo di Capestrano, è diventato oggi icona d’Abruzzo. La statua raffigura un guerriero con armatura che porta un copricapo decisamente ampio. Le spalle imponenti e l’altezza rendono la statua incredibilmente imponente e al tempo stesso realistica.

Il guerriero di Capestrano conservato nel Museo archeologico nazionale d’Abruzzo

Ai piedi della statua, sul pilastro sinistro che la sorregge, una scritta incisa verticalmente potrebbe svelare la vera identità del guerriero. La scritta, che va letta dal basso verso l’alto, recita: “me bella immagine fece Anini per il re Nevio Pompuledio”. Per molti la scritta svela sia il nome del guerriero che dell’artista. Per altri invece non c’è ancora nulla di certo.

Sono dubbi che rendono ancora più affascinante la storia d’Abruzzo.

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5 commenti

Helene 06/06/2020 - 16:30

L’Abruzzo è una regione che mi manca e sicuramente mi segnerò questa tappa per quando andrò; i musei archeologici sono sempre uno spaccato della storia della zona, e credo imperdibili.

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Teresa Torsello 09/06/2020 - 09:07

Sai che non conoscevo l’esistenza di questo museo? Sembra davvero molto interessante; la prossima volta che mi trovo da quelle parti mi ritaglierò una mezza giornata per visitarlo!

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Ilenia 12/06/2020 - 11:33

Conosco questo museo ma non sono mai riuscita a visitarlo; mi sono sempre chiesta se valesse la pena e ora mi sembra proprio di sì. Molto interessante; se riesco ci faccio un salto durante l’estate

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ANTONELLA MAIOCCHI 12/06/2020 - 12:02

E’ una regione che conosco poco l’Abruzzo e ogni volta che ne leggo mi rendo conto che ha un patrimonio ricchissimo. Mi piace molto la statua del guerriero con il grande cappello, sembra più un copricapo da contadino… resterà sempre l’enigma della sua vera identità

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Alessandra 12/06/2020 - 12:58

Amo moltissimo l’Abruzzo e l’ho girato abbastanza, ma non ho ancora avuto modo di visitare questo museo. La statua del guerriero ricordo di averla vista su un libro d’arte a scuola! Molto interessante!

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