Home Turismo culturale Appuntamento con la bellezza con l’Art Hotel Atelier sul Mare e Fiumara d’Arte a Tusa
Art Hotel Atelier sul Mare di Tusa, foto Benedetta Manganaro

Appuntamento con la bellezza con l’Art Hotel Atelier sul Mare e Fiumara d’Arte a Tusa

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Lo scenario è quello di Castel di Tusa, in provincia di Messina, un piccolo borgo nei pressi della ben più nota Cefalù e del suo splendido duomo. Affacciato sul mare cristallino di Sicilia ed abbracciato dai monti Nebrodi, l’Art Hotel Atelier sul Mare è un albergo museo all’interno del quale la metà delle camere è stata realizzata da artisti di fama internazionale. Ognuna di queste camere racchiude un’opera d’arte, è in realtà un’opera d’arte che il visitatore non si limiterà ad osservare ma potrà vivere ed in qualche modo fare sua.

Vivere l’arte in un museo vivo e contenitore d’arte contemporanea

Il viaggio all’Art Hotel Atelier sul Mare inizia già all’ingresso, con la Nike di Maria Villano che sostiene il portico e dalla hall, interamente foderata di carta stampata, racconto nel racconto di quanto è stato detto su questo sito e del progetto di cui fa parte. Artefice di questa realtà unica è Antonio Presti, mecenate, visionario, appassionato di bellezza, che invita poeti ed artisti a realizzare le singole camere. Di anno in anno le camere d’arte crescono e si rinnovano, mostre ed eventi trasformano l’Atelier sul Mare in un incubatore di talenti, esperienze, emozione.

Poesia profusa a piene mani nella Stanza del Profeta. Omaggio a Pier Paolo Pasolini di Dario Bellezza, Adele Cambria e dallo stesso Presti. Vi si entra da una porta che non si apre ma si abbatte, su cui sono stati trascritti alcuni versi di Pasolini. “Calpestando” la scrittura e dopo aver superato un lungo corridoio si accede ad un secondo ambiente, un’abitazione primordiale di paglia e di fango, la stanza yemenita ispirata a Il fiore delle Mille e una Notte.

La Torre di Sigismondo, stanza-torre dell’artista cineasta Raoul Rumiz, ispirata alla pazzia di Astolfo, personaggio della Chanson de Roland, si presenta come uno spazio angusto, una torre, appunto, dalle pareti nere e nude, il cui spazio è quasi interamente occupato da un grande letto tondo. Ma è ancora una volta la bellezza e il sogno ad avere la meglio quando, azionato un ingranaggio, il soffitto si apre completamente, lasciando che il cielo e le stelle invadano l’intera stanza.

Sogni tra Segni di Renato Curcio, dedica il suo spazio alla potenza del segno, dal simbolo alla parola, dai graffiti rupestri alla scrittura moderna e al graffitismo metropolitano. Una stanza che, come un foglio immaginario, è un’infinita pagina scritta sul valore della parola, capace di ingabbiare l’uomo così come di liberarlo da ogni vincolo o codice.

Art Hotel Atelier sul Mare di Tusa, foto Benedetta Manganaro

Particolare di una stanza dell’Art Hotel Atelier sul Mare di Tusa, foto Benedetta Manganaro

Ancora bellezza, ancora poesia: tre camere tra le ultime realizzate

Io sono il blu, la stanza firmata da Rosario Cappellani e Antonio Presti. Un vuoto blu, riempito solo dalle parole. Uno spazio emozionale, un blu che dona pace, dal forte potere rigenerativo, un invito alla gioia e alla luce, un blu che si ricongiunge al blu del mare di Tusa.

E poi Lunaria. Contrada senza nome, l’illusione della cultura e della poesia di Vincenzo Consolo necessaria per contrastare e resistere alla precarietà della vita. Sono due i tronchi d’ulivo, simbolo di saggezza, utilizzati per realizzare le 12 sculture, le prime cinque lungo le pareti del corridoio, le altre sette lungo il perimetro della stanza. Sette libri alti tre metri le cui pagine, venature, buchi, spaccature, nodi, sono un continuo invito alla riflessione.

La Stanza dell’Opra firmata da Cuticchio, puparo ed eccellenza sicula, col piccolo teatrino dei pupi dietro il letto da cui poter manovrare i paladini della tradizione. In bagno due docce, le due fontane dell’epica cavalleresca: la fonte dell’amore e quella dello sdegno alle quali bevevano paladini ed donzelle.

L’Atelier sul Mare punto di partenza per la scoperta di Fiumara d’Arte

Fiumara d’Arte è il più grande parco di sculture all’aperto d’Europa e copre il territorio di Tusa e l’area circostante, lì dove, tra i monti Nebrodi e fino l’antica Halaesa, scorreva per ventuno chilometri un antico fiume. Un grandioso museo diffuso: dalla costa, dove si staglia grande ed infinito Monumento per un Poeta Morto, meglio conosciuta come Finestra sul Mare di Tano Festa, una cornice azzurra sull’azzurro del mare alta diciotto metri, alle colline circostanti, con Energia Mediterranea di Antonio Di Palma, una grande onda di cemento blu che sale e scende e lega idealmente la montagna al mare.

Il Muro della Vita, in principio un vecchio muro della strada provinciale Castel di Lucio – Mistretta, reso unico grazie all’intervento di artisti ceramisti nazionali ed internazionali. Il Labirinto di Arianna di Italo Lanfredini, un archetipo, percorso fisico ed interiore, nonché simbolo di nascita e vita; La materia poteva non esserci di Pietro Consagra, la prima delle sculture, realizzata nel 1986: due elementi paralleli e distinti, uno bianco e uno nero che si fondono in un alternarsi di vuoto e di pieno; Stanza di Barca d’Oro dell’artista giapponese Hidetoshi Nagasawa, un vano ipogeo, introdotto da un corridoio sotterraneo di trentacinque metri rivestito di lastre metalliche al cui interno è stata inserita una barca capovolta coperta di foglie d’oro. L’opera è stata inaugurata e sigillata per 100 anni per far sì che potesse vivere “solo attraverso l’energia mentale della memoria”.

Piramide 38 parallelo a Motta d'Affermo, foto Benedetta Manganaro

Scultura monumentale Piramide 38 parallelo di Mauro Staccioli a Motta d’Affermo, foto Benedetta Manganaro

Ed infine Piramide 38° Parallelo di Mauro Staccioli, nel territorio di Motta d’Affermo, ben visibile dalle camere dell’Atelier sul Mare, domina il mare e i vicini scavi di Halaesa, le cui coordinate geografiche centrano perfettamente il trentottesimo parallelo. Come un faro, cattura la luce attraverso una fessura lungo lo spigolo occidentale ed è centro gravitazionale delle cerimonie che l’Atelier sul Mare organizza ogni anno in occasione del solstizio d’estate.

Musica, arte, poesia. Solo attimi, piccoli semi, capaci però di innestarsi e dare frutto, rendendo indimenticabile un pomeriggio d’estate siciliano per migliaia di persone che ogni anno, visitano il Festival Internazionale del Rito della Luce, sostenuto dall’Assessorato Regionale ai Beni Culturali e dal Consorzio Valle dell’Halaesa di Tusa.

Un rito, una festa che, ormai da anni, in occasione del Solstizio d’Estate, ha come protagonista lei, la Piramide. La luce passa al suo interno, la attraversa creando atmosfere irreali da cornice agli artisti che si alternano durante il festival. Alla Piramide ci si arriva con comodi bus che partono dal centro abitato di Motta d’Affermo e che fanno la spola durante tutta la durata del festival. Il Rito della Luce è solo l’atto conclusivo di un festival che propone iniziative anche nelle giornate precedenti e che vede interessato tutto il Parco Fiumara d’Arte e l’Atelier sul Mare.

Sono tante le iniziative che Antonio Presti promuove su tutto il territorio siciliano. Una tra le più importanti riguarda Librino, un quartiere periferico di Catania dove si lavora affinché muri di palazzi fatiscenti e pali della luce diventino gallerie d’arte fotografica i cui artisti e i cui protagonisti sono gli stessi abitanti di Librino. Ragazzi a cui sono state date macchine fotografiche e forniti corsi e laboratori di fotografia di alto livello. Perché bellezza generi sempre bellezza.

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